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Via Lago Di Borgiano: «il terremoto non c’entra. Palazzi inagibili dalla nascita»

Scatta esposto in procura: «fondi autonoma sistemazione cosa c’entrano?»

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Via Lago Di Borgiano: «il terremoto non c’entra. Palazzi inagibili dalla nascita»

PESCARA. I tre palazzi di via Lago di Borgiano sgomberati perché a rischio crollo erano ‘inagibili dalla nascita’ per l’utilizzo di cemento impoverito e per la scarsa armatura dei ferri.

Tradotto: le scosse di terremoto del 2016 non sono la causa dell’inagibilità dei tre fabbricati, dunque né il Comune di Pescara né la Protezione civile possono accedere ai fondi dell’autonoma sistemazione dello Stato per affrontare l’emergenza abitativa, come invece sta accadendo.

È la gravissima verità emersa stamane nel corso della Commissione Vigilanza, Controllo e Garanzia, presieduta dal consigliere comunale Carlo Masci convocata sul tema su richiesta dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’.

A dirlo è stato l’architetto Virginio Angelini, Direttore della Labortec, l’azienda specializzata che ha effettuato le perizie sui palazzi e che ha determinato il loro sgombero.

A questo punto l’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ inoltrerà un esposto in Procura per chiedere alla Magistratura di affrontare con la massima urgenza il ‘caso’, acquisendo subito tutti i documenti e cercando di capire cosa sta accadendo in un Comune, ha annunciato Armando Foschi.



E’ SCOPPIATO IL BUBBONE

Ad aprire la seduta è stata la relazione del direttore Di Tella che ha riepilogato tutto il dramma di via Lago di Borgiano, iniziato quando i residenti hanno segnalato di sentire scricchiolii provenire dalle mura delle proprie case. L’Ater, che è la proprietaria delle case, ha allora incaricato la Labortec di effettuare controlli approfonditi su 16 stabili presi a campione e, mentre non sono stati riscontrati problemi in via Aldo Moro, è scoppiato il bubbone di via Lago di Borgiano, con 84 alloggi divenuti inagibili e da sgomberare con effetto immediato perché a imminente rischio crollo.

Ora l’Ater sta affrontando con il Comune l’emergenza abitativa, ma il primo dato emerso è l’apertura di un contenzioso proprio con il Comune che ha annunciato l’addebito delle spese sostenute all’Ater.

L’Ater ha annunciato che impugnerà le ordinanze prodotte sino a oggi perché, a suo giudizio, le spese dell’emergenza non sono a carico dell’Ater che, nel caso, dovrebbe chiudere i propri uffici per fallimento non disponendo di quelle somme.

Quindi sarà un giudice a dover stabilire chi deve pagare le somme già anticipate, circa 200mila euro, che il Comune non si vedrà dunque restituire a breve.



LE CONTRADDIZIONI

Stamattina è stato chiesto all’architetto Angelini della Labortec di chiarire la contraddizione tra la propria perizia e le dichiarazioni della Protezione civile regionale circa le cause che hanno determinato l’inagibilità dei 3 palazzi. In sostanza nella perizia la causa è attribuita all’uso del cemento impoverito nella costruzione dei fabbricati nel 1974; la Protezione civile ha attribuito la causa al terremoto consentendo di fatto al Comune di accedere alle agevolazioni e ai fondi dei CAS, ossia del Centro per l’Autonoma Sistemazione, per le quali ci sono famiglie che percepiranno anche 1.200-1.300 euro al mese.

Ebbene, interpellato nel merito, l’architetto Angelini ha detto che durante la perizia strutturale è emerso senza alcun dubbio che «i tre palazzi erano inagibili dalla nascita, i tecnici hanno riscontrato una carenza complessiva di armatura sin dalla sua costruzione, gli edifici possono collassare per i soli carichi statici, dunque non servono le scosse di terremoto e non è stato il terremoto a causare l’inagibilità e l’inabitabilità dei tre palazzi».

«In pratica», commenta Foschi, «siamo di fronte a una situazione del tutto simile a quella del palazzo privato di via D’Annunzio, i cui proprietari, infatti, non si sono potuti avvalere dei fondi del CAS. Parole chiare e non interpretabili quelle dell’architetto Angelini, parole che hanno letteralmente lasciato la Commissione senza fiato: a questo punto ci chiediamo perché la Protezione civile regionale abbia tirato fuori dal cilindro il pretesto del terremoto, e come può giustificare l’accesso e l’utilizzo dei fondi per l’autonoma sistemazione da parte del Comune che non è supportato da alcun pezzo di carta. Non basta: abbiamo chiesto all’assessore Blasioli perché le procedure di riassegnazione dei nuovi alloggi provvisori non sono stati gestiti dalla Commissione Erp-Mobilità, come previsto dalla legge e come anche il Direttore Di Tella ha confermato che sarebbe dovuto accadere, e l’assessore Blasioli in maniera palesemente imbarazzata ha scaricato la responsabilità sul Dirigente Pierpaolo Pescara che avrebbe autonomamente scelto tale procedura, che viola palesemente la legge».

L’ESPOSTO

A questo punto l’associazione ‘Pescara Mi Piace’ ritiene che debba essere la Magistratura ad aprire una riflessione: «presenteremo già la prossima settimana, come Associazione, un esposto chiedendo la verifica di quanto accaduto sino a oggi e della legittimità di tutti gli atti assunti dal sindaco Alessandrini, dalla sua giunta e dal suo apparato tecnico. Riteniamo che non ci sia alcuna emergenza che possa bypassare le leggi. Alla Procura chiederemo anche di chiarire se, a fronte della disponibilità sul territorio di 100 alloggi Ater occupati abusivamente e perfettamente recuperabili, sia legittimo non sgomberare e recuperare quelle case e spendere centinaia di migliaia di euro dei pescaresi per sistemazioni provvisorie».

Intanto, a fine Commissione, il Vicecapogruppo di Forza Italia Vincenzo D’Incecco ha annunciato l’adozione di iniziative per chiedere all’Ater di estendere le indagini di agibilità e staticità a tutti i palazzi di via Lago di Borgiano, a partire da quelli che sono attaccati ai tre edifici inagibili e a rischio crollo. «Se infatti i palazzi sono stati costruiti tutti nello stesso periodo e dalla stessa impresa, tutto fa purtroppo presupporre che problemi simili potrebbero essere riscontrati negli altri fabbricati che non sono stati sottoposti a indagine. A questo punto non possiamo affidarci a una perizia ‘a campione’, né tantomeno al caso, ma dobbiamo garantire serenità e tutela ai residenti», ha detto D’Incecco.