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Via Lago di Borgiano, cemento impoverito o terremoto? Le due ipotesi (che cozzano) ufficiali

Venerdì prevista Commissione di Vigilanza

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Via Lago di Borgiano, cemento impoverito o terremoto? Le due ipotesi (che cozzano) ufficiali

PESCARA. Un vero e proprio confronto tra gli assessori Allegrino e Blasioli, da un lato, e, dall’altro, l’Ater di Pescara e la società Labortec per fare chiarezza sulle incongruenze inerenti lo sgombero delle 3 palazzine Ater di via Lago di Borgiano.

È quello previsto per venerdì 28 luglio, alle 12, nella Commissione Vigilanza, Controllo e Garanzia presieduta dal consigliere Carlo Masci.

L’obiettivo è capire perché la Labortec ha attribuito il rischio crollo delle abitazioni all’utilizzo di ‘cemento impoverito’, mentre la Protezione civile regionale avrebbe attribuito la causa del possibile collasso alle ultime scosse di terremoto del 2016, una differenza sostanziale perché, nel secondo caso è previsto l’accesso all’autonoma sistemazione e ai relativi fondi nazionali, nel primo caso no.

Ma l’associazione ‘Pescara Mi Piace’ vuole capire anche da Ater e Comune perché non si procede con lo sgombero delle 100 case occupate abusivamente e che, una volta liberate, in meno di quarantotto ore potrebbero essere riassegnate alle famiglie aventi diritto. «Di tale inerzia e ostinazione a non intervenire qualcuno dovrà chiaramente rispondere», commenta Armando Foschi.

«La riunione – spiega l’esponente dell’Associazione Pescara Mi Piace – sarà utile innanzitutto per fare il punto sulla situazione delle 84 famiglie rimaste in mezzo alla strada perché le loro case, in via Lago di Borgiano, starebbero per crollare. Avremo modo di sapere dagli assessori Allegrino e Blasioli se tutte le famiglie sono state effettivamente sistemate visto che entro il 31 luglio tutte dovrebbero lasciare le sistemazioni provvisorie concesse dal Comune dal 4 luglio scorso, ovvero alberghi e strutture d’emergenza come quella in via Valle Furci. Vogliamo sapere se e quante eventualmente sono le famiglie che hanno trovato case private da affittare e se sono già stati erogati i contributi annunciati, finanche 900 euro al mese per coprire gli affitti, vogliamo sapere se sono state versate le caparre e chi le ha pagate, ma soprattutto vogliamo sapere che fine faranno quelle famiglie che alla data del 31 luglio non dovessero riuscire a trovare una nuova sistemazione definitiva. Non basta: la presenza dell’Ater e della Labortec, ossia dell’Azienda proprietaria degli alloggi popolari e della ditta che ha effettuato le perizie dei tre edifici di via Lago di Borgiano, ci consentirà di chiarire alcune affermazioni dell’assessore Allegrino rilasciate la scorsa settimana. All’Ater chiederemo perché a Pescara ci sono 100 alloggi disponibili, occupati abusivamente, che non vengono sgomberati e riassegnati alle famiglie aventi diritto, a partire dagli 84 nuclei rimasti incolpevolmente senza un tetto. Inoltre vogliamo sapere quanti procedimenti di decadenza sono stati firmati sino a oggi, sulla base della legge 96 del 96, per le famiglie sorprese a utilizzare gli alloggi popolari per commettere reati, come lo spaccio di droga, provvedimenti che devono essere firmati dal sindaco Alessandrini, ma sicuramente anche su segnalazione dell’Ater».