LA BOMBETTA ATOMICA

Abruzzo. Conti della sanità, il castello di carte e chiacchiere sta per crollare

Bocciatura su tutta la linea all’ultimo tavolo di monitoraggio: ancora violazioni

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Controllo dei conti della sanità: ceffoni e tirate d’orecchie istituzionali alla “Regione svelta”

 

 

ABRUZZO. Se i pasticci più che decennali del bilancio regionale sono una bomba nucleare, quelli dei conti della sanità sono una bomba atomica. Entrambi rischiano di scoppiare e provocare un’apocalisse. Se salta in aria anche solo una di queste  si trascina dietro l’altra con un effetto moltiplicatore.

 

Diciamo che l’ultima verifica al tavolo di monitoraggio di Roma su conti della sanità abruzzese non poteva andare peggio.

I rilievi sono stati così pesanti (tra l’altro in gran parte sempre gli stessi da anni) che è già un miracolo che la nostra regione non sia stata già commissariata seduta stante.

Perchè il minimo che possa succedere è che si ripiombi nuovamente nel commissariamento con quello che comporti in tasse e vergogna. E sarebbe il minimo...

Se a settembre scorso, grazie all’amico Renzi, il miracolo politico dell’uscita dalle regioni “canaglie” dell’Abruzzo si è concretizzato, ora per risollevare le sorti dei tanti nodi che stanno venendo al pettine dalle parti della Regione servirebbe un Messia vero e a tempo pieno, peraltro instancabile, perchè c’è bisogno di decine di miracoli e non più di una voce narrante per le favole.

Ieri a Roma sono stati avvistati solo l’assessore Silvio Paolucci ed il fido Angelo Muraglia, il comandante generale ed il fido colonnello con un seguito più scarno delle altre volte, i quali sono andati a spiegare i passi in avanti fatti e le prescrizioni ottemperate. Loro ci hanno provato ma i controllori che avevano di fronte sono stati come sempre attenti e preparati e questo li ha colti di sorpresa.

Nel merito delle questioni sanitarie si è registrato un risultato di gestione persino peggiorato e non è una novità visto che da mesi ormai è chiaro che le spese aumentano e così il disavanzo (e pensare che a meno di un anno dall’uscita dal commissariamento i conti dovevano essere almeno in perfetto pareggio se non addirittura in attivo e con una sanità migliorata dal punto di vista dei servizi, come promesso, del resto).

Intanto non sono stati sbloccati i fondi del 2015 legati agli adempimenti dei Lea ed erano soldi più che attesi visto che a bilancio sono già stati iscritti...

Una vera sanzione immediata che vale più di una tirata d’orecchie e che è solo la punta di un iceberg che rimane ben nascosto sott’acqua.

 

Irrisolta anche l’individuazione del dea di II livello e la spesa farmaceutica si conferma impazzita con costi alle stelle e non arginati.

E poi si sono registrati i ritornelli noti come l’extrabudget alle cliniche private (che secondo la legge non dovrebbe essere pagato)  o l’eclatante ammissione dell’utilizzo per altri scopi di fondi vincolati che la volta scorsa aveva addirittura stoppato la riunione perchè rischiava di compromettere persino quanto già stabilito in passato da organi superiori (Consiglio dei ministri con l’uscita dal commissariamento).  

 

Poco prima dell’ultimo incontro del tavolo di monitoraggio di marzo Paolucci aveva fatto accreditare sul conto della sanità i fondi precedentemente distratti così da poter fornire le pezze d’appoggio ed incassare un bel “bravo” per aver sistemato almeno quell’aspetto.

Appena pochi giorni dopo quella verifica, però, i soldi furono nuovamente distratti dal conto sanità e trasferiti a quelli della contabilità generale per far fronte agli stipendi e alla spesa corrente.

La “furbata” è stata scoperta ieri dal tavolo che ha imposto alla Regione Abruzzo di iscrivere tra i debiti (come se non ce ne fossero già una montagna) altri 37mln di euro da versare obbligatoriamente di nuovo al conto sanità e strigliando l’assessore al bilancio per aver creato l’ulteriore criticità che almeno quella doveva essere stata sistemata per sempre.

Perchè non ci dimentichiamo che oltre il rischio di una esplosione della bomba nucleare per i magheggi fatti sui bilanci della Regione, c’è il problema più stringente della carenza strutturale di liquidità persino per pagare stipendi, figuriamoci i fornitori.  

 

NOTE STONATISSIME DI CREDITO

E poi dopo due anni si è parlato ancora delle note di credito della Synergo (Pierangeli) che dovrebbero provare l’annullamento delle famose fatture  relative all’extrabudget degli anni 2011-2012-2013 e presentate all’incasso a dicembre 2015 poi rese esecutive con pignoramento notificato ad aprile 2016.

 L’importo che supera ormai i 7 mln di euro ha generato un consistente squilibrio nei conti della Asl di Pescara ed ha fatto rischiare lo slittamento dell’uscita dal commissariamento.

Paolucci & Co, invece, per rassicurare tutti hanno detto che Pierangeli -dopo aver avviato il pignoramento- si era rimangiato tutto ed avrebbe inviato note di credito per pareggiare i conti e annullare il credito.

Le note di credito, però, non si sono viste nemmeno questa volta facendo calare ancora il gelo in una sala già abbondantemente refrigerata.

Una storia che rischia di trasformarsi in una valanga o in un barzelletta e dove il rischio di aver dichiarato il falso in un documento pubblico è davvero ad un passo.

 

Tra le altre “quisquilie” sanitarie più pratiche  e concrete è partito anche l’ordine di chiudere il punto nascita di Sulmona, di fare la valutazione di impatto per il volo notturno del 118, di riorganizzare meglio la sanità del territorio per poter risparmiare ancora un pò su qualche spesa superflua e di attivare i Dea di secondo livello  (migliorando i servizi legati all’emergenza, come la cardiochirurgia, la neurochirurgia, la terapia intensiva neonatale, la chirurgia vascolare, la chirurgia toracica, secondo le indicazioni stabilite dalla programmazione regionale).

 

Insomma una disfatta totale ed uno tsunami di vergogna e rogne in arrivo, magari appena dopo l’estate.

Ma la cosa più singolare rimane lo stupore dei tecnici del tavolo nel constatare tanta pervicacia, recidiva e la grande mole di irregolarità nella gestione e come tutto questo possa essere possibile a meno di 200 chilometri dalla Capitale.

Difficile spiegare ad un tecnico l’oscurantismo e l’eclissi totale di democrazia e verità in cui è ripiombato l’Abruzzo.