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Immobili fantasma a Rapino, Comune se ne infischia e scattano le sanzioni

Provvederà a sistemare tutto l’agenzia territoriale, addebitando i costi all’amministrazione pubblica

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La scoperta. Scuole, caserma e palestra: gli edifici ‘fantasma’ a Rapino

RAPINO. La denuncia pubblica non è bastata e nemmeno l’apertura del procedimento dell’ agenzia del territorio: il Comune di Rapino non ha messo a posto le carte.

Gli edifici fantasma sono rimasti tali. Sono invisibili per le istituzioni ma la gente li frequenta regolarmente.

Si tratta degli uffici aperti al pubblico e adibiti a scuole, palestra e la caserma dei carabinieri oltre alla Biblioteca Comunale, la Ludoteca e l'ufficio postale in via XXIV Maggio numero 3, l’ostello della gioventù, il magazzino comunale e il campo sportivo: tutti sconosciuti al catasto.

Gli immobili di proprietà del Comune sono perfettamente funzionante ma a guardarlo con gli occhi dell’impiegato catastale risulta tutto inesistente. Anzi l’immobile delle poste risulta ufficialmente come area di fabbricato demolito e sulla mappa è riportato come semplice terreno agricolo.

L’incredibile scoperta l’ha fatta nei mesi scorsi Lorenzo Torto che ha inviato una segnalazione all’agenzia territoriale e alla Procura della Repubblica di Chieti.

Risultato?

I 90 giorni di tempo per mettersi in regola sono passati ma il Comune non si è mosso.

Questo vuol dire che adesso ci penserà l’Ufficio territoriale «con urgenza» attraverso la surroga e addebitando oneri, tributi e sanzioni al Comune di Rapino.

Dunque non solo l’amministrazione pubblica non ha fatto qualcosa che doveva fare ma adesso questa inerzia gli sarà pure addebitata come costo.

Torto nell’esposto presentato alla magistratura esponeva anche un altro inquietante dubbio: «è lecito sospettare che manchi anche il certificato di agibilità».

Senza accatastamento, infatti, l’edificio non può avere il collaudo (cioè la certificazione che sancisce il livello base di sicurezza), il certificato di agibilità o il certificato di prevenzione incendi da parte dei vigili del fuoco.

«Il Ministero degli Interni, in buona fede, paga l'affitto al Comune di Rapino su un immobile non accatastato e probabilmente privo di agibilità e accessibilità», aveva già denunciato Torto. Così come Poste Italiane che pagano regolarmente un affitto.

Elementi sbalorditivi erano emersi anche sul campo sportivo che non risulta catastalmente intestato al Comune di Rapino ma a privati cittadini. «Come è stato possibile», aveva chiesto Torto, «eseguire negli anni importanti lavori di ammodernamento, che hanno richiesto un notevole sforzo pubblico da parte del comune, su un campo sportivo sulla carta inesistente e che ricade su terreni di privati?»

Stessa sorte anche per l'ostello ‘Il Maggio’ che si trova in via Giardino 61. L’immobile risulta di proprietà del Comune di Rapino che nel 2009 lo ha affidato, con una convenzione della durata di 9 anni, alla società cooperativa Linea Verde di Guardiagrele.

L'edificio non risulta sulla mappa catastale e il terreno dove sorge la struttura extralberghiera risulta intestata non al comune di Rapino ma a privati cittadini.

Per quanto riguarda il cimitero, invece, dai documenti emerge che risulta accatastata solo la parte vecchia mentre la parte nuova, costruita ed ampliata lateralmente ( sul lato destro con ingresso indipendente) non c’è. Anche in questo caso le domande sono sempre le stesse: perché? Nessuno se n’è accorto?