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Caccia ai cinghiali: tar sospende la delibera della Regione Abruzzo

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Cinghiali. Provincia di Teramo: 375 abbattuti; richieste di  danni diminuite del 26%

Cinghiali nei campi

 

 

 

ABRUZZO. Prima parziale vittoria degli Ambiti Territoriali di Caccia, Vomano e Salinello, contro le denunciate «illeicità e le illegittimità messe in atto dalla Regione Abruzzo in merito al piano di contenimento dei cinghiali».

 

Il Tribunale amministrativo regionale ha dedotto che «l'attuazione del Piano viene a tutt'oggi regolarmente eseguita sull'intero territorio regionale comportando l'abbattimento di numerosi animali, anche se è stato estremamente difficoltoso ricercare elementi dimostrativi essendo stati gli Atc regionali esclusi da ogni previsione del Piano ed esautorati del proprio ruolo istituzionale».

Nelle conclusioni il Tar, nella persona del Presidente, Antonio Amicuzzi, ha ritenuto «che allo stato sussistono nella specie le ragioni di estrema gravità ed urgenza» e per questo, in attesa della decisione collegiale di merito, fissata per il 19 luglio prossimo, ha disposto la sospensiva della delibera regionale contestata.

Non sono bastate le sollecitazioni avanzate dai presidenti degli Atc Vomano e Salinello, Franco Porrini e Francesco Sabini, al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso. «La miopia della politica regionale», hannodetto, «ha costretto gli Atc a presentare un ricorso urgente, per danno irreparabile, al presidente del Tar Abruzzo al fine di ottenere l'annullamento, previa sospensiva, della Delibera di Giunta dello scorso aprile, con cui si disponeva “l'organizzazione delle attività di controllo delle popolazioni di cinghiale”».

 

«Bastava un po' di buon senso da parte della Regione Abruzzo – ha commentato il presidente dell'Atc Vomano, Franco Porrini – non servivano ricorsi quando in maniera chiara e dettagliata abbiamo mostrato a tutti, presidente D'Alfonso compreso, quanti errori conteneva quella delibera. Adesso il ricorso è stato presentato solo per il territorio Teramano, ma mi auguro che la Regione sospenda la delibera sull'intero territorio regionale a salvaguardia anche degli altri Atc. L'Ufficio caccia regionale funziona male e questa ne è l'ennesima dimostrazione. Ci auguriamo che l'assessore Pepe capisca gli errori compiuti e da lui stesso avallati, altrimenti è preferibile che abbandoni la politica per incapacità manifesta, fosse solo nel recepire i suggerimenti di chi ha maggiore preparazione in materia di lui».

Molto critico anche il presidente dell'Atc Salinello, Francesco Sabini.

«Ci sono colpe commesse anche da altri uffici competenti, a cominciare dalla Polizia Provinciale – ha sottolineato Sabini – certamente non ci fermeremo alla sentenza del Tar ma faremo valere in tutti i gradi di giudizio, amministrativo e penale, i controlli sull'operato di chi ha commesso, secondo noi illegittimità. Tra questi soggetti non tralascio, purtroppo, neanche alcuni cacciatori che, sebbene avvisati sui rischi che correvano, hanno preferito approfittare della situazione per esercitare la caccia in maniera non corretta».

In questi giorni numerose le scrofe incinta che sono cadute sotto i colpi delle doppiette dei cacciatori.