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Comune Pescara, da carte inchiesta aquilana nuovi sospetti sulle consulenze "spinte" di Alessandrini &Co 

Nuova bufera: centrodestra: «ora Alessandrini renda pubblici tutti gli incarichi»

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Comune Pescara, da carte inchiesta aquilana nuovi sospetti sulle consulenze "spinte" di Alessandrini &Co 

Marco Alessandrini

PESCARA. Forza Italia pretende trasparenza dal sindaco Alessandrini e chiede ufficialmente che venga reso pubblico l’elenco dei professionisti che hanno ricevuto incarichi dall’attuale amministrazione comunale dal giugno 2014 a oggi, indicando anche i criteri seguiti per la loro individuazione.

La richiesta è arrivata dopo che nell’ambito della pesante inchiesta giudiziaria aquilana sugli appalti del dopo-terremoto gestiti dal MIBact, è saltato fuori anche un ‘caso’ Pescara, ovvero l’affidamento all’architetto Giancarlo Di Vincenzo, figlio del segretario generale del MIBact e poi consulente della Regione Abruzzo Berardino Di Vincenzo, finito agli arresti domiciliari, della progettazione dei lavori di riqualificazione del rione San Giuseppe.

Incarico sul quale esistono intercettazioni gravi e sui quali «il sindaco Alessandrini ha il dovere morale e istituzionale di fare chiarezza. Sulla vicenda presenteremo un ordine del giorno che chiederemo all’aula di votare perché Pescara non ha bisogno di altre ombre».

Alcune testate giornalistiche hanno reso noti i contenuti di alcune telefonate che sarebbero intercorse tra il Segretario generale del MIBact Berardino Di Vincenzo, divenuto, dopo la pensione, consulente della Regione Abruzzo, una delle persone finite ora agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta aquilana, e un ex dipendente del Comune di Pescara, oggi dirigente alla Regione Abruzzo.

La telefonata sarebbe avvenuta l’8 settembre 2016, quando Di Vincenzo avrebbe comunicato al Dirigente regionale che il Comune di Pescara aveva affidato al figlio l’incarico di progettazione dei lavori di risanamento del quartiere San Giuseppe, sollecitando lo stesso dirigente affinchè facesse pressioni utili a far affidare al figlio anche gli incarichi di Direzione Lavori e Responsabile Sicurezza.

Il dirigente della Regione accetta e gli dice di dover parlare con il Dirigente comunale Giuliano Rossi.

Il 15 settembre 2016 i due si risentono al telefono e il Dirigente regionale avrebbe riferito a Di Vincenzo che la raccomandazione era andata a buon fine.

«Alla luce di tale vicenda», insorge Forza Italia, «sono molte, troppe, le questioni da chiarire: innanzitutto le date».

La prima telefonata risale all’8 settembre 2016, quando Berardino Di Vincenzo afferma che il figlio ha già avuto l’incarico di progettazione. Ed è vero, Giancarlo Di Vincenzo ha effettivamente avuto dall’ingegner Giuliano Rossi l’incarico di redigere la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva per la riqualificazione del rione San Giuseppe, per una somma pari a 6.978,40 euro.

«Peccato però», spiega il capogruppo Antonelli, «che l’incarico gli sia stato dato solo il 17 ottobre 2016, ossia un mese e 9 giorni dopo quella telefonata, e allora chiediamo al sindaco Alessandrini e anche all’assessore ai Lavori pubblici Antonio Blasioli di chiarire come faceva il padre dell’architetto a sapere già l’8 settembre che l’incarico era ‘già stato dato al figlio’?»

Poi, dalla determina 179 del 4 luglio 2017, sempre a firma dell’ingegner Rossi, si sa che lo scorso 12 luglio si è svolta la gara con l’invito di 20 ditte per affidare i lavori, ma a oggi, trascorsi 15 giorni, non si sa nulla dell’esito della negoziazione, né chi ha vinto la gara né chi riceverà l’incarico di responsabile della direzione lavori e della sicurezza, anzi sul ‘caso’ è sceso, anche lungo i corridoi del Comune, quello che Antonelli definisce «un silenzio spettrale, imbarazzante e comprensibile».



«SOSPENDERE L’INCARICO»

Forza Italia chiede ad Alessandrini di sospendere quell’incarico e consegnare alla città l’elenco di tutti i professionisti che hanno ricevuto incarichi dal giugno 2014 a oggi dalla sua amministrazione chiarendo anche quali sono i criteri che hanno determinato la loro scelta. Si chiede anche di aprire una indagine interna, consentendo anche di ascoltare in aula il Dirigente Rossi per sapere direttamente dalla sua voce come ha individuato l’architetto Giancarlo Di Vincenzo, perché ha firmato la determina di affidamento dell’incarico il 17 ottobre 2016 se già si sapeva della sua assegnazione l’8 settembre 2016, chi ricoprirà l’incarico di Direzione lavori e responsabile sicurezza dei lavori del rione San Giuseppe, se l’architetto Di Vincenzo ricopre a oggi altri incarichi per il Comune di Pescara e se lui, l’ingegner Rossi, ha veramente ricevuto telefonate di raccomandazione o di pressione da un Dirigente regionale, quando le ha ricevute e se ha provveduto a inoltrare formale denuncia.