LA SENTENZA

Usava auto dell’Arta «per fini personali». Condannato dalla Corte dei Conti l’ex dg Basti

Nel mirino 34 viaggi: restituirà all’Agenzia regionale 2 mila euro

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Usava auto dell’Arta «per fini personali». Condannato dalla Corte dei Conti l’ex dg Basti

Gaetano Basti

 

 

PESCARA. Gaetano Basti, 69 anni, ex direttore generale dell’Arta, dovrà risarcire l’Agenzia regionale per la quale ha lavorato con 2 mila euro per l’indebito uso dell’autovettura di servizio da settembre 2005 a giugno 2006.

Lo ha deciso la Corte dei Conti accogliendo la richiesta dell’accusa che aveva chiesto però il versamento di un risarcimento in favore delle casse dell’agenzia pari a 3.108 euro.

Sull’utilizzo della vettura di servizio negli anni scorsi si è tenuto anche un processo penale in cui è stato contestato all’ex dg proprio di aver utilizzato «in più occasioni» e  «indebitamente» l’Alfa Romeo 156 «per fini personali» e per andare dall’ufficio di Pescara a casa sua, ad Ortona.

A maggio 2013 Basti è stato condannato  a tre anni ed otto mesi di reclusione con interdizione dai pubblici uffici in perpetuo. E’ stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e del danno provocato all’Arta, costituitasi parte civile. La Corte d’Appello di L’Aquila ad aprile 2015 ha dichiarato il reato prescritto e lo ha però condannato alla rifusione delle spese di patrocinio (1.500 euro) e ha confermato quanto già stabilito sul risarcimento del danno alle parti civili.

Il caso è approdato, come detto, anche alla Corte dei Conti per valutare la sussistenza di un danno erariale e secondo i giudici le carte processuali «depongono sicuramente per la colpevolezza dell’imputato» e ritengono che il reato «sia stato sufficientemente provato» nel corso del processo quando è stato ricostruito che  l’autovettura era stata assegnata per gli usi istituzionali della direzione generale dell’ARTA, che comprendevano anche l’uso della stessa per i servizi tecnici della sede centrale, connessi ad esigenze di funzionamento di tutti gli uffici dell’amministrazione.

Non si trattava pertanto di una vettura in uso esclusivo del dirigente, bensì di una vettura di servizio assegnata per gli usi istituzionali della direzione generale e  potenzialmente utilizzabile anche da altre persone.

Il teste Di Tizio, autista dell’ente, ha confermato in dibattimento la circostanza che la macchina di servizio tornava a Ortona «quasi tutti i giorni»  e che Basti adoperava il veicolo anche personalmente in assenza dell’autista, veicolo che rimaneva ad Ortona anche il sabato e la domenica.

 

QUAL E’ STATO IL DANNO?

Secondo la Finanza il danno causato alle casse pubbliche dell’Arta  ammonterebbe a 2.108 euro calcolando 34 missioni accertate con un costo giornaliero di 62 euro (10 euro per  carburante, 12 euro canone leasing e 40 euro emolumenti autista).

L’Arta ha contestato quella cifra e ha evidenziato che l’utilizzo della vettura da parte di Basti, quasi o del tutto in via esclusiva, avrebbe determinato anche una ridotta fruizione dell’automobile per altri fini istituzionali da parte degli uffici della Direzione Generale, oltre che l’utilizzo di una parte della spesa mensile del canone di noleggio stipulato attraverso Consip con la società Arval

Da qui la richiesta di aggiungere almeno altri mille euro.

Secondo il giudice, però, la quantificazione giusta è quella della Finanza

Basti dovrà a questo punto pagare per il suo «comportamento certamente antidoveroso, improntato ad oggettivo e palese disinteresse verso i prevedibili (ed evitabili) effetti negativi per l’Agenzia».

 

a.l.