OMBRE ROSSE

Asl L’Aquila, mistero sulla bocciatura project financing ospedale

Il sindaco Biondi: «sventato regalo sanità ai privati»  

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

430

Asl L’Aquila, mistero sulla bocciatura project financing ospedale

Pierluigi Biondi


L’AQUILA. Ancora misteri e poca chiarezza e trasparenza sulla proposta di finanza di progetto piovuta dal cielo a L’Aquila per ricostruire e ampliare l’ospedale San Salvatore. Nel mistero la proposta milionaria è arrivata e nel mistero sembra essere stata disinnescata.

A provare a squarciare il velo è stato ieri il sindaco Pierluigi Biondi con una dichiarazione netta.  

«Si chiude mestamente la vicenda del project financing per l'ospedale San Salvatore», ha detto il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi che aggiunge: «Da informazioni assunte, infatti - spiega il primo cittadino - sembra che la Direzione generale della Asl abbia bocciato la proposta presentata da un'associazione temporanea di imprese. Non sono ancora note le motivazioni ma e' evidente che quanto avevamo gia' denunciato in campagna elettorale si e' tramutato in realta' - specifica il primo cittadino - E cioe' che c'era un tentativo di regalare la sanita' aquilana nelle mani dei privati, perche' il progetto avrebbe comportato costi insostenibili per le casse dell'Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila».



L’operazione aquilana era la stessa che la giunta D’Alfonso sta portando avanti in tutta la regione per la costruzione di nuovi ospedali nei maggiori centri della regione con critiche asprissime anche nel merito e che non garantisce alcun miglioramente di servizi sanitari ma un innalzamento dei costi.

A Chieti l’esempio più eclatante con il progetto presentato dalla società Maltauro che da tre anni sta scontrandosi con provvedimenti amministrativi avversi dei tecnici che si sta tentando di neutralizzare.


Verso il 15 maggio è piovuta dal cielo anche a L’Aquila, senza nessuna formale richiesta apparente (esattamente come accaduto a Chieti per Maltauro) la proposta di progetto di finanza firmata da un’Ati formata da Guerrato spa e Mancini srl.

In un attimo sono state accantonate le altre proposte pure giunte nella gestione della Asl precedente ed ora si passerà a valutare questa nuova idea progettuale.

Lo ha confermato ieri il manager Asl, Rinaldo Tordera, dopo che l’argomento era piombato sulla campagna elettorale per la corsa al Comune ed erano fioccate le prime stoccate circa i tanti misteri che aleggiano su questa nuova procedura.

Del resto l’altro punto in comune con Chieti erano i guai giudiziari delle società proponenti che fino ad ora non hanno spinto ad alcuna cautela o esercizio del principio di precauzione. 

«Il tema della finanza di progetto - aggiunge Biondi, che e' anche presidente del comitato ristretto dei sindaci - non e' da rigettare pregiudizialmente ma il ricorso ad esso e' ammissibile solamente quando siano presenti due fattori: il vantaggio per la Pubblica Amministrazione e l'assunzione di rischio da parte del privato proponente».


«Siamo contenti - conclude il sindaco - del deciso passo indietro della Direzione della Asl aquilana, perche' e' un ulteriore segnale che l'aria sta cambiando e che in citta' non c'e' spazio per operazioni spericolate».




Critiche anche da parte del Presidente II Commissione Permanente "Territorio, Ambiente, Infrastrutture" del Consiglio regionale, Pierpaolo Pietrucci che oggi dice: «Sia io che il mondo della sanità aquilana avevamo sin da subito rilevato le contraddizioni e gli svantaggi del project financing che avrebbe riguardato l'ospedale San Salvatore, come più volte diffuso in passato sui mezzi di comunicazione».


«Non credo che la soluzione ai problemi, che le prospettive di valorizzazione e rilancio della sanità aquilana (che vanta una notevole mobilità attiva, ovvero prevalenza di chi viene a curarsi da fuori rispetto a chi va fuori per curarsi, segno di eccellenza) e regionale passino per i project financing concepiti a discapito della collettività. Una finanza di progetto sana ed equilibrata si riconosce da come è strutturata, se cioè non è sbilanciata a favore dei privati, ma anche dagli obiettivi. Ritengo, torno a dirlo rivolgendomi anche al sindaco dell'Aquila, che per la finanza del progetto passa un possibile risultato che dovrebbe essere in cima alle priorità di tutta la politica aquilana e regionale, ed è la realizzazione di un ospedale nuovo e antisismico. Su questo vanno concentrati tutti i nostri sforzi. Credo che sarebbe il giusto coronamento di un lavoro condotto in questi anni, che forse non ha ottenuto le luci della ribalta ma ha segnato un nuovo modo di affrontare e risolvere i problemi».



ASL L'AQUILA: «L’ATTUALE NORMATIVA IMPEDISCE ACCOGLIMENTO PROPOSTA»

«L’attuale normativa non consente di accogliere la proposta di project financing presentata per la ristrutturazione dell’ospedale di L’Aquila».

E’ quanto afferma il Manager della Asl, Rinaldo Tordera.

«Una delle due società del raggruppamento temporaneo d’impresa, la Guerrato», dichiara Tordera, «ha presentato ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo. In considerazione di ciò, alla luce del combinato disposto dell’art. 80 e dell’art. 172 del decreto legislativo 50/2016, non ci sono le condizioni per accogliere la proposta di partenariato. Le procedure in materia sono tassativamente disciplinate dalla normativa sulla base di rigorosi vincoli che ovviamente la nostra azienda ha scrupolosamente rispettato. Al di là del caso specifico», prosegue Tordera, «resto convinto che il project financing resti l’unico strumento valido per consentire all’ospedale di L’Aquila, che ha già un suo ruolo rilevante in Abruzzo, di compiere un decisivo salto di qualità per affrontare le nuove sfide che ogni giorno arrivano dal mondo della sanità in termini di progettualità, innovazione e capacità di rispondere ai crescenti bisogni della comunità»

Tordera sembra fare un discorso di cavilli giuridici e normativi dimenticando che forse qualche legge magari è anche ben fatta ed ha profonde ragioni di esistere.

Per esempio la ratio della norma potrebbe essere il buon senso, l'opportunità e la ragionevolezza di non imbarcarsi in un contratto -magari trentennale- con una ditta che dopodomani potrebbe fallire (in ogni caso che non versa in buone acque).

Forse la parola chiave non è "legge" ma "ragionevolezza".