LE CARTE DEI CONTI

Abruzzo, la Corte dei Conti si ripete: «incertezza e inattendibilità dei rendiconti»

Mancano ancora quelli del 2014 e del 2015. Ma anche quello del 2013 già bocciato

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Corte dei Conti boccia i conti della Regione, «importi inattendibili nel rendiconto 2013»

 

ABRUZZO. L’Abruzzo non regge il confronto con le altre Regioni e nella relazione della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria degli enti, esercizio 2015, ne esce sconfitta.

Non una grossa sorpresa visto che da un paio di anni è diventato fatto notorio (ma con almeno 10 anni di ritardo) che la Regione Abruzzo ha il record dei pasticci fatti sui bilanci, chissà se più per imperizia o più per nascondere furbate o magagne.

I giudici, in circa 400 pagine, analizzano la situazione regione per regione e annotano che quasi tutte le Regioni del Centro-Nord hanno raggiunto una situazione di equilibrio, ad eccezione della Lombardia, l’unica Regione, insieme all’Abruzzo, a presentare un generale squilibrio degli indicatori.

Per la Regione guidata da Luciano D’Alfonso i giudici contabili ricordano che non sono disponibili i dati patrimoniali in quanto non sono stati approvati i rendiconti 2014 e 2015, mentre per quanto riguarda il conto del patrimonio 2013, chiuso con un saldo patrimoniale negativo per 1,7 miliardi (in leggero miglioramento rispetto al 2012), la sezione regionale di controllo ha espresso dubbi sull’attendibilità del relativo documento «per l’incertezza che caratterizza il procedimento di riaccertamento dei residui al 31 dicembre 2013».

Quello stesso rendiconto poi è stato bocciato dalla Corte Costituzionale perchè elaborato con norme regionali incostituzionali e volte ad aggirare le regole di buona amministrazione imposte dalle leggi dello Stato. 

Insomma, su questo fronte meglio non aspettarsi buone notizie ancora per un pò almeno fino a quando non si sarà capito come risolvere tutti i nodi che sono arrivati al pettine dopo anni di gestione insensata.

Secondo la relazione dei giudici contabili il disavanzo 2015 della Regione Abruzzo (-6,81 mln) è stato generato principalmente dai mancati accertamenti ed impegni da parte dalla Regione con riferimento al Fondo per i farmaci innovativi ed alle risorse per pay back.

Ma la Regione viene menzionata anche alla voce ‘ritardi’, insieme alla Campania, proprio perché  l’ultimo rendiconto sottoposto a giudizio di parificazione è quello relativo all’esercizio 2013 («rendiconto approvato con riserva su varie partite, che richiederebbe interventi correttivi  peraltro non ancora intervenuti».

Non va meglio alla voce ‘obiettivi’, dove l’Abruzzo viaggia insieme a Molise e Campania. Le tre regioni, segnalano i giudici, «non sarebbero riuscite a conseguire i rispettivi obiettivi finanziari di competenza se la legge di stabilità per il 2016, con norma di carattere eccezionale entrata in vigore il 30 dicembre 2015, non avesse consentito di utilizzare, ai fini dei saldi di competenza, anche gli avanzi di amministrazione relativi alla gestione sanitaria per finanziare gli impegni del perimetro sanitario».

Abruzzo (e Campania) segnalate anche per essere state le due uniche regioni a non aver comunicato, per il 2015, dati relativi all’indebitamento a breve termine

Capitolo riduzione della spesa: anche qui l’Abruzzo appare come una voce fuori dal coro rispetto alle altre regioni e fa segnare un +7,67.

Inoltre in Campania e Abruzzo è stata rilevata la più alta percentuale di strutture ospedaliere con qualità bassa o molto bassa.

Brutte notizie anche sul fronte dello screening di secondo livello  per la diagnosi precoce dei tumori della cervice uterina, della mammella e del colon retto, giudicato insufficiente in Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia.

L’assistenza residenziale degli anziani è stata giudicata in Abruzzo, così come in Basilicata, Molise e Campania.

Insomma nel 2015 durante il primo anno di amministrazione D’Alfonso le cose andavano così e non proprio benissimo forse in buona parte per le famigerate “eredità” o gatte da pelare rinviate dai precedenti governi.

Le prossime relazioni sulle gestioni 2016 e 2017 ci diranno se le cose sono migliorate o peggiorate e quello sarà il metro inesorabile per giudicare questa fetta di storia che stiamo vivendo e compararla con il passato.

Meglio o peggio?