LA ZONA GRIGIA

Aca e amministratori di condomini morosi: migliaia di persone mai informate per anni

Altri misteri dietro il sistema che tutti conoscono, tranne le potenziali parti offese

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Acqua, tariffa doppia per chi non installerà il contatore


PESCARA. E’ davvero difficile pensare ad una giustizia con la “G” maiuscola se a pagare sono sempre i cittadini comuni e mai chi ha operato male ed aveva responsabilità precise di controllo.

Ad oggi c’è chi attende giustizia nel caso dell’amministratore di condominio Ferdinando Roio rinviato a giudizio per appropriazione indebita e per una cifra di poco superiore a 5 mila euro, peraltro interamente restituita ma solo dopo essere stato messo alle strette dai condòmini di via Monte Viglio. Solo uno di questi ha poi firmato la denuncia che ha avviato le indagini e dato origine al processo.

Messo così sembrerebbe un fatto minimo e anche poco rilevante... ma solo se si rimane in superficie.

Se, invece, si analizzano alcuni fatti e dati ufficiali il sospetto è che ci sia molto altro da svelare.

Tutto parte solo grazie all’ostinazione di due avvocati Matteo Castelli e Vincenzo Brunetti  che difendono l’unica condòmina che ha denunciato, Marianna De Berardinis, riconosciuta parte offesa nel processo Roio. Se tutto andrà bene riceverà un risarcimento di poche centinaia di euro (che nemmeno vuole) forse per danno morale ma nulla di più.

Tuttavia sappiamo che il tentativo di truffa -poi sventato e rubricato come “appropriazione indebita” dalla procura- consisteva nell’utilizzare i soldi delle bollette di decine e decine di condomìni per spese personali dell’amministratore.

Attraverso diversi giroconti dai conti condominiali venivano create le provviste per spese personali più o meno consistenti nell’arco di un paio di anni. Lo certifica la relazione della Guardia di finanza che ha indagato dopo la denuncia e che certifica che i soldi di migliaia di persone sono stati utilizzati in maniera non regolare, magari poi restituiti ma questo nessuno lo sa.

Nemmeno i condòmini che potrebbero essere nella condizione di aver pagato due volte le bollette dell’acqua senza saperlo.

Questo perchè è l’amministratore che opera materialmente sui conti e tratta direttamente con l’Aca e troppo spesso gli utenti  non richiedono le pezze d’appoggio e le prove degli effettivi pagamenti.

E questo può accadere solo perchè nel meccanismo si insinua l’inefficienza gestionale dell’Aca che da anni non riesce ad incassare e controllare tempestivamente le morosità e impone   contratti di fornitura condominiali e non individuali.

La Guardia di finanza  relaziona il pm Anna Rita Mantini ed evidenzia «l’inefficienza dei competenti uffici dell’Aca in relazione ai quali pur riconoscendosi criticità organizzative  (....) si rileva una carenza nella gestione delle rilevanti morosità con possibili conseguenti riflessi in materia di danno erariale per la mancata imputazione di obbligazioni pecuniarie in relazione ai ritardati e/o omessi pagamenti di forniture idriche».

MOROSITA' MILIONARIE PERCHE'?

Insomma si capisce che qui non è solo una questione di una sola condomina contro un solo amministratore…

Ma di che cifre parliamo?

57 milioni di euro mai riscossi dall’Aca per bollette anche decennali e forse in gran parte mai più recuperabili.

17 milioni di euro è la cifra gigantesca che la stessa Aca dovrebbe riscuotere dagli amministratori di condominio ma al 2016 ci si era accordati per soli 7mln di euro con nuovi  piani di rientro.

E questa è la prima stazione dolorosa di una tortuosa via crucis dove bisogna fermarsi a riflettere spesso: perchè un numero imprecisato di amministratori condominiali (molti gestiscono anche case Ater e palazzine popolari) è riuscito ad accumulare morosità di tale portata non pagando le bollette per molti anni e nessuno si è mai preoccupato di verificare?

I problemi dipendono dai condòmini che non pagano oppure si tratta degli amministratori che incassano ma non rigirano le somme ad Aca?

Questo nessuno può dirlo oggi perchè l’argomento fino ad ora non ha appassionato...


Bisognerebbe poi chiedersi in che modo siano stati negoziati i 7 mln di euro di piani di rientro da parte degli amministratori. Tutti i cittadini  coinvolti sono stati informati delle morosità e, dunque, sono pienamente a conoscenza dei mancati pagamenti del passato oppure no?

Potrebbe accadere anche che i soldi delle morosità vengano spiegati ai residenti come “normale aumento dell’acqua” addebitando singolarmente piccole somme aggiuntive semestrali e spalmando così su migliaia di cittadini e per complessive migliaia di rate il pagamento del piano di rientro per giunta interessi di mora.

Nel caso di una ipotetica appropriazione indebita di altri amministratori i soldi dei pagamenti delle bollette mai girati all’Aca sarebbero spariti senza che i residenti  lo sappiano ed oggi pagherebbero semplicemente per la seconda volta quelle stesse bollette.



61 CONDOMìNI
Ipotesi che i fatti svelati nell’indagine Roio rendono possibile, anche perchè sempre la Finanza sottolinea nelle sue conclusioni che le circostanze emerse si riferiscono ad un solo condomìnio e ad un solo residente «ma lo stesso Roio, come rilevato dall’Aca spa, risulta amministratore di 61 condomìni che presentano una esposizione debitoria nei confronti della società di  653.350,77 euro di cui una parte -circa il 20%- riferibili a condomini di edilizia popolare di proprietà del Comune di Pescara o dell’Ater. Rimaniamo a disposizione per eventuali suppletive istruzioni e direttive che riterrà opportuno impartire…»

Sarebbe doveroso chiedersi come l’amministratore Roio abbia potuto accumulare morosità per una cifra così ingente e se davvero è stato così sfortunato da incappare in centinaia di cittadini insolventi.

Di certo nessuno ha allertato i 61 condomìni amministrati  sparsi per la provincia di Pescara.

Il Comune di Pescara è a conoscenza del sistema che favorisce e può tentare amministratori più deboli e generare truffe?

Sa di essere eventuale parte offesa di potenziali reati?

 Dalle indagini della Finanza sappiamo che 5 famiglie del condominio di via Monte Viglio hanno accumulato un debito verso Aca di circa 10.000 euro nel corso di  5 anni per i motivi ormai chiari, se le circostanze del caso fossero simili per ogni altro condominio debitore  a fronte di €17 milioni di debito potrebbero esservi circa 8.000-9.000 famiglie morose in 1.500-2.000 condomini con 5 famiglie in media, debitrici per 5 anni di arretrati, ovvero 15.000-20.000 individui.

Colpisce che a doversi preoccupare per tutti siano al massimo 4-5 persone mentre l’Aca, pur conoscendo molto bene tutti gli amministratori, non sia mai intervenuta per mancanza di volontà presso di loro, nemmeno quando è stata allertata da decine di utenti che sospettavano una truffa.

La cosa più riprovevole di tutta la storia -oltre l’inefficienza di una società succhia milioni- è che almeno nel caso di Roio  l’Aca non ha mai richiesto a quest’ultimo i soldi delle bollette mentre lo ha fatto nei confronti degli utenti vittime di una truffa sventata.

Anzi anni dopo, l’Aca continua a chiedere persino i soldi degli  interessi e delle more a persone che hanno sempre pagato regolarmente.


a.b.



AGGIORNAMENTO 13 SETTEMBRE 2017

Con una diffida firmata dal legale Fabrizio Di Luigi, l’amministratore Ferdinando Roio ci intima ad una «immediata rimozione» dell’articolo «in quanto diffamatorio e lesivo dell’immagine e del lavoro del mio assistito».

Ne prendiamo atto ma come è molto chiaro si tratta di carte e documenti che sono alla base di un processo.

Carte che, del resto, lo stesso Roio conosce molto bene.  

Per questo ci è molto difficile non pensare ad una inaccettabile intimidazione irrispettosa della libertà di stampa. 

Vi terremo informati.

a.b.