LA CONTROVERSIA

Gestione parcheggi Chieti, chiesti danni al Comune per 8 milioni di euro

Blu Parking ha impugnato al Tar la risoluzione del contratto

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Gestione parcheggi Chieti, chiesti danni al Comune per 8 milioni di euro

Umberto Di Primio

CHIETI. Oggi il Consiglio comunale di Chieti affiderà la gestione dei parcheggi a Chieti Solidale ma Blu Parking avverte: «tutti i consiglieri comunali saranno responsabili. Noi chiediamo 8 milioni di danni».

Proprio la società cooperativa che portava avanti il servizio dei parcheggi a pagamento della città fino alla risoluzione del contratto parla di blitz e fa notare come commissione dei capigruppo e Consiglio siano stati fissati lo stesso giorno per «mettere dinanzi al fatto compiuto i consiglieri ignari».

Si correrebbe il rischio, facendo le cose di fretta, sostiene il presidente Alfiero Marcotullio, di «omettere passaggi importantissimi, modificando dati oggettivi».

La risoluzione della convenzione con la Blu Parking è stata impugnata davanti al Tar e la controversia è ancora pendente. E’ proprio lì, nel giudizio, che è stato chiesto un maxi risarcimento da 8 milioni di euro.

La storia si trascina da molti mesi dopo che la giunta ha deciso di mettere alla porta la Blu Parking, decretando la risoluzione del contratto con la società cooperativa attraverso la rescissione della convenzione sottoscritta il 3 agosto 2011 dal Comune con un’associazione temporanea di imprese che annoverava come capofila la Ecoesse da cui è venuta fuori la Blu Parking. La determina dirigenziale arriva dopo che il Comune ha rilevato una serie di inadempienze nei confronti degli obblighi contrattuali da parte del gestore, sfociate in numerose formali diffide.

E oggi si è pronti ad affidare il servizio a Chieti Solidale.

Ma secondo Marcotullio il Comune avrebbe omesso di riferire troppe cose: «sulla efficacia della risoluzione ha dimenticato di dire che la precedente deliberazione con la quale si voleva affidare la gestione dei parcheggi a Teate Servizi era stata annullata dal Tar e soprattutto che pende un contenzioso con il Comune di Chieti e che in ballo c'è un risarcimento da oltre 8 milioni. Questo vuol dire che i consiglieri di maggioranza e di minoranza non conoscono nulla di ciò che andranno a votare su un corpo di delibere e su un istruttoria incompleta. Ma una volta che daranno il via libera anche loro diventeranno complici delle responsabilità dell'ente e del rischio di risarcimento», avverte Marcotullio.



«NON SIAMO MOROSI»

Ma la Blu Parking respinge anche le accuse di essere morosa nel pagamento dell’aggio: «non è vero», spiega il presidente, «ed è tutto smentibile documentalmente dal momento che il Comune ha percepito somme superiori attraverso l'incameramento in proprio favore dei costi di rimozione dei veicoli e altri servizi in convenzione. Questo vuol dire che non esiste alcun credito del Comune».

Il conto economico proposto dall’amministrazione comunale, inoltre, sarebbe falso: «risultano infatti», analizza Marcotullio, «aumentati a dismisura gli introiti derivanti dalla sosta ( in verità ridottisi del 30% negli ultimi anni) e sono stati ridotti in modo corposo i costi, rappresentandoli al di sotto di quelli reali. Solo grazie a questa operazione il conto economico si è retto, altrimenti non solo non residua alcuna somma per il sociale, ma il Comune avrà una pacifica perdita».

Secondo Marcotullio anche a voler ipotizzare che il servizio verrà affidato a Chieti solidale, non è stato previsto il doveroso riassorbimento delle maestranze attualmente alle dipendenze della blu parking: si parla di circa 22 persone che quindi perderebbero il posto di lavoro.

Blu Parking annuncia che si rivolgerà all'autorità giudiziaria ma si dice anche dispiaciuta perché non è stato consentito un dibattito consiliare sereno.




«COMUNE INADEMPIENTE»

«Non si deve dimenticare», chiude Marcotullio, «che il Comune si è reso deliberatamente inadempiente alla Convenzione». E la società spiega che il Comune avrebbe fatto scadere il vincolo urbanistico sulle aree oggetto di esproprio, interessate dal progetto di Finanza. «In questo caso c'è un danno gravissimo facilmente intuibile, trattandosi di attività propria e non delegabile dell'ente».

E poi ancora il Comune avrebbe ridotto unilateralmente numerosi posti a raso e coperti già presenti e dovuti nella convinzione, «riducendo notevolmente ed illegittimamente introiti del concessionario, così da arrecare un ulteriore danno elevatissimo». Alla nota contrazione del traffico in entrata si è aggiunta la riduzione dei posti auto in percentuale del 35%, secondo i calcoli del presidente.

Il Comune, inoltre, non ha messo in funzione il tunnel che sfoga in largo Barbella, attivazione prevista qualora la gestione andasse ad altro soggetto, «creando un danno all'intera collettività cittadina e soprattutto al centro storico del capoluogo il cui progressivo abbandono è sotto gli occhi di tutti. Con il tunnel ci sarebbe stata una ripresa certa e corposa».


a.l.