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Bagni nel fiume Orta a Bolognano? Forum H2o: «Nessun tratto è balneabile, sindaci superficiali»

Nessuno sapeva prima delle multe che i bagni fossero vietati. E c’è di più

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Bagni nel fiume Orta a Bolognano? Forum H2o: «Nessun tratto è balneabile, sindaci superficiali»


PESCARA. "Galeotte" furono le multe dei forestali a 68 bagnanti che si godevano il fiume Orta, le gole e la Cisterna tra Bolognano, Abbateggio e San Valentino.

Le multe sono state elevate per tutelare l’habitat applicando una legge del 1993. Legge mai applicata in quel luogo che nell’ultimo decennio è diventato meta di turisti anche organizzati che fanno il bagno tra la vegetazione.

Polemiche a non finire dei sindaci che hanno contestato l’azione dei forestali, la quale, forse, doveva essere preceduta da una serie di attività preparatorie e informative. Sta di fatto che nessuno sapeva del divieto e tantomeno della legge di oltre 25 anni fa. E nessuno si è accorto che -a parte l'habitat e quella legge- quei fiumi per legge non sono individuati come bacini balneabili.


Lo fa notare oggi il Forum H2o che contesta la superficialità dei sindaci che per varie ragioni preferiscono “cadere dal pero”.  


«Nessun fiume è attualmente aperto alla balneazione in Abruzzo», spiega Augusto De Sanctis, «rispetto alle acque interne solo il Lago di Scanno è ufficialmente balneabile», ed infatti per legge l’Arta è obbligata a monitorare e analizzare le acque di quel lago.

«Riteniamo incredibile che nessuno abbia evidenziato l'aspetto sanitario e, cioè, che quelle acque di cui si parla non sono aperte alla balneazione per legge», aggiunge il Forum, «Infatti per la balneazione dei fiumi e dei laghi si applicano le stesse regole della balneazione in mare, fissate dalla Direttiva 7/2006/CE. Ne riportiamo un passo significativo "la presente direttiva si applica a qualsiasi parte di acque superficiali nella quale l'autorità competente prevede che un congruo numero di persone pratichi la balneazione". Il 30,6% delle acque di balneazione in Europa riguarda fiumi (1/5 del 30,6%) e laghi (i restanti 4/5)».


Il Forum spiega che per aprire un fiume alla balneazione si deve individuare espressamente il tratto, descriverlo, identificare il punto di prelievo e provvedere al monitoraggio periodico da parte dell'Arta. Poi bisogna fare la classificazione e l'informazione al pubblico. L'unica differenza con il mare è relativa ai parametri di legge per Escherichia coli e Enterococchi.

«La questione della balneazione incontrollata alla cisterna di Bolognano è nota da decenni», aggiunge De Sanctis, «probabilmente il modo di risolverlo non è nella repressione soprattutto dei comportamenti di singoli che andrebbero prevenuti con un'informazione capillare e costante, anche sugli aspetti della potenziale incidenza ambientale. che magari non sono percepiti dal turista in quanto riferibili ad argomenti specialistici, e un'attenta regolamentazione. Il primo tentativo fu fatto a fine anni '80 dai volontari di alcune associazioni realizzando un sentiero di fronte alla Cisterna. Si dovrebbe partire dalla segnalazione delle norme da mantenere ai siti Web che promuovono le nostre bellezze chiedendone la pubblicazione integrale. Basta, se vi è veramente la volontà da parte di Ente Parco, Regione, comuni, partire da un'email e da una scheda.  Quello che più sconforta però è vedere le reazioni di amministratori che hanno responsabilità e che per questo non possono "cascare dal pero" su questi argomenti quando in primo luogo vi è l'obbligo di intervenire per la tutela della salute pubblica applicando le norme sulla balneazione».

 


«La verità è che oltre ai siti internet con migliaia di foto e video con decine di persone a fare il bagno, ci sono state lettere e riunioni sull'argomento.  Se un sindaco è a conoscenza di comportamenti rischiosi secondo la legge deve intanto intervenire con ordinanze specifiche facendole rispettare con cartelli, adeguata informazione, intervento preventivo dei Vigili Urbani ecc.  Tra l'altro», aggiunge il Forum, «facciamo notare che la Cisterna di Bolognano non è in un posto isolato. Il corso d'acqua che la forma a monte ha diversi nuclei abitati come è facile rilevare guardando una qualsiasi foto aerea. Pertanto ci sono potenziali fonti di inquinamento che devono essere adeguatamente monitorate e valutate secondo i termini di legge.  E' da quarto mondo proporre la "questione turistica" senza neanche rilevare quali leggi comunitarie bisogna far rispettare.  Invitiamo tutti a dare informazioni corrette sui comportamenti da mantenere soprattutto quando hanno a che fare con gli aspetti sanitari».

ANCHE IL WWF CONTRO GLI AMMINISTRATORI LOCALI

Il Wwf invece giudica «paradossale ed estremamente preoccupante» l’intervento di diversi amministratori locali che contestano le multe.

«I carabinieri-forestali», dice il Wwf, «hanno sanzionato chi, violando la legge, ha utilizzato tratti del fiume Orta e del torrente Cusano a mo’ di vasca da bagno, nonostante quelle aree siano comprese nella Zona A (Riserva integrale) del Parco Nazionale della Majella, nella Zona di Protezione Speciale dell’Unione Europea “IT7140129 Parco Nazionale della Majella” e nel Sito di Interesse Comunitario “IT7140203 Majella” ».

«La politica, come troppo spesso avviene in Italia, sta cercando assurdamente di ribaltare la realtà dei fatti ponendo sotto accusa chi è intervenuto per far rispettare la legge e non chi l’ha violata.

ad esempio l’orso come degno della massima tutela per il suo ruolo anche carismatico, ma non è diversa la situazione per altri animali, come gli anfibi e i crostacei, egualmente preziosi, anche se di piccola taglia, per la biodiversità e il funzionamento dell’intero ecosistema.

«L’inqualificabile atteggiamento di alcuni amministratori abruzzesi, a cominciare dall’assessore regionale ai Parchi e dal presidente della Provincia di Pescara, e il silenzio della quasi totalità degli altri – commenta il delegato Abruzzo del WWF Italia Luciano Di Tizio - la dice lunga sui rischi che correrà la natura protetta in Italia con la riforma delle legge quadro sulla aree protette 394/1991, semmai malauguratamente approvata in forma definitiva dal Senato nella attuale versione che consegna la gestione dei Parchi in mano a piccoli interessi locali. Gli interventi su questa vicenda di amministratori regionali, provinciali e comunali hanno palesemente dimostrato come questa classe politica sia del tutto inadeguata per un simile importante compito, legato invece all’interesse dell’intera nazione e dell’intero pianeta».



POLITICA AL LAVORO PER CAMBIARE LA LEGGE

E la politica si è messa subito al lavoro per cambiare le regole. In prima fila Donato Di Matteo che conosce bene la zona.

Dopo una ricognizione normativa con il presidente del parco Navarra, il direttore Di Nino, il personale delle aree protette d’Abruzzo, l’assessore ai Parchi e alle riserve della Regione Abruzzo, Donato Di Matteo e del consigliere regionale Lorenzo Berardinetti, si è deciso di predisporre un «aggiornamento del dato normativo sia nel senso dell’inserimento di appositi emendamenti alla legge 50 e alla legge 3 sia nel senso di un intervento generale normativo sia nel senso di una regolamentazione e di una normazione per una corretta fruizione del territorio in senso anche turistico ovvero per lo svolgimento di attività ludico sportive».

Rispetto al fatto specifico ha spiegato Di Matteo «verrà altresì approfondito il dato scientifico, verificata l’effettiva o meno incidenza sulle matrici ambientali in ipotesi coinvolte e comunque sviluppata un’azione per rendere compatibile la tutela  e la promozione territoriale. Naturalmente non si tratta di fare nessun passo indietro rispetto alla tutela delle eccezionali matrice ambientale presenti sull’intero territorio abruzzese e in particolare nelle nostre aree protette, ma di fare un passo in avanti rispetto alla promozione dei territori e dei turismi esperienziali di cui tanti abbiamo bisogno per il rilancio, economico sociale, delle aree interne».


Secondo i dati forniti lo scorso anno a Cusano e alla cisterna di Bolognano si sono registrate oltre 17mila presenze.