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Strada dei Parchi: «aumenti certi delle tariffe se non si cambia legge»

La concessionaria del gruppo Toto si accoda alla strada aperta da D’Alfonso

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Strada dei Parchi, storia di una concessione pagata a rate con i soldi degli automobilisti

ABRUZZO. Gli aumenti sono certi, lo dice il contratto di concessione. Lo sostiene Strada dei Parchi provando a spiegare che i lavori urgente di messa in sicurezza devono essere finanziati con le tariffe e per questo saranno come sempre gli utenti ed i cittadini a pagare.

In verità dal 2003 ad oggi gli aumenti ci sono stati e sono stati costanti praticamente ogni anno ma quelli per i lavori da circa 200 mln di euro potrebbero essere molto più consistenti e incidere pesantemente anche sull’economia del territorio con ricadute forse ancora non ben delineate.

Così il presidente Luciano D’Alfonso che da circa due anni ha aperto le danze sul tema “sicurezza autostradale” ha deciso che dopo sei anni dal sisma de L’Aquila il tema era diventato “urgente” e così è stato presentato prima il mega piano da 7 miliardi di euro per raddrizzare la A24 e la A25, piano avversato e incredibilmente sproporzionato e poi è subentrato il “piano b” con la proposta di lavori urgenti al posto del canone concessorio. Tutto perfetto se non fosse che le lotte intestine e gli interessi trasversali rappresentati dai vari parlamentari hanno di fatto dato vita ad un blitz che ha vanificato un emendamento del governo e facendo approvare una norma che prevede lavori subito e canone da versare tra 10 anni all’Anas.

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«Questo tipo di intervento rischia però di ricadere sulle spalle degli automobilisti sotto forma di aumento tariffario. Le convenzioni autostradali prevedono infatti che tutti gli investimenti in manutenzione si debbano finanziare con le tariffe. Vale per Strada dei Parchi come per tutte le altre concessionarie del Paese», preme Strada dei Parchi che pare l’unica a non rischiare nulla come sempre, «vista l’eccezionalità della situazione di A24 e A25, il Governo aveva però predisposto un emendamento alla legge di Stabilità, che puntava ad evitare la beffa che gli interventi di messa in sicurezza sismica li pagassero gli automobilisti delle aree colpite dal terremoto. Così il Governo aveva pensato di destinare parte delle annualità dei canoni di A24 e A25 (per 57 milioni l’anno) proprio ai lavori d’emergenza sismica. Ma con blitz parlamentare», è la versione del gruppo Toto, «quel provvedimento è stato stravolto. Attribuendo ad ANAS i canoni di concessione, che invece per legge devono essere destinati allo Stato, che è il proprietario e concedente dell’autostrada. L’ANAS, ricordiamo, non ha nessuna competenza, neanche di autorità di controllo, sulle autostrade, SdP compresa. Con la “modifica blitz” si è andati oltre: anche per gli anni a venire sono stati dirottati altrove i fondi che il governo poteva impiegare su A25 e A24 per la messa in sicurezza. Stravolgendo il senso stesso del primo emendamento del Governo. Al punto che il rischio che il costo dei lavori d’urgenza ricadano sulle spalle degli automobilisti è diventato più che reale. E come sostiene la giunta Regionale Abruzzese anche incostituzionale».

Strada dei Parchi infine ricorda con orgoglio che «è l’unica concessionaria che paga un canone del prezzo della concessione di 57 milioni di euro all’anno, perché è stata l’unica autostrada ad essere assegnata con gara europea».

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Sul punto è intervenuto Lorenzo Sospiri (Fi) che sostiene che i lavori devono essere fatti e sostenuti da Strada dei Parchi ma allo stesso tempo non si possono togliere i canoni ad Anas che altrimenti «avrebbe serie difficoltà e, a sua volta, e non potrebbe più garantire la sicurezza delle strade di propria competenza».

Anas infatti per varie vicende e non sempre legate ad una inattaccabile gestione cristallina non gode di ottima salute e rischia il tracollo finanziario se dovesse fare a meno dei canoni di Toto.

«Chiediamo al Governatore D’Alfonso», ha aggiunto Sospiri, «di chiarire il senso della propria impugnativa del Decreto Legge numero 50, con la quale pure il Governo ha comunque agevolato la Toto posticipando il versamento degli oneri ad Anas al 2028, 2029 e 2030. Presenteremo un’interpellanza urgente in Consiglio regionale per capire perché, secondo il Governatore D’Alfonso, Autostrada dei Parchi Spa, che è una società che fa impresa e che incassa i pedaggi autostradali, non dovrebbe più pagare gli oneri allo Stato».

Strada dei Parchi non ha gradito l’intervento del consigliere additandolo come «poco informato».