PROVINCIA DI PESCARA

Di Marco bacchetta l’amico D’Alfonso: «Regione inadempiente, a rischio bilanci e posti di lavoro»

L’Ente non si è adeguata alla legge Delrio sul riordino delle Province

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Di Marco bacchetta l’amico D’Alfonso: «Regione inadempiente, a rischio bilanci e posti di lavoro»

Di Marco e D'Alfonso

ABRUZZO. La lentezza e i ritardi della ‘Regione Facile’ di Luciano D’Alfonso questa volta rischiano di fare un danno bello grosso.

L’allarme lo lancia l’amministrazione ‘amica’ guidata da Antonio Di Marco (Pd), ovvero la Provincia di Pescara che ricorda, per l’ennesima volta, all’Ente regionale che è in ritardo.

Di Marco in una diffida datata 7 luglio ribadisce che lo scorso 30 giugno sono scaduti i termini entro i quali la Regione sarebbe dovuta subentrare nelle quote di partecipazione di ‘Pescara Ambiente’ dal momento che con la legge Delrio proprio la Regione è l'unico ente che ha poteri in materia di energia, comprese le funzioni di controllo degli impianti termici.

Ma la Regione è impantanata e nonostante diversi solleciti ha fatto scadere i termini.

La stessa situazione si è creata anche per quanto riguarda la Provincia di Chieti e di Teramo e il servizio è svolto dalla Regione solo per la provincia dell'Aquila.

Quello che sta accadendo, denuncia Di Marco, mette a rischio i bilanci delle società partecipate con possibili ripercussioni di danno erariale e responsabilità.

Ma secondo il presidente l’inerzia della Regione potrebbe causare «un riflesso diretto e indiretto» sull'occupazione mettendo a rischio da un lato e posti di lavoro del personale addetto alla società e dall'altro lo sfaldamento del sistema manutentivo collegato che vede all'opera centinaia di aziende e migliaia di addetti.

E quello di cui si sta parlando, ovvero l'attività di verifica e controllo degli impianti termici, non è di certo una questione secondaria ma vitale «sia per garantire la sicurezza dei cittadini rispetto al verificarsi di possibili incidenti», ricorda pure il presidente della Provincia, «sia come strumento fondamentale per combattere l'inquinamento atmosferico dal momento che il settore del riscaldamento Ha un incidenza notevole rispetto al totale delle emissioni di PM10».

Insomma c’è un problema, e pure bello grosso. La Provincia ha lanciato l’allarme. Dalla Regione, almeno a questo giro, qualcuno lo ha recepito?

La diffida è di sicuro arrivata sul tavolo del presidente della Regione Luciano D'Alfonso, del vicepresidente Giovanni Lolli e del sottosegretario con delega all'Ambiente Mario Mazzocca ma anche del direttore generale Vincenzo Rivera.

COSA DICE LA LEGGE

La legge prevede che Regione è Province è stipulassero degli specifici accordi per disciplinare la effettiva decorrenza del trasferimento, le modalità operative ma anche l'entità dei beni, delle risorse umane, finanziarie, strumentali e organizzative. Si sono anche individuate eventuali risorse aggiuntive a carico del bilancio regionale .

Gli accordi sono stati approvati il 4 marzo 2016 e la funzione è diventata di esclusiva competenza regionale del 1° aprile 2016.

Per le 3 province Chieti Pescara e Teramo, dove le funzioni sono state gestite da società partecipate in house providing, l'accordo prevede che Per il trasferimento effettive delle quote di partecipazione venissero stipulati accordi entro tre mesi.

I tre mesi indicati nell'accordo sono ampiamente scaduti, quasi un mese fa, e ad oggi la Regione non ha ancora avviato formalmente l'iter per il subentro nelle quote di partecipazione delle società.

TANTE COSE DA FARE

Dunque la Regione non si muove sebbene siano tante le cose da fare perché, ad esempio, per quanto concerne il controllo degli impianti termici civili l’Ente regionale dovrebbe provvedere ad istituire un catasto territoriale degli impianti termici, predisporre il catasto relativo agli attestati di prestazione energetica e assicurare la copertura dei costi necessari per l'adeguamento e la gestione.

Poi c’è il capitolo accertamenti e ispezioni sugli impianti… Insomma un bel po’ di lavoro.


PRIMA DELLA DIFFIDA IL SOLLECITO

La Provincia di Pescara ha già chiesto alla Regione di attivarsi per il subentro. L'ultima nota è stata inviata il 30 maggio scorso, dunque un mese prima della scadenza ufficiale, ma ad oggi l’ente regionale risulta inadempiente verso gli obblighi normativi.

Se non si fa in fretta si rischia di creare anche tutta un'altra serie di problemi.

Anche perché la convenzione che c'è al momento tra la Provincia di Pescara e la società partecipata per le funzioni di controllo degli impianti termici scade il 31 dicembre prossimo ( e così anche a Chieti e Teramo). La procedura per il rinnovo prevedeva l'approvazione del nuovo piano industriale entro il

mese di giugno.

Ma questo non è stato possibile, come ha confermato Di Marco nella lettera spedita a D’Alfonso, perché la Provincia non ha più la titolarità della funzione e non può procedere ad alcun approvazione del piano industriale.

Inoltre l’inadempienza della Regione nella definizione del catasto e dei costi del controllo su tutto il territorio regionale rende comunque incerta la quantificazione delle Entrate e dei servizi da produrre per il controllo.

Un gran caos, insomma.