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Montesilvano, Maragno fa pace con i dissidenti e imbarca Musa in giunta

Torna anche Cilli che si era dimesso … più o meno spontaneamente

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Manola Musa

Manola Musa

MONTESILVANO. Già assessore comunale nell’era Cordoma, poi candida sindaco contro Di Mattia nel 2012 e spina nel fianco del sindaco Maragno: oggi Manola Musa entra ufficialmente proprio nella giunta del sindaco che per tanti mesi ha pungolato.

A lei è stata affidata una delle deleghe più pesanti per una città come Montesilvano, ovvero quella all’urbanistica, ma anche quella al sociale (già detenuta la volta precedente).

Altro ingresso, ovvero un ritorno, quello di Paolo Cilli, che si occuperà del settore delle manutenzioni, dei servizi e dell’igiene urbana. Lui era strato praticamente costretto a lasciare la poltrona su indicazione del suo gruppo consiliare #Montesilvano 2019 (ovvero Musa e Aliano ma anche Tereo, D’Aventura e Silli) 

Pace fatta, sembra, a questo punto tra Maragno e Musa che insieme ad Anthony Aliano (già assessore di Di Mattia, poi eletto nel Pdl e fuoriuscito) per mesi hanno giocato a fare i dissidenti della maggioranza, ‘avversari’ del sindaco anche nel 2014 nella votazione in Consiglio comunale che portò il primo cittadino alle dimissioni (poi le ritirò).

Aliano e Musa arrivarono persino, esattamente due anni fa, a scrivere al prefetto per chiedere il commissariamento e l’uscita di scena di Maragno, per l'approvazione dello schema di bilancio di previsione.

«Siamo stati eletti per amministrare nell’interesse della collettività - ha detto oggi il primo cittadino -. Abbiamo deciso, per questo, di condividere punti programmatici che consentano alla Città di godere di un’azione di governo proficua. A circa venti mesi dalla fine del mandato elettorale, alla luce delle nuove esigenze socio economiche emerse negli ultimi mesi e della grave crisi che sta vivendo il Paese e che condiziona anche il nostro territorio, è necessario unire le forze per il raggiungimento di obiettivi finalizzati alla tutela degli interessi dei nostri concittadini. Per questa ragione, era doveroso implementare la squadra di governo così da accelerare tutte le procedure necessarie per dare risposte alla città».

«Con la rinnovata unione del centro destra - ha detto invece il capogruppo di #Montesilvano2019, Anthony Aliano - ognuno di noi potrà dimostrare di aver meritato la fiducia conferitaci nella scorsa tornata elettorale. Superando ogni incomprensione faremo fronte comune contro illegalità e degrado per garantire sicurezza e migliorare la qualità della vita della nostra comunità».

Al posto di Manola Musa, entra in Consiglio Comunale Aurelio Cilli.

«Erano state richieste 4 poltrone, magari anche 3, ed alla fine dello stancheggio del gruppo riconducibile a Sospiri, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale ma convinto oppositore del suo stesso partito sul territorio, tutto sembra risolto nella maggioranza», commenta invece Enea D’Alonzo.

D’Alonzo si chiede come a questo punto il capogruppo Aliano giustificherà il suo rientro in maggioranza, «lui che ha ricoperto l'incarico di presidente della vigilanza, carica che spetta alla minoranza, lui che aveva denunciato la manifesta incapacità di questa maggioranza su tutti i giornali, lui che ha condotto numerose battaglie che si son risolte con un nulla di fatto, lui che aveva scritto che mandava qualcuno a spaccare "i sassi di Matera", dopo il silenzio tombale da un mese a questa parte, con astensioni programmate, adesso reciterà il ruolo di convinto sostenitore della maggioranza tanto criticata. Si giungerà al 2019 così come indicato profeticamente nel nome del suo gruppo consiliare. Continuerà la sua battaglia per la candidatura a futuro sindaco? Tanto per ora se ne contano 5 nella stessa maggioranza».



DI SANTE: «E’ UN LUNAPARK»

«La giunta Maragno è una giostra speciale la “Base Ufo”, dove si sale e si scende, nel mezzo ci si spara addosso e i concorrenti si illudono di vincere il gettone omaggio grazie alle loro abilità strategiche», commenta Corrado Di sante (Rifondazione). «Di certo, c’è solo che i gettoni per ogni nuovo giro di giostra lo pagano salato i cittadine di Montesilvano. È grave che per mesi la campagna per una poltrona in più degli autoproclamati ribelli si sia consumata sulla pelle di migranti e diseredati, con il solito carico di razzismo e odio, è la moda del momento. Ci fa piacere che il sindaco oggi scopra la grave crisi sociale ed economica che investe la città e il paese, ci faccia un favore eviti di parlare di senso responsabilità. C’è solo una responsabilità per Francesco Maragno e i suoi scudieri, aver imbastito un’alleanza di interessi in perenne fibrillazione, insomma la solita palude montesilvanese che fa felici i padroni del mattone. E’ ora di uscire dalla palude, costruiamo un’alternativa per fare bella e accogliente la nostra città per il presente e il futuro».


DI MATTIA: «MARAGNO HA FATTO BENE. MUSA E’ UNA LEONESSA»
«Condivido la scelta di Maragno», commenta invece l’ex sindaco Attilio Di Mattia. «La Musa ha fatto bene quando era in giunta Cordoma ed e' stata una leonessa durante la campagna elettorale contro di me e soprattutto quando ha continuato a difendere la sua linea interna facendo un ottima opposizione durante il mio mandato .Insomma una donna coerente. In politica è' meglio avere gente ostica come la Musa che salta banco che fanno politica senza ideali ma solo per la ricerca di potere».