LA GUERRA SANTA

Roncalli patrono esercito, Velentinetti dice no: «irrispettosa assurdità»

La bocciatura da parte dell’arcivescovo di Pescara

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

307

Il vescovo Valentinetti

Il vescovo Valentinetti

PESCARA. Papa Roncalli, il ‘papa buono’ patrono dell’esercito italiano?

«No, grazie»: monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, boccia l’iniziativa all'indomani della "bolla" promossa dalla Congregazione per il Culto divino che attribuisce il titolo di Patrono dell'Esercito a san Giovanni XXIII. Una posizione, quella di Valentinetti, che non rappresenta un unicum. La ‘trovata’, infatti, ha fatto scoppiare una vera e propria bufera.

«È il Pontefice della pace, non delle armi», si sostiene da più parti nel mondo ecclesiastico e cattolico.

Valentinetti concorda: è irrispettoso coinvolgere papa Giovanni come patrono delle Forze Armate, è «un’assurdità anche perché non rappresenta il 'sensus fidei' di tanti credenti che hanno conosciuto il Papa come l'uomo amorevole e il Pontefice finalmente vicino, anche fisicamente, alla gente».

«Giovanni XXIII è uno di noi» - replica, tuttavia, sentito da Repubblica, don Angelo Frigerio, vicario generale dell'ordine militare, che ricorda come Roncalli sia stato, mai pentito, «prima militare di leva, poi cappellano dell'esercito». E ancora: «nel 1959, da papa, Roncalli ricevette i cappellani militari in congedo e a loro parlò di "ricordi incancellabili e profondamente umani, legati alle esperienze di vita militare", e insieme si rifece "alle consolazioni provate in quei lontani giorni di semplice servizio". In particolare definì "indimenticabile" il servizio che rese come cappellano. Chi meglio di lui, dunque, può farci da patrono?».

Versione smentita da Valentinetti: «Roncalli in diverse lettere, descriveva l'esperienza da militare come traumatica, tanto che tornato a casa volle staccare dai suoi abiti e da se stesso tutti i segni del servizio militare. Ed ora cosa fanno? Gli ricuciono addosso una mimetica, inventando un presunto beneplacito della buonanima del cardinale Capovilla. Chi ha conosciuto però l'arcivescovo - conclude Valentinetti -, tornato alla casa del Padre lo scorso anno, sa benissimo che mai avrebbe potuto tollerare una volontà tanto contraria al Papa che ha sostenuto e servito».

Anche Giovanni Ricchiuti, vescovo presidente di Pax Christi, infatti, non ci sta e dichiara: «Giovanni XXIII è nel cuore di tutte le persone come il Papa Buono, il papa della pace, e non degli eserciti». E ancora: «Come presidente della sezione italiana di Pax Christi, mi sembra irrispettoso coinvolgere come patrono delle Forze Armate colui che, da Papa, denunciò ogni guerra con l'enciclica "Pacem in terris" e diede avvio al Concilio che, nella Costituzione "Gaudium et spes", condanna ogni guerra totale, come di fatto sono tutte le guerre di oggi».