IL PROGETTO

SeaGis, fondi pubblici per studiare la convivenza tra pesca, turismo e petrolio

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SeaGis, fondi pubblici per studiare la convivenza tra pesca, turismo e petrolio


ABRUZZO. Nel disegno colorato convivono tutti tranquillamente: la spiaggia, i turisti, le pale eoliche, la piattaforma petrolifera, i pescatori e la nave portacontainer.

La locandina dovrebbe riassumere il senso del progetto SeaGis finanziato con fondi europei nell’ambito del gigantesco Ipa Adriatic.

Negli ultimi anni è aumentata a dismisura la richiesta di spazio marino per scopi diversi e spesso configgenti tra loro c’è dunque necessità di studiare approfondire e sopratutto capire come far convivere le diverse realtà.

E’ per questo che la Regione Abruzzo, avvalendosi della collaborazione dei tecnici dell’Istituto zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise, ha messo a punto un sistema di Pianificazione spaziale marittima che consente, appunto, di pianificare gli “usi” del mare nel rispetto dell’ecosistema e nella tutela della biodiversità. Il sistema, che è stato presentato alla Torre di Cerrano nella sede dell’Istituto zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise, si chiama SeaGIS Abruzzo.

Impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, estrazione e sfruttamento del petroli e di gas naturale, ma anche turismo, trasporto marittimo, pesca ed acquacoltura: possono convivere tutti insieme o magari no?

Il progetto europeo ha lo scopo di tutelare l’ambiente marino (tanto da essere basato proprio nella Torre di Cerrano che è l’epicentro dell’area protetta) contiene una raccolta sistematica di dati sulle risorse e sugli usi del mare delle coste abruzzesi ed è un sistema in continuo aggiornamento.

Secondo il comunicato ufficiale «le informazioni sono condivise su web, accessibili da tutti»  e potrebbe addirittura diventare «il punto di riferimento per la collaborazione tra gli Enti preposti alla Pianificazione Spaziale e alla Strategia Marittima».


 

IL QUADRO NORMATIVO IN CUI SI INSERISCE

SeaGIS si inserisce all’interno di un quadro normativo specifico, a cominciare dalla Direttiva europea del 23 luglio 2014, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo, nell’intento di promuovere la crescita sostenibile delle economie marittime. L’Italia ha recepito la normativa europea con il decreto legislativo del 17 ottobre 2016 e ha stabilito che la pianificazione dello spazio marittimo venga attuata attraverso piani di gestione, che individuano la distribuzione spaziale e temporale delle pertinenti attività e degli usi delle acque marine, presenti e futuri.

E’ stato istituito un Tavolo interministeriale di coordinamento, presso il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per individuare le aree marittime di riferimento (sottoregione marina ) e definire le linee guida per piani di gestione dello spazio marittimo. Presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è stato anche istituito un Comitato tecnico che elabora, per ogni area marittima individuata nelle linee guida, i piani di gestione dello spazio marittimo.

Nel Comitato è presente un rappresentante delle Regioni designato dalla Conferenza dei presidenti delle Regioni per ciascuna area marittima di riferimento. La Giunta Giunta Regionale con delibera 225/2017 ha istituito il "Piano Regionale delle Acque per il rilascio di concessioni demaniali finalizzate ad attività di maricoltura”.

Alla fine la pianificazione dello spazio marittimo dovrebbe essere attuata attraverso l'elaborazione di piani di gestione, che individuano la distribuzione spaziale e temporale delle pertinenti attività e dei pertinenti usi delle acque marine, presenti e futuri.


Tra i passi per arrivare alla pianificazione vera e propria c’è la mappatura delle importanti aree biologiche ed ecologiche, quella delle aree esistenti con attività umane e l’identificazione spaziale dei conflitti compatibili . Lo step successivo consiste nel definire e analizzare le condizioni future: mappatura delle future domande per l’uso degli spazi marini, identificazione di scenari spaziali alternativi, la selezione dello scenario spaziale preferito.

Già dal primo incontro sono emerse alcune criticità e conflitti tra diverse iniziative alle quali per ora non si è trovata una soluzione.