IL PROCESSO

Tangenti sulla ricostruzione, gip dice no alla Procura: respinto rito immediato

In arrivo avviso conclusioni indagini per 35 persone

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Tangenti sulla ricostruzione, gip dice no alla Procura: respinto rito immediato

L’AQUILA.  Il Gip del tribunale dell'Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, ha rigettato l'istanza di giudizio immediato, presentato nelle scorse settimane dalla procura della Repubblica dell'Aquila, nell'ambito dell'inchiesta su presunte tangenti in 12 appalti pubblici di ricostruzione post-terremoto 2009 gestiti dai Beni culturali d'Abruzzo.

 Il rito immediato avrebbe comportato il salto dell'udienza preliminare con gli indagati che sarebbero andati direttamente a processo.

L'operazione, chiamata "L'importante è partecipare" da un'intercettazione che sbeffeggiava le ditte sfavorite dagli indagati, ha portato all'arresto ai domiciliari di 10 persone, a 5 interdizioni dall'attività e a 20 indagati a piede libero tra professionisti, funzionari del Mibact e imprenditori.

A questo punto l'inchiesta procede secondo l'iter tradizionale: agli indagati verrà recapitato un avviso di conclusione delle indagini e, di seguito, il pm chiederà il rinvio a giudizio o l'archiviazione per alcuni o tutti e verrà fissata un'udienza preliminare per discuterlo. Il fascicolo dell'inchiesta ha anche cambiato rappresentante della pubblica accusa dopo il trasferimento di Antonietta Picardi alla procura generale della Corte di Cassazione.

Nuovo titolare sarà il sostituto procuratore Simonetta Ciccarelli.

L’INCHIESTA

In particolare, le ditte esecutrici coinvolte nell'inchiesta, in accordo con i funzionari pubblici indagati, avrebbero avuto modo di recuperare i ribassi, durante lo svolgimento dei lavori, con le cosiddette perizie di variante, riassegnate ad affidamento diretto o con procedure negoziate senza gara, oppure grazie a perizie di adeguamento dei prezzi, con un aumento talvolta anche elevato rispetto all'importo iniziale dei lavori a base d'asta.

Il compenso per i funzionari si sarebbe concretizzato, secondo quanto ricostruito, attraverso l'affidamento di incarichi professionali a parenti o amici, le cui parcelle, peraltro, proporzionate al valore dei lavori, si arricchivano alla concessione di ciascuna variante, oppure attraverso l'elargizione di somme in denaro.

Dodici, in totale, i cantieri finiti sotto la lente di ingrandimento della procura: chiesa di Santa Maria del Ponte a Tione (L’Aquila); chiesa di San Domenico a Sulmona (L’Aquila); chiesa di San Salvatore a Civitaretenga (L’Aquila); Badia di Sulmona (L’Aquila); teatro comunale dell’Aquila; Mura Urbiche dell’Aquila; Porta Branconia l’Aquila; chiesa di San Biagio a Cappadocia (L’Aquila); torre medicea di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila); chiesa di San Sisto all’Aquila.

GLI INDAGATI

Antonio Zavarella, 55, di Sulmona (L’Aquila), presidente della commissione di collaudo del Teatro comunale, Berardino Di Vincenzo, 64, dell’Aquila, ex segretario regionale Mibact ora in pensione,  Antonio Loiudice, 60, di Altamura, amministratore unico della Edilco Altamura, Graziantonio Loiudice, 25, di Bari, suo figlio, e Leonardo Santoro, 40, di Avigliano (Potenza), geometra dell’Internazionale, Marcello Marchetti, 64, dell’Aquila, architetto del segretariato Mibact, Mauro Lancia, 59, di Pergalo (Pesaro Urbino), contitolare della Lancia Srl con sede a Pergola, Giampiero Fracassa, 44, direttore tecnico della Fracassa Rinaldo Srl di Teramo, Vito Giuseppe Giustino, 65, di Altamura (Bari), presidente del Cda della società cooperativa l’Internazionale con sede ad Altamura, Lionello Piccinini, 61, dell’Aquila, geometra del segretariato Mibact,  Per altri cinque persone il giudice aveva firmato il divieto di esercitare per 2 mesi l’attività professionale: Giancarlo Di Vincenzo, 35, dell’Aquila, architetto figlio di Berardino, Alessandra Del Cane, 30, di Teramo, Michele Fuzio, 51, di Bari, progettista dell’Internazionale dei lavori al Teatro comunale, Domenico Pazienza, 65, di Bitonto (Bari), progettista dell’Internazionale dei lavori al Teatro comunale, e Michele Buzzerio, 65, di Taranto, progettista dell’Internazionale dei lavori al Teatro comunale.

C’erano poi altri 20 indagati a piede libero: Valerio Agostinelli, 29 anni, di San Severino Marche (Macerata), geometra della Lancia Srl,  Ernesto Penzi, 37, di Napoli, titolare della Ingg Penzi Spa, Giorgio Aldo Pezzi, 46, di Pescara, dipendente della Soprintendenza, Lucio Piccinini, 49, dell’Aquila, cotitolare della ditta Atec Srl e fratello dell’arrestato ai domiciliari Lionello, Vladimiro Placidi, 61, dell’Aquila, tecnico ed ex assessore comunale alla Ricostruzione pubblica di centrosinistra, Giuseppe Rossi, 65, dell’Aquila, dipendente Mibact, Franco De Vitis, 64, di Roma, dipendente della Soprintendenza, Federica Di Vincenzo, 37, dell’Aquila, tecnico, altra figlia dell’ex segretario generale Berardino, Claudio Finarelli, 65, di Civitaluparelli (Chieti), dipendente Mibact, Giuseppe Liberati, 66, di Tagliacozzo (L’Aquila), dipendente della Soprintendenza, Gianluca Marcantonio, 45, di Pescara, architetto componente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici ma coinvolto come responsabile sicurezza di un cantiere, Pasquale Marenna, 51, di Telese (Benevento), tecnico, Italo Albani, 67, dell’Aquila, imprenditore titolare della Soalco, Giancarlo Boscaino, 51, di Napoli, geologo, Claudia Castagnoli, 45, di Campobasso, dipendente Mibact, Fabio Cacciari, 46, dell’Aquila, direttore tecnico della Atec Srl, Gianfranco D’Alò, 62, di Atessa (Chieti), dipendente della Soprintendenza, Aldino Del Cane, 65, di Cermignano (Teramo), tecnico, Francesco Montazzoli, 33, di Popoli (Pescara), collaboratore dello studio Di Vincenzo, Berardino Olivieri, 61, di Sulmona (L’Aquila), dipendente della Soprintendenza.