NEL FUTURO

Ubi Banca (Carichieti) e sindacati: c’è l’accordo su altre 700 uscite

Ingresso di 250 giovani entro il 2018

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2523

Ubi Banca (Carichieti) e sindacati: c’è l’accordo su altre 700 uscite

BERGAMO. Siglato a Bergamo, mercoledì scorso, dopo due giorni ininterrotti di trattative, tra le organizzazioni sindacali e il Gruppo Ubi, il verbale di accordo sulla contrattazione di secondo livello per tutti i dipendenti Ubi Banca e Ubi Sistemi e Servizi.

Accordo che sarà progressivamente esteso anche ai dipendenti delle tre Bridge Bank (Banca Marche, Etruria e Carichieti).

Numerosi i temi toccati che riguardano, tra gli altri, i permessi retribuiti e non retribuiti, trattamenti economici, le indennità di reggenza, gli inquadramenti, il welfare (comprese le politiche sociali).

Accolte, inoltre, 700 domande di ingresso al Fondo di Solidarietà di Settore presentate in occasione del precedente piano di esodo anticipato, attivato col Protocollo di Intesa del dicembre 2016, in base al quale erano già uscite circa 600 risorse entro il mese di febbraio 2017, in anticipo rispetto alle previsioni di Piano.

Le nuove uscite sono previste nel periodo compreso tra il 1 settembre 2017 e il 31 marzo 2018, anch’esse in anticipo rispetto alle previsioni prudenziali del piano.

I costi di tutti gli esodi, circa 1.300 persone, erano già stati totalmente spesati nei risultati al 30 giugno 2016. L’accordo conclude inoltre l’armonizzazione – in un unico contratto – degli 8 contratti integrativi aziendali ancora validi per i dipendenti delle banche incorporate in Ubi oltre che di UBI/UBIS e, in prospettiva, dei contratti di tutte le società del gruppo, con particolare valenza sul piano sociale e del welfare (ad es. “piano giovani”, maternità/paternità, part-time, orari di lavoro, disabilità, ecc..).

Infine, il piano di ricambio generazionale collegato alle uscite a sostegno anche dell’occupazione giovanile prevede l’ingresso di 250 nuovi lavoratori entro il 2018, nonché la conferma dei 150 lavoratori a tempo determinato attualmente presenti una azienda e in scadenza di contratto.

Soddisfazione viene espressa da Valerio Fabi della Segreteria Nazionale del sindacato Unisin: «siamo riusciti a trovare un’importante sintesi fra le diverse aspettative delle nuove generazioni, economiche ed occupazionali, con la previsione anche di nuove assunzioni e stabilizzazioni, e le esigenze di consolidare le varie previsioni contrattuali già esistenti nelle varie banche di provenienza. Un accordo, quello di oggi – continua Valerio Fabi di Unisin - che rispetta la positiva tradizione delle relazioni industriali nel Gruppo UBI, che auspichiamo prosegua anche nel futuro prossimo. Infatti siamo nuovamente impegnati a discutere l’importante lavoro di definizione delle ricadute del Piano Industriale 2019-2020 che coinvolgeranno tutti i colleghi e, in particolare, i dipendenti delle tre nuove banche che entreranno a far parte del Gruppo Ubi nel giro di pochissimi mesi».

«Ci attende un lavoro lungo e laborioso, con riferimento all’integrazione del Piano Industriale 2019-2020 – afferma Natale Zappella coordinatore aziendale Unisin – che ci impegnerà per i prossimi due mesi. Anche qui saranno molti gli aspetti delicati da affrontare come, per esempio, il contenimento della mobilità, la chiusura e i ridimensionamenti delle filiali, la riqualificazione professionale di centinaia di colleghi e il mantenimento dei livelli occupazionali».