AMNESIA STORICA

Acqua. «Vasto a secco per colpa della politica degli ultimi 70 anni»

Il progetto di potenziamento rete idrica cittadina pagato e dimenticato

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Acqua. «Vasto a secco per colpa della politica degli ultimi 70 anni»



VASTO. C’è un adagio che circola tra gli amministratori locali dei paeselli abruzzesi che spiega come non convenga spendere soldi per gli acquedotti perchè le opere non si vedono e non portano voti. Meglio costruire cose ben visibili e di cui potersi vantare.

Una storiella presa sul serio da moltissimi amministratori e politici che non si sono dimostrati lungimiranti badando esclusivamente al proprio tornaconto politico.


A Vasto (ma la storia riguarda la gran parte dei comuni abruzzesi) c’è stata una concentrazione di amministrazioni che negli ultimi 70 anni si sono dimenticati della rete idrica che è rimasta quella costruita nell’immediato dopoguerra.

I nodi ora vengono al pettine e a pagare magari oggi sono i nipoti di quella classe politica che ha comunque prosperato.

Sta di fatto che il problema non può più essere rinviato anche se chi amministra oggi parla con disinvoltura di responsabilità enormi della politica.


Così nella bollente estate del 2017 a Vasto si ricorderanno che le cronache erano piene di polemiche sulla rete idrica e sulla siccità tanto da costringere persino lo storico sindaco (ma sempre molto attivo) Antonio Prospero a rivendicare i suoi meriti.

Lui che è stato sindaco (non senza burrasche giudiziarie) dal 1979 al 1993 amato e rieletto come si amava e si rieleggevano i sindaci democristiani nella prima repubblica cioè con veri e propri plebisciti.


Così l’ex sindaco spiega che sotto la sua amministrazione sono stati avviati i seguenti lavori e opere oggi ancora utilizzate:


1) Collettore fognante nel tratto C.so Garibaldi sino a località Vignola;

2) Progetto generale di ristrutturazione e potenziamento delle reti idriche e fognanti del territorio urbano redatto dal Prof. Menditto dell’Università di Ancona;

3) Realizzazioni dei serbatoi di accumulo di località Pagliarelli, Villa Nasci, Montevecchio e Sant’Antonio Abate;

4) Realizzazione collettore idrico dal potabilizzatore di San Salvo sino al ponte Buonanotte a servizio di Località Vasto Marina;

5) Potenziamento potabilizzatore del CONIV di località C.da Padula; 6) Bonifica e rifacimento rete idrica del Centrostorico e Via Adriatica;

7) Realizzazione depuratore Zona Industriale del Porto Di Vasto;

8) Potenziamento serbatoio di accumulo del Porto di Vasto;

9) Realizzazione rete idrica Zona Industriale.

 


Prospero poi inchioda tutti i sindaci venuti dopo di lui (quelli della Seconda Repubblica)  spiegando che nell’archivio del Comune è depositato un progetto redatto dal Prof. Emidio Ciancaglini che, contestualmente allo sviluppo urbanistico della nostra Città, avrebbe dovuto segnare quello della sua rete idrica.

Un progetto commissionato, redatto e mai utilizzato: insomma uno dei tanti sprechi e danni erariali immensi se è vero che ne paghiamo le conseguenze ancora oggi...

 

«Negli ultimi decenni, invece, nessun intervento degno di nota è stato realizzato, progettato e/o programmato in materia e la crisi idrica che sta interessando il Vastese ne è una diretta conseguenza», dice Prospero che difficilmente potrà essere contraddetto da uno dei suoi successori:  Giuseppe Tagliente (2000 - 2001),  Giovanni Bolognese (2001 - 2006), Filippo Pietrocola (2006), Luciano Lapenna (2006-2015) .   

 

Per il resto è tutto un lavarsi le mani ma l’operazione come si può ben immaginare risulta difficoltosa per carenza di materia prima.

La Sasi per esempio nonostante il Solleone in 20 giorni è intervenuta per ben due volte per ribadire i concetti noti: mezzo  secolo di inerzia sulle reti idriche...

 


Il presidente Sasi, Gianfranco Basterebbe, di nuovo oggi ha ripetuto: «dove nel passato sono stati fatti investimenti i problemi non ci sono o sono minimi, a Vasto purtroppo le reti risalgono agli anni 50, c'è una notevole dispersione, quasi del 30 per cento, e anche se l'acqua ce l'abbiamo non riusciamo a farla arrivare. Se a questo si aggiunge l'aumento esponenziale della popolazione nel periodo estivo si comprende come sia a dir poco complicato rispondere alle reali esigenze»

Secondo Basterebbe la soluzione definitiva a questi disagi sarebbe la realizzazione di un potabilizzatore e di una linea dedicata.

«Il potabilizzatore dovrebbe essere realizzato nell'area del Sangro, perché è una zona più omogenea, a trarne beneficio sarebbero tutti i 92 Comuni e si metterebbe finalmente la parola fine ai problemi che da anni affliggono Vasto e la zona del vastese. Attualmente – continua Basterebbe- dalla Sorgente del Verde vengono erogati 1.200 litri di acqua al secondo, una produzione che siamo in grado di mantenere, ma è necessario avere gli strumenti adeguati per portare l'acqua a destinazione, con i mezzi che abbiamo a disposizione non ci si riesce. Il potabilizzatore potrebbe essere la risposta giusta ed efficace».

Difficile non notare la contraddizione: come fa il potabilizzatore ad essere la soluzione ideale se non si hanno a disposizione «strumenti adeguati per portare l’acqua a destinazione»?


Basterebbe non starà mica parlando della rete idrica colabrodo?

Perchè se fosse così allora la prima cosa da fare sarebbe investire nella rete e ammodernarla tanto prima di realizzarla si fa in tempo a festeggiare il centesimo compleanno...


Aca. Acquedotti bucati: maglia nera per Rapino e Carpineto. Loreto la migliore

ABRUZZO. Si perde per strada più acqua di quanta non se ne usi. Una drammatica realtà che interessa tutta la regione ma che viene ‘certificata’ nei documenti allegati al bilancio 2011 dell’Aca che serve comuni del pescarese, del teramano e del chietino. Sono i dati del 2010: gli ultimi disponibili.

Nell'attesa di concretizzare il potabilizzatore (almeno 25 mln di euro) ci sarebbero manovre per tamponare … “l’emergenza” in collaborazione con l'Ersi.

Il presidente Sasi ha pure ricordato che la società che presiede non gestisce solo l'acqua ma anche la depurazione e che ogni anno vanno via circa 6 milioni di euro per riparazioni e manutenzioni.


«Comunque le criticità e le fragilità di alcuni territori come quello di Vasto sono sempre da ricondurre a lavori che nel corso di decenni non sono stati fatti - ha ribadito Basterebbe – a San Vito, per esempio, quando ero sindaco non si è realizzato nemmeno un tratto di strada senza prima provvedere ai “sotto servizi” (condotte, rete fognaria) e anche gli amministratori arrivati dopo di me hanno avuto la stessa attenzione e oggi puo' utilizzare l'80 per cento dell'acqua, senza problemi. Così come tanti altri Comuni che in questa torrida estate per la prima volta non hanno subito sospensioni e mancanza d'acqua. Ma questo non fa notizia, è più facile lanciare accuse, sollevare polemiche, accendere gli animi senza di fatto approfondire il perché di alcune difficili situazioni».

Il riferimento del presidente è chiaro e va dritto agli attacchi anche personali lanciati dal Movimento 5 Stelle nel corso della conferenza stampa tenuta qualche giorno fa a Vasto.


«Il nostro Cda – puntualizza – è stato eletto all'unanimità, nessun voto contrario, solo 3 astenuti. Lavoriamo d'intesa e con obiettivi condivisi e vorrei anche aggiungere che attualmente il mio indennizzo è pari a zero. Ai cinque stelle e ad altri dico che sono tante le persone che non antepongono gli interessi personali al bene comune. E l'acqua è un bene di prima necessità, troppo prezioso, lo ripeto ancora una volta, per essere oggetto di battaglie denigratorie, basate su notizie non esatte».

All'incontro di questa mattina insieme al presidente hanno partecipato Paola Tosti e Patrizia De Santis del Cda e Pio D'Ippolito direttore dell'area operativa.

ECCO COSA SI FARA’.... IN TEMPI BREVI

Il programma stilato per interventi da effettuare in tempi brevi è di 8 milioni di euro (c'è già la copertura di 5 milioni) di cui 2 milioni e 300 mila euro per i rilanci sulla condotta del Verde, 3 milioni e 100 mila su Vasto per individuare le perdite e sostituire i tubi, 1 milione su San Salvo, 1 milione e 600 su Avello, 400 mila euro per il rifacimento di una condotta tra Vasto Marina e San Salvo e 500 mila euro per la captazione di Surienze, nel comune di Rosello.

Di grandi progetti di rifacimento delle reti idriche non c’è l’ombra.



TUTTA COLPA DEL CLIMA: REGIONE CHIEDE STATO DI CALAMITA’

La Regione Abruzzo ha presentato al Governo la richiesta di dichiarazione di stato di emergenza per la siccità che sta colpendo il territorio del Vastese. Lo ha deliberato la Giunta regionale dopo le criticità registrate nelle ultime settimane e che stanno mettendo in ginocchio alcune aree dell'Ambito Chietino.

«Abbiamo chiesto lo stato d'emergenza - sottolinea l'assessore regionale Silvio Paolucci - per far fronte alla situazione che si sta verificando in conseguenza delle condizioni climatiche degli ultimi mesi. Peraltro, l'assenza di precipitazione ha fatto aggravare la situazione. A ciò si sono aggiunte le elevate temperature estive e questo ha portato a una situazione difficile soprattutto nell'area del Vastese e del Sangro».

Lo stato di emergenza, se deliberato dal Consiglio dei Ministri, ha durata massima di sei mesi rinnovabile una sola volta e consente - si legge in una nota dell'Ufficio Stampa della Giunta - l'assegnazione di fondi destinati unicamente all'approvvigionamento idropotabile nelle aree critiche individuate dalla Regione.