LA TRAGEDIA

Omicidio Montesilvano, chiuso pub dove è stato ammazzato Antonio. Killer ancora in fuga

Massimo Fantauzzi, pizzaiolo di Montesilvano, è ricercato in tutta Europa

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Omicidio Montesilvano, chiuso pub dove è stato ammazzato Antonio. Killer ancora in fuga

Fantauzzi, il presunto killer in fuga

MONTESILVANO. I carabinieri della Compagnia di Montesilvano stamani hanno chiuso per la durata di 60 giorni il ristopub "BirraMi" e la sala slot "Serenagames" di via Verrotti.

Il provvedimento, emesso dal Questore di Pescara Francesco Misiti, e' scaturito dalla proposta di sospensione delle attivita' commerciali - ai sensi dell'art. 100 del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza - avanzata dai carabinieri di Montesilvano anche a seguito dell'omicidio di Antonio Bevilacqua, il 21 enne ucciso con un colpo di fucile nella notte tra venerdi' e sabato mentre era all'interno del ristopub BirraMi.

I due locali erano gia' stati oggetto di costanti e frequenti controlli da parte dei carabinieri, a seguito dei quali e' stata accertata e documentata la presenza di avventori gravati da precedenti di polizia e vicende giudiziarie.

Tale circostanza ha consentito di ritenere come i locali fossero divenuti luoghi di aggregazione di soggetti devianti, la cui concomitante e frequente presenza e' in grado di determinare un allarme sociale.

L'omicidio di sabato notte ha rappresentato il momento culminante di tali critiche situazioni che ha consentito, pertanto, l'emissione del provvedimento. Intanto, proseguono le ricerche di Massimo Fantauzzi, il 46enne di Montesilvano ritenuto il presunto assassino del 21enne. Di Fantauzzi non ci sono tracce dalla notte del delitto.

Viene attualmente ricercato in tutta Italia e in Europa. Intanto la sorella del presunto omicida sarebbe stata pestata in carcere da un gruppo di donne rom.

Sabrina Fantauzzi è rinchiusa nel carcere femminile di Chieti e lì è stata accerchiata e colpita con calci e pugni da tre donne che evidentemente hanno voluto mettere in atto una vendetta trasversale. La donna è stata portata al Pronto Soccorso dove gli è stata riscontrata una frattura del naso, un trauma cranico e varie contusioni. Non ha fatto ritorno al carcere di Chieti ma in un altro penitenziario per evitare ulteriori problemi.

A fare il nome di Massimo Fantauzzi è stato un supertestimone che ha raccontato agli inquirenti di aver accompagnato l’amico a casa dopo il diverbio con Bevilacqua. L’omicida aveva detto all’amico di voler prendere una mazza per regolari i conti con il giovane mentre avrebbe in realtà imbracciato il fucile e fatto fuoco a sangue freddo.



L’AVVOCATO: «FAMIGLIA VUOLE GIUSTIZIA»

L'avvocato della famiglia del 21enne, Giancarlo De Marco parla di un omicidio volontario: «Credo che sia stata indiscutibile la volontà di uccidere perché le modalità del fatto, ovvero puntare un fucile contro una persona a distanza di poche decine di centimetri, denota proprio la volontà omicida e non si può dire che ha sparato perché voleva intimorire. Sparare sul viso di una persona vuol dire volerla uccidere».

 Sulla rabbia della famiglia del giovane ucciso, e di eventuali taglie proposte per la cattura dell'assassino, l'avvocato De Marco ha aggiunto: «Su questo io no so nulla. So solo che la famiglia sta avendo un atteggiamento molto composto e vuole giustizia e non vuole vendetta. Queste sono le parole della madre. Ora se ci sono persone che magari vogliono interferire in questo non so».

Sulla causa della discussione che sarebbe poi sfociata nell'omicidio, e su una eventuale conoscenza fra il 21enne e il suo assassino, il legale ha spiegato: «Sui particolari non so molto , ci sarebbe stata una discussione, forse è volata qualche parola, ma niente poteva far presagire una conclusione del genere. Il movente? Non lo so e sarà una cosa da vedere dopo».