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Comune di Chieti, Corte dei Conti certifica gravi irregolarità contabili nel rendiconto 2014

E per l’anno precedente la Sezione controllo non ha mai ricevuto i chiarimenti richiesti

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Umberto Di Primio

Umberto Di Primio

CHIETI. «Gravi irregolarità contabili nel rendiconto del 2014».

La Corte dei Conti, sezione controllo, bacchetta il Comune di Chieti ricordando pure che il precedente collegio dei revisori aveva dato parere sfavorevole al Bilancio e Rendiconto 2013, al Bilancio e Rendiconto 2014, al riaccertamento straordinario dei residui, sollevando una rilevante serie di problematiche.

La situazione sembra particolarmente grave anche perché pure guardando avanti non è che la situazione sia migliorata di molto.

E’ quello che emerge proprio mentre il due volte sindaco Umberto Di Primio annuncia il suo ritrovato amore con Forza Italia con una promessa di essere candidato alle prossime elezioni 2018 per un posto in parlamento. Intanto emergono -ancora non in maniera del tutto catastrofica- le tante incongruenze dei bilanci del Comune che si fa pignorare persino la poltroncina da 30 euro del primo cittadino perchè sul conto bancario non ha liquidi.   

Solo qualche settimana fa è apparso evidente, in tutta la sua drammaticità, che la situazione dei conti non è rosea.

L’amministrazione lo scorso maggio è stata convocata dalla Corte dei Conti proprio per dare spiegazioni alle irregolarità contestate.

La risposta?

Difficoltà nella gestione finanziaria a causa della «non agevole situazione economica del territorio, con conseguente scarsa capacità di riscossione e correlativa diminuzione di entrate».

Ma c’è stata anche una ventata di ottimismo: «abbiamo elementi contabili idonei, in alcuni casi, a superare le contestazioni mosse».


           

LE CONTESTAZIONI

Ma cosa si contesta nello specifico? Prima di tutto la tardiva approvazione del rendiconto 2014: bisognava farlo entro il 30 aprile 2015 e invece è stato fatto ad agosto, 4 mesi dopo. Un ritardo che era già avvenuto pure l’anno precedente.

 

Ma i giudici contabili contestano anche il fondo cassa, al 31 dicembre 2014, pari a zero e il ricorso ad anticipazioni di tesoreria nel corso dell’esercizio 2014 e nel corso dell’esercizio 2015 fino alla data di compilazione del questionario. «Si rileva che l’ente, al 31 dicembre 2014, non ha restituito l’anticipazione per un importo pari a euro 8.272.844,21». Anche nel 2013 era stata mossa la stessa contestazione.

La Sezione controllo, a questo punto, sottolinea «la doverosità di assicurare una maggiore attenzione e celerità nel superamento della irregolarità segnalata. L’anticipazione di tesoreria può essere utilizzata per far fronte a divergenze temporanee nei flussi di entrata e di spesa che abbiano carattere temporaneo e che devono essere ricondotti ad un corretto equilibrio finanziario nel corso dell’esercizio, non potendo essere utilizzata per sanare situazioni di alterazione della gestione che comportino la sussistenza di situazioni di disavanzo».

Ma la lista delle contestazioni non è ancora finita perché a questo punto la Corte dei Conti punta l’attenzione sulla presenza di residui attivi e passivi antecedenti all’annualità 2010 pari ad euro 113.933,43 e conservate al 31 dicembre 2014 per euro 3.097,82.

Pochi spiccioli, ammettono dalla sezione controllo, ma si chiede comunque di «vigilare attentamente sul fenomeno della vetustà dei residui».

Contestati anche un disequilibrio tra i residui passivi di parte capitale (49,8 milioni) e gli omologhi attivi (33,9 milioni): «la differenza pari a 15,9 milioni non risulta coperta dal fondo cassa al 31 dicembre (euro 0)».

«Dall’analisi dei dati riportati nel questionario emergono pertanto», annotano i giudici contabili, «tensioni nella gestione corrente dovute alla difficoltà di riscossione e un possibile utilizzo di disponibilità liquide di parte capitale per finanziare i pagamenti correnti».

Viene poi segnalata la   presenza di organismi partecipati in perdita in almeno un anno del triennio 2012/2014.

I rappresentanti dell’ente hanno precisato di aver effettuato un consistente sfoltimento delle partecipazioni societarie.

Nella relazione viene indicata, inoltre, la mancata coincidenza del totale dei crediti al 31 dicembre 2013, indicato nel conto del patrimonio, con il totale dei residui attivi. Ma anche la mancata coincidenza del totale dei debiti di funzionamento, al 31 dicembre 2014, indicato nel conto del patrimonio, con il totale dei residui passivi del titolo I risultante dal prospetto dell’anzianità dei residui.

Infine l’ultima contestazione: nessuno dal Comune di Chieti ha trasmesso i chiarimenti sulle osservazioni al questionario sul rendiconto 2013 formulate ad  ottobre 2015 in merito al rendiconto 2013. Forse qualcuno sperava che il caso passasse inosservato ma così non è stato.

            La Corte dei Conti a questo punto richiama l’attenzione del Consiglio comunale sui profili segnalati «affinché provveda all’adozione di idonei interventi da comunicare a questa Sezione regionale di controllo, entro quarantacinque giorni».