RISCHIO SISMICO

Case inagibili via Lago di Borgiano: «fuori i nomi dei tecnici che hanno dato colpa a terremoto»

Venerdì mattina il caso in Commissione Vigilanza al Comune di Pescara

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Via Lago di Borgiano, oggi partono lavori per alloggi sostitutivi

Riunione coni residenti

PESCARA. Fuori i nomi dei tecnici della protezione Civile regionale che hanno ricondotto la responsabilità delle inagibilità delle case di via Lago di Borgiano di Pescara al terremoto.

La richiesta arriva dall’associazione ‘Pescara Mi Piace’ che vuole conoscere il nome dei tecnici che fisicamente hanno effettuato i successivi sopralluoghi per conto della Protezione civile regionale e hanno firmato le singole controperizie: «vogliamo leggere quali mezzi sono stati utilizzati per le controperizie, dunque carotaggi, esame delle fessurazioni, e monitoraggi, e, infine, vogliamo leggere il contenuto delle schede redatte nelle quali si è certificato che è stato il terremoto a danneggiare gli stabili consentendo al Comune di Pescara di accedere al fondo statale straordinario per l’autonoma sistemazione».

Il motivo di questa richiesta non è certo secondaria. Quello che dice la Protezione Civile regionale, infatti, contraddice la relazione tecnica della ditta Labortec secondo cui le case di via Lago di Borgiano sono inagibili e a rischio crollo, ma non per il terremoto, bensì per l’utilizzo di cemento impoverito e per la scarsa armatura dei ferri già nella fase della costruzione delle tre palazzine.

Una differenza sostanziale di vedute perché proprio le dichiarazioni della Protezione Civile di fatto hanno consentito al Comune di accedere alle agevolazioni e ai fondi dei CAS, ossia del Centro per l’Autonoma Sistemazione, per le quali ci sono famiglie che percepiranno anche 1.200-1.300 euro al mese.

Venerdì mattina il nodo potrebbe sciogliersi quando, alle 12 in punto, in Commissione Vigilanza e Garanzia, presieduta da Carlo Masci, approderanno le schede AEDES stilate dalla Protezione Civile regionale per attestare l’inagibilità delle case di via Lago di Borgiano in seguito al terremoto.

«Finalmente, dopo due mesi di attesa», commenta Armando Foschi dell’associazione Pescara Mi Piace, «avremo modo di leggere quale correlazione sia stata fatta dai tecnici della Regione che hanno permesso al Comune di Pescara di accedere al fondo straordinario dell’autonoma sistemazione».



CONTENZIOSO ATER-COMUNE

Sono trascorsi oltre due mesi dallo sgombero di 83 famiglie da tre palazzi dell’Ater in via Lago di Borgiano in quanto dichiarati a rischio collasso.

Lo scorso luglio, durante una prima riunione della Commissione, il direttore dell’Ater Pina Di Tella ha ricordato che il ‘calvario’ è iniziato quando i residenti dei tre edifici Ater hanno segnalato di sentire scricchiolii provenire dalle mura delle proprie case.

L’Ater, che è la proprietaria delle case, ha allora incaricato la Labortec di effettuare controlli approfonditi su 16 stabili presi a campione e, mentre non sono stati riscontrati problemi in via Aldo Moro, è scoppiato il bubbone di via Lago di Borgiano, con 84 alloggi divenuti inagibili e da sgomberare con effetto immediato perché a imminente rischio crollo.

In quella sede l’Ater ha annunciato l’apertura di un contenzioso proprio con il Comune che ha annunciato l’addebito delle spese sostenute all’Ater.

L’Ater ha ufficializzato che impugnerà le ordinanze prodotte sino a oggi perché, a suo giudizio, le spese dell’emergenza non sono a carico dell’Ater che, nel caso, dovrebbe chiudere i propri uffici per fallimento non disponendo di quelle somme.

Quindi sarà un giudice a dover stabilire chi deve pagare le somme già anticipate, circa 200mila euro, che il Comune non si vedrà dunque restituire a breve.



LA LABORTEC E I PROBLEMI «DALLA NASCITA»

Ma c’è di peggio: all’architetto Angelini della Labortec è stato chiesto di chiarire la contraddizione tra la propria perizia e le dichiarazioni della Protezione civile regionale circa le cause che hanno determinato l’inagibilità dei 3 palazzi.

Angelini ha detto che durante la perizia strutturale è emerso senza alcun dubbio che «i tre palazzi erano inagibili dalla nascita, i tecnici hanno riscontrato una carenza complessiva di armatura sin dalla sua costruzione, gli edifici possono collassare per i soli carichi statici, dunque non servono le scosse di terremoto e non è stato il terremoto a causare l’inagibilità e l’inabitabilità dei tre palazzi», in pratica siamo di fronte a una situazione del tutto simile a quella del palazzo privato di via D’Annunzio, i cui proprietari, infatti, non si sono potuti avvalere dei fondi del CAS.

«Parole chiare e non interpretabili quelle dell’architetto Angelini», sottolinea Foschi, «parole che hanno letteralmente lasciato la Commissione senza fiato: ci siamo infatti chiesti perché la Protezione civile regionale abbia tirato fuori dal cilindro il pretesto del terremoto, e come può giustificare l’accesso e l’utilizzo dei fondi per l’autonoma sistemazione da parte del Comune che non è supportato da alcun pezzo di carta».

A questo punto le schede tecniche redatte dalla Protezione civile regionale che smentiscono la Labortec finiranno in Procura. A portarle sarà proprio Foschi che avverte: «è chiaro che l’intera vicenda di via Lago di Borgiano non possa risolversi con una semplice pacca sulla spalla».




PROBLEMA SISTEMAZIONE ‘PROVVISORIA’

Cinquanta famiglie evacuate dai palazzi pericolanti di via Lago di Borgiano hanno rifiutato cinque alloggi proposti dall'Ater perché al di fuori della città di Pescara e privi degli ascensori.


Gli appartamenti proposti erano ubicati a Città Sant'Angelo, Pianella, Vallemare di Cepagatti, Catignano e Torre de' Passeri. Come spiega Vincenzo Amato, uno degli ex residenti, «molti dei residenti hanno più di 70 anni e diversi sono malati con la necessità di cure quotidiane in ospedale. Non si possono accettare alloggi fuori dalla città visto che ci dicono come siano decine gli appartamenti murati e dunque liberi presenti nel territorio di Pescara».


A riguardo il consigliere comunale Massimiliano Pignoli annuncia come, insieme a un gruppo di evacuati, faranno un censimento di tutti gli alloggi murati disponibili a Pescara e che dopo aver presentato questo elenco si dicono pronti a occupare la sede dell'Ater se non otterranno una sistemazione negli alloggi popolari cittadini.


«Queste persone rifiutano alloggi in provincia e continueranno a farlo perché a Pescara ci sono alloggi liberi e murati», dice Pignoli, «ci giungono voci di appartamenti liberi tra l'altro in via Caduti per Servizio, nel quartiere Gescal, a Zanni. Sembra che l'Ater non abbia le capacità o la facoltà di gestire la situazione e allora, dalla prossima settimana, insieme ad alcuni volontari di via Lago di Borgiano, gireremo tutte le case Ater di Pescara e individueremo quelle libere, realizzando una sorta di censimento che consegnerò io stesso ai vertici dell'azienda. Al posto di spendere soldi per le case della provincia, l'Ater si occupasse di ristrutturare gli alloggi di Pescara. Quelle risorse sono state stanziate dalla Regione Abruzzo per risolvere la situazione dei cittadini di via Lago di Borgiano e non per soddisfare le esigenze dei comuni limitrofi. Informerò il sindaco e l'assessore competente e scriverò una lettera al presidente della Regione e all'assessore regionale per far sapere il tipo di gestione che sta attuando l'Ater con questi fondi. La pazienza ha un limite, ora siamo agli sgoccioli. Siamo pronti ad occupare l'Ater e non ce ne andremo finché non si risolverà».


Questa situazione è stata anche ufficialmente segnalata all'Ater dal dirigente comunale del settore Politiche della Casa, Pierpaolo Pescara, che in 2 distinte note del 7 e dell'11 settembre, segnala come «la proposta di immobili allocati al di fuori del Comune di Pescara risulta non soddisfacente rispetto alle esigenze abitative delle famiglie destinatarie delle assegnazioni medio tempore di alloggi, circostanza che ci impone di restituirvi in disponibilità gli immobili in argomento».