CASO CHIUSO

Fogne e scarico di Via Valloncello: ex sindaco Vasto assolto

Le denunce dei residenti fioccano dal 2009

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Luciano Lapenna

Luciano Lapenna

VASTO. Le condizioni delle fogne e degli scarichi in via VAlloncello hanno portato molte grane all’ex sindaco Lucaino Lapenna. Una serie di denunce si sono affastellate alla procura di Vasto dal 2009 con alterne vicende ma senza conseguenze per l’ex primo cittadino.

L’ultima notizia è buona per Lapenna che si è visto archiviare il reato di omissione di atti di ufficio  in merito alla commistione di acque bianche e acque fognanti dello scarico di Via Valloncello.

La procura ha chiesto l’archiviazione ed il gip si è detto d’accordo. Dunque storia chiusa.

 

Quest’ultimo strascico giudiziario era nato da una denuncia del 2014 di una signora residente a Roma, dopo che l’amministrazione comunale, con l’appalto per la realizzazione della rete fognante di via Arborato, aveva già definitivamente risolto l’annoso problema dell’inquinamento del fosso Valloncello, ereditato dalle amministrazioni precedenti.

L’ex Sindaco e attualmente presidente dell’Anci Abruzzo, nel corso delle indagini preliminari, tramite il suo difensore Fabio Giangiacomo, aveva dimostrato la presa in carico del problema da parte dell’amministrazione comunale con un investimento di circa due milioni di Euro, sebbene la competenza fosse del gestore della rete.

La pendenza di altri accertamenti relativi agli anni pregressi aveva però spinto il gip a rigettare la prima richiesta di archiviazione.

La positiva soluzione di questi accertamenti, in particolare con l’annullamento da parte del Tribunale di Vasto in sede civile - della sanzione pecuniaria a carico del Sindaco e del Comune per mancata autorizzazione dello scarico, ha permesso la nuova richiesta di archiviazione del pm Di Florio non prima di una precauzionale indagine dell’Arta sulla situazione attuale, «con riscontri ampiamente tranquillizzanti».

Dunque archiviazione con la formula il fatto non sussiste.


Da oltre 10 anni lo scarico e il possibile inquinamento ha agitato la vita cittadina per una situazione risalente nel tempo.

Nel 2013 Lapenna decise di rischiare il processo e la condanna non accettando di pagare una ammenda per estinguere il reato.

Il giudice onorario del tribunale di Vasto lo condannò alla contravvenzione di 15 giorni di reclusione, pena sospesa, per «getto di cose pericolose».

Quella vicenda era nata da una ennesima denuncia del 2009.

Nel 2005 l’ex sindaco Filippo Pietrocola firmò con la Sasi una convenzione che stabiliva che oneri e onori divenivano di competenza della società che gestisce il servizio idrico integrato e l’accordo ha di fatto sollevato poi successivamente l’ex sindaco.

Con i lavori il problema si sarebbe risolto definitivamente.