LA DIATRIBA

Palazzo Sirena, anche Sgarbi e Fuksas dicono no all’abbattimento

Sindaco Luciani vuole procedere

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

656

Palazzo Sirena, istanza alla Soprintendenza per bloccare la demolizione

FRANCAVILLA AL MARE. L’architetto di fama internazionale Massimiliano Fuksas e lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi sottoscrivono l’appello rivolto alla Soprintendenza Archeologia , Belle Arti e Paesaggio per l’Abruzzo ed al MIBACT per scongiurare l’abbattimento del Palazzo Sirena di Francavilla al Mare.

Ad annunciarlo è la sezione locale di Italia Nostra.

Così mentre il sindaco Antonio Luciani è irremovibile e ha intenzione di procedere all’abbattimento del Palazzo Sirena, intervengono ora anche due personaggi di altissimo livello culturale, oltre che di indiscussa competenza tecnico-scientifica per associarsi alle migliaia di cittadini di ogni parte d’Italia e di personalità del mondo accademico, nel dare sostegno all’appello per bloccare quella che gli oppositori definiscono «un’inutile ed inopportuna demolizione».

Prima l’architetto Fuskas e poi anche Sgarbi dichiarano la loro totale opposizione ad un disegno politico che in luogo di un palazzo «che conserva la memoria storica, culturale, sociale ed etno-antropologica della ridente cittadina rivierasca», sottolinea Italia Nostra, «e che non ha bisogno di grandi opere di ristrutturazione per potere ritornare agli antichi splendori svolgendo un ruolo di aggregazione proprio nel cuore della città, mira solo ad allargare una preesistente piazza nella quale organizzare chissà quali grandi adunate».

Il Comitato “Risorgi Sirena” di Francavilla al Mare, sostenuto da altre Associazioni , prima delle quali Italia Nostra, rivolge oltre che un caldo e pressante invito alla competente Soprintendenza ed al Segretariato regionale del MIBACT, richiedendo anche l’attenzione dello stesso Ministero, affinché, ormai scaduti i termini di legge, non tardino ulteriormente a comunicare l’apposizione del vincolo richiesto per la conservazione di un bene di interesse e valore etno-antropologico.

Si invita anche il sindaco Luciani e tutta l’Amministrazione comunale francavillese ad un ripensamento sulle precedenti decisioni, «che sicuramente andrà a loro merito ed a vantaggio delle aspettative di tutta la comunità, non solo abruzzese».

L’attuale Palazzo Sirena è stato ricostruito nel secondo dopoguerra sullo stesso sito dell’originario Kursaal ottocentesco, su disegno tardo razionalista dall’ingegnere Vittorio Ricci. L’edificio ha poi svolto effettivamente, con continuità, il ruolo di centro propulsore e di riferimento vitale dello sviluppo sociale e urbanistico di Francavilla al Mare. Per decenni la struttura, gestita prima dalla locale Azienda di Soggiorno e poi dal Comune, ha ospitato iniziative di rilievo che hanno caratterizzato la vita sociale, culturale e mondana della località turistica, facendole vivere nei momenti del suo sviluppo e nella trasformazione del centro all’interno del sistema di relazioni territoriali che si modificava; lo ha accompagnato. Negli anni 90, l’edificio è stato ampliato sul fronte mare, a seguito di un concorso di idee, e ha assunto l’attuale composita conformazione. Gli anni più recenti sono stati caratterizzati da sottoutilizzazione, trascuratezza e abbandono. L’attuale amministrazione comunale ha reiteratamente espresso la volontà di demolire la parte originaria del Palazzo – oggi in uno stato di degrado che non compromessa la sua stabilità – al fine di ampliare la piazza antistante.