FANTASCIENZA

Uda e gli “scheletri” nell’armadio murato: trovati e sequestrati documenti segreti

Incontro tra Del Vecchio e Caputi: si temporeggia e si cerca di evitare il rientro dell’ex dg

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Uda e gli “scheletri” nell’armadio murato: trovati e sequestrati documenti segreti



CHIETI. Si è sempre parlato dell’Università D’Annunzio come una “torre d’avorio” irraggiungibile, inaccessibile. La trasparenza non è mai stata il suo forte e i documenti sono sempre stati segreti e tenuti sotto chiave.

Mai si sarebbe, però, potuto immaginare che non si trattasse solo di metafora e così sono saltati fuori gli “scheletri” dall’armadio.

Lunedì scorso -secondo la vulgata più ricorrrente- l’attenzione sarebbe caduta su una parete incurvata in una stanza del Rettorato in via dei Vestini, una stanza adiacente a quella del rettore e del direttore generale utilizzata di solito per qualche riunione e di recente dal prorettore.

La parete in cartongesso è apparsa strana a qualcuno e si è cercato di capire perchè. E' così che si è capito che c’era una intercapedine che, scardinata in un punto, ha lasciato intravedere un armadio occultato chissà da quanto tempo.

C’è anche chi racconta che una voce su documenti nascosti circolasse da tempo ma la cosa era apparsa ai più abnorme e inverosimile.

Anche la scoperta è rimasta segreta ed il Rettore non l’ha voluta ufficializzare.

Eppure trattasi di verità.

Martedì mattina alla presenza di alcuni finanzieri la parete è stata completamente rimossa ed è venuto alla luce l’armadio che è stato aperto e inventariato.

All’interno documenti dell’Università D’Annunzio fatti scomparire, occultati e nascosti chissà per quale ragione e riguardanti una serie di argomenti tra i quali emergerebbe quello del contestato accordo con il Cus che pure ha generato frizioni, denunce e inchieste negli scorsi anni, ma non solo.

Alla fine la guardia di finanza è tornata alla base con diversi faldoni ed un rapporto di diverse pagine contenenti un indice più o meno dettagliato della documentazione trovata e sequestrata.

La procura di Chieti ha aperto un’altra inchiesta e dovrà ora capire quali reati siano stati commessi (a lume di naso qualcuno c’è e anche molto grave) e soprattutto si dovrà capire chi ha ordito questa curiosa e, per certi versi, grottesca strategia che manifesta la grande voglia di trasparenza degli autori; chi ha dato il via i lavori, quando sono stati deliberati e pagati, come è stato possibile eseguirli senza che alcuno se ne accorgesse, compresi i tanti dipendenti, segretari, e gli stessi rettori e direttori generali (vista la vicinanza spaziale delle scrivanie alla parete).

E c’è chi racconta anche di alcune ricerche messe in atto alcuni giorni dopo l’elezione di Caputi alla ricerca dell’armadio perduto, come se qualcuno fosse stato messo in condizioni di scoprirlo e, dunque, potrebbe trattarsi non di scoperta casuale.

Non è possibile al momento dire a quale epoca risalga l’occultamento ma qualcosa lo si potrà capire dai documenti trovati per cui le indagini si focalizzeranno o sull’era Di Ilio- Del Vecchio o su quella di Cuccurullo-Napoleone.

Resta l’assurdità di un fatto del genere che dimostra, se non altro, che in certe condizioni è davvero possibile fare qualunque cosa  e mantenere il segreto per anni.

Un fatto che non porterà lustro alla D’Annunzio che, forse, con troppa leggerezza e disincanto voleva chiudere con quel passato che l’ha profondamente segnata.



IL PASSATO RITORNA CON DEL VECCHIO     

E a proposito di passato appena pochi giorni dopo la scoperta dell’armadio dei misteri è arrivato l’altro segno del destino: la Cassazione  ha cancellato l’interdizione all’ex dg Filippo Del Vecchio.

Quest’ultimo, dopo la lettera nella quale preannunciava il suo rientro e la ripresa del lavoro, ieri ha incontrato il Rettore per una quarantina di minuti.

Caputi ha parlato di colloquio cordiale «anche perché non ci sono rapporti tesi a livello personale, ma il problema sussiste esclusivamente a livello lavorativo»- ha commentato. Ma quanto al rientro in servizio del Dg, il rettore ha poi sottolineato: «a Del Vecchio ho consigliato di non prendere servizio perché legalmente non ho ricevuto nulla riguardo alla sua paventata vittoria in Cassazione rispetto all'interdizione. Quanto al suo eventuale reintegro - ha aggiunto Caputi - sono in attesa di valutare la documentazione legale e quindi procedere in merito. Quello che sostiene lui per me non conta assolutamente niente, io devo vedere le carte e finché non vedo il contrario, lui è interdetto a tutti gli effetti. C'è anche un altro procedimento messo in atto dal decano Michele Vacca che lo sospende fino alla fine del giudizio penale. Naturalmente il mio auspicio è quello di risolvere la questione nella maniera più equilibrata per tutti».


Nel frattempo si è appreso che  si è dimesso uno dei componenti del Consiglio di amministrazione dell'ateneo, l’imprenditore Enrico Marramiero, e che si sta già lavorando per la sua sostituzione. Quanto invece al capitolo giudiziario che riguarda Di Ilio e Del Vecchio il pm Ciani ha chiuso l'inchiesta depositando l'avviso di conclusione delle indagini: ovvero l'atto da cui decorrono i termini che consentono agli indagati di presentare memorie difensive che di norma prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.


Cosa accadrà ora?

L’apprensione è tanta e c’è qualcuno che si aggrappa con fiducia al neo rettore Caputi e alle sue promesse di rinnovamento.

Preoccupatissimi sono i direttori di dipartimento appresa la notizia di un possibile ritorno di Del Vecchio e per questo esprimono in un documento la piena fiducia a Caputi.

«Non possiamo che auspicare che tutti coloro che, istituzionalmente legati al Rettore da un rapporto fortemente e imprescindibilmente fiduciario, di ciò tengano conto in ogni loro azione e decisione.  Quali Direttori - e in quanto tali espressione diretta della Comunità accademica dell'Ateneo - ci impegneremo perché ciò sia».

Magari volere è potere.