LA REPLICA

Inchiesta nomina direttore amministrativo Asl. Zappalà: «nessun problema, tutto già chiarito»

Per Zappalà l’esposto di Febbo «conteneva una serie di inesattezze»

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Armando Mancini manager Asl Pescara


PESCARA. Tutto è stato già chiarito direttamente con gli inquirenti e le carte sono state portate direttamente dallo stesso direttore amministrativo indagato. Lo dice lo stesso Paolo Zappalà fornendo ulteriori elementi per comprendere una vicenda tecnica e intricata.

Romano di 48 anni, una laurea in Economia e commercio nel 1995 all’Università Tor Vergata, Zappalà è arrivato a Pescara per sostituire Domenico Carano che era in carica dal 2013.

E’ stato scelto dal manager Mancini la scorsa primavera «tenuto conto dell’esperienza professionale maturata e dal possesso dei requisiti di legge». Per lui uno stipendio annuo di 90.896, 64 euro (ovvero l’80% di quello del direttore generale che è di 113.620 euro).

Alla base dell’indagine aperta dalla Procura di Pescara dopo l’invio di una segnalazione c’è l’ipotesi di inconferibilità dell’incarico affidato sebbene formalmente le carte siano ‘a posto’.

La procura sta verficando.


«Come si evince anche dal curriculum pubblicato sul sito aziendale», spiega Zappalà, «il sottoscritto non ha mai prestato alcuna attività per la “Fondazione Policlinico Gemelli”. Il Policlinico Gemelli ha costituito una “gestione speciale” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore fino al 1 agosto 2015, data in cui ne è stata trasferita la gestione alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Fino al trasferimento della gestione alla Fondazione, il Policlinico Gemelli era un “tutt’uno” con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e non aveva una propria autonoma personalità giuridica. L’Università Cattolica del Sacro Cuore è Università non statale la cui natura pubblica è definita nel proprio Statuto, art. 1, comma 1, secondo cui l’Università è da considerarsi “persona giuridica di diritto pubblico, secondo le leggi vigenti”. Tale natura dell’Università, di Ente pubblico non economico, è stata costantemente ribadita dalla giurisprudenza amministrativa, contabile e civile».

Dunque nessun problema di sorta per il tecnico amministrativo che spiega anche come le sentenze del Consiglio di Stato «riguardano un’altra materia, specificatamente solo gli “Obblighi di pubblicazione concernenti gli organi di indirizzo politico nelle pubbliche amministrazioni”; pertanto non risulta veritiero che il Consiglio di Stato in detta sentenza abbia affermato quanto riportato nell’articolo. Ed in ogni caso è stata adottata in data 11 luglio 2016, ovvero successivamente al conferimento del mio incarico».

Anche per questo secondo Zappalà non esiste alcun “caso fotocopia”, «in quanto il caso verificatosi nella ASL di Latina ad esempio differisce dalla mia situazione per due elementi essenziali: la nomina nella ASL di Latina riguardava persona che aveva avuto incarichi presso la Fondazione Policlinico Gemelli (ed io no!). La mia nomina ha riguardato una ASL fuori l’ambito regionale in cui opera il Policlinico Gemelli, mentre il caso di Latina riguarda sempre la regione Lazio. La norma di legge, come Lei sa, limita l’inconferibilità al medesimo ambito regionale».



Dunque aggiunge Zappalà «la documentazione relativa all’esposto del Presidente Febbo è stata fornita lo scorso 28 agosto dalla Direzione della ASL alle Autorità competenti e allo stesso Presidente Febbo. L’esposto di Febbo conteneva una serie di inesattezze, già evidenziate nelle sedi opportune dal sottoscritto».