NORME PERICOLOSE

Garage e cantine abitabili: «troppo pericoloso, sono i primi che si allagano. Impugneremo legge»  

Per la Soa problemi anche per la legge che riguarda la Pineta dannunziana

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Garage e cantine abitabili: «troppo pericoloso, sono le prime che si allagano. Impugneremo legge»  


PESCARA. Problemi di logica e giuridici che si intrecciano con ragioni di opportunità. Sono alla base di alcune sommarie contestazioni a due leggi appena approvate dal consiglio regionale.

La solita Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus chiederà al Governo di portare davanti alla Corte Costituzionale la legge "Disposizioni per il recupero del patrimonio edilizio esistente. Destinazioni d’uso e contenimento dell’uso del suolo, modifiche alla L.R. 96/2000 ed ulteriori disposizioni" nota per rendere garage e cantine abitabili o utilizzabili a fini commerciali.

La legge, approvata nell'ultimo Consiglio regionale, contiene anche due articoli sulla Riserva della Pineta Dannunziana.

«In primo luogo», scrive in una nota la Soa, «si resta basiti nel leggere testi che rischiano di produrre effetti tragicomici con un gravissimo impatto potenziale sulla tutela dell'incolumità dei cittadini. Infatti la norma approvata prevede che il recupero a fini abitativi o produttivi di immobili come cantine, garage ecc. anche seminterrati non sia possibile solo nelle "aree ad elevato rischio geologico o idrogeologico". Se proprio vogliamo essere benevoli forse i nostri consiglieri avranno pensato ad una frase che - ma solo a prima vista - pare generica coprendo tutte le situazioni rischiose. Invece, scritta così, si rischiano infinite discussioni e, soprattutto, guai seri in caso di alluvioni».

Sulle mappe di rischio idraulico, il territorio si divide in base alla legge in aree a rischio:-"Molto elevato" R4; -"Elevato" R3; -"Medio" R2; -"Moderato" R1.

Leggendo la norma sembrerebbe di capire che il diviwto si applichi solo ad “elevato” cioè solo ad R3 ignorando tutti gli altri rischi e permettendo persino le modifiche in zone a rischio “molto elevato”.

«Ammessa e non concessa un'interpretazione estensiva del termine usato nella legge», aggiunge De Sanctis, «volendo includere anche R4 "Molto elevato", vogliamo comunque far andare i cittadini ad abitare, soggiornare o lavorare in locali scavati a 2-3 metri di profondità in aree a rischio "medio" o "moderato"? Stiamo parlando di cantine e garage. In caso di alluvione sono le prime parti degli edifici ad essere allagate e per questo sono notoriamente assai pericolose. Di solito i primi morti avvengono lì e per questo la Protezione Civile in caso di piogge persistenti chiede sempre di allontanarsi da questi locali».

Secondo l’esponente dell’associazione  con fenomeni di precipitazione sempre più estremi  i vani sotto il livello del terreno sono in generale fortemente a rischio allagamento. La legge prevede che i comuni possano introdurre alcune limitazioni ma moltissimi enti locali non hanno alcun tipo di conoscenze e studi in questo senso, vista anche l'estrema complessità e novità dei fenomeni in atto.  

Un ulteriore motivo d'impugnativa sarebbe poi  l'aver ignorato totalmente l'applicazione della Direttiva Europea 42/2001/CE sulla Valutazione Ambientale Strategica di Piani e Programmi in materia ambientale e di uso del suolo, sia durante la definizione della norma (come è facilmente desumibile dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla causa C‑290/15) sia nella fase applicativa, introducendo deroghe automatiche agli strumenti urbanistici vigenti (ad esempio, l'Art.4 comma 4 della legge).


LA PINETA DANNUNZIANA

Per quanto riguarda l'Art.7 relativo alle norme che si applicano nella porzione di Riserva naturale regionale della Pineta dannunziana in cui vige anche il Piano demaniale, la legge prevede che sia esclusivamente il Piano del Demanio marittimo a disciplinare le attività.

«Ciò a nostro avviso», aggiunge la Soa, « si pone in netto contrasto intanto con il Codice dei Beni Culturali che pone il Piano paesaggistico come elemento sovraordinato ai Piani di settore (Art.143) e poi con le norme generali riguardanti la pianificazione nelle aree protette regionali (Legge 394/1991 e Legge regionale 38/1996). Facciamo notare che il Piano del Demanio si occupa solo di alcune delle molteplici problematiche che sono sottoposte alla gestione di un'area protetta e che sono disciplinate dalle norme di Parchi e riserve. Far soggiacere una parte dell'area protetta al solo Piano demaniale è totalmente illegittimo nonchè illogico».

Problemi in vista pare di capire e dire che la legge non è stata nemmeno ancora pubblicata sul Bura...