INDIGNATI E INCONSAPEVOLI

Rigopiano. «Valanga di opportunità», dopo la tragedia il caso della locandina irrispettosa

D’Alfonso si tira fuori: «La Regione non ne sa nulla». Ma il presidente risultava (a sua insaputa) tra i partecipanti

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Rigopiano. «Valanga di opportunità», dopo la tragedia il caso della locandina irrispettosa

 

 

 

ABRUZZO. «Avvoltoi», «sciacalli», «prima li fate morire con i fatti e poi con le parole», «venditori di cinismo».

Abruzzesi impazziti di rabbia questa mattina sui social per il titolo del convegno 'Dalla Grande Calamità una valanga di opportunità' che si terrà domani all’Università di Teramo, Facoltà di Scienze Politiche, che affronterà il tema della prevenzione delle valanghe.

Un titolo che sembrerebbe voler tracciare la strada di come si possa trarre vantaggi dopo le tragedie: indicazioni magari utili che però andrebbero espresse con maggiore sensibilità.

Ma non solo il titolo ha scatenato polemiche.

Augusto De Sanctis del Forum dell’Acqua, che nei mesi scorsi ha depositato un corposo dossier sull’ampliamento (contestato) dell’hotel Rigopiano,  fa notare che al convegno  parteciperà anche chi ne ha dato il via libera.

E poi c’è la Regione, nel logo e non solo,  «che non ha predisposto il piano anti valanghe», sottolinea sempre De Sanctis.

Il presidente Luciano D’Alfonso, però, si tira fuori e nonostante il logo  in bella vista sul manifesto, (insieme a quelli dell’Università, della Fondazione Gran Sasso, dell’Izsam Caporale di Teramo) assicura che l’Ente che presiede non c’entra nulla.

«Non ci sarò», spiega il presidente, «non risultano inviti in questo senso alla mia segreteria né richieste di patrocinio alla struttura di Presidenza. Tra l’altro, domani sarò impegnato a Roma in una serie di appuntamenti istituzionali calendarizzati da tempo. Stigmatizzo il titolo dato all’incontro, che mantiene sanguinante una ferita dolorosissima. Le parole a volte sono sassi, anche se involontari».

Secondo quanto recita il manifesto il convegno dovrebbe ospitare i saluti del rettore Luciano D’Amico, del sindaco Maurizio Brucchi, del procuratore di Teramo Antonio Guerriero e del presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino. Agli amministratori pubblici si rivolge la consigliera regionale Sara Marcozzi (M5S): «Chiedano scusa e annullino il convegno. L'unico modo per restituire dignità all'Abruzzo è lavorare sodo e in silenzio nel rispetto delle vittime, dei loro familiari e dei cittadini».

L’incontro si terrà nel Teramano e non nella provincia di appartenenza di Farindola (Pescara)… sarà anche per questo che gli organizzatori si lanciano in un commento ottimistico di quello che è accaduto lo scorso inverno (sebbene anche nel Teramano si siano registrate vittime). Nel comunicato si legge infatti che le «intensissime nevicate più l’emergenza terremoto» hanno, «tuttavia, contribuito a far emergere una nuova consapevolezza nelle istituzioni collegate con il mondo agricolo circa la rapidità degli interventi di soccorso».

Chissà se sono tutti d’accordo.

«Sembra uno scherzo», continuano gli utenti parlando del titolo del convegno. «Questi sono come Piscicelli», azzarda addirittura qualcuno ricordando l’imprenditore romano che rideva al telefono la notte del terremoto a L’Aquila. «Quanta superficialità», «ma è un fake», ipotizza un altro che auspica un pronto intervento del comitato vittime di Rigopiano.

C’è anche chi associa questo manifesto a quello del Fertility day che tanto scalpore creò nei mesi scorsi e provocò qualche mal di testa di troppo alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin sotto attacco per giorni. «Ma non c’è nessuno che controlla, legge e aggiusta le parole prima di autorizzare la pubblicazione?».

 

L’ALTRO CONVEGNO

Ben altro titolo, invece, per il seminario che si terrà giovedì prossimo a Palazzo Silone, L’Aquila, sempre sul rischio valanghe: “rischio ambientale e prevenzione valanghe: una responsabilita’ pubblica e privata”.

L’evento è stato organizzato dalla Federazione degli ordini dei dottori agronomi e dottori Forestali dell’Abruzzo.

Tra i relatori spicca la presenza di Sabatino Belmaggio dirigente del Servizio Prevenzione dei Rischi di Protezione civile già ascoltato come persona informata sui fatti proprio nell’inchiesta sulla valanga dell’hotel Rigopiano.

Durante il convegno farà una panoramica dei rischi ambientali e delle specificità della Regione Abruzzo.

Proprio lui il 29 maggio scorso, ascoltato dai pm, ha spiegato che non c'erano risorse per la realizzazione della carta di Localizzazione dei Pericoli da Valanga.

Gli avvocati Cristiana Valentini, Goffredo Tatozzi e Massimo Manieri, legali del sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e del tecnico comunale Enrico Colangeli, nell'istanza presentata alla Procura Generale contro il rigetto della richiesta di trasferire l'inchiesta da Pescara a L'Aquila, hanno fatto notare che Belmaggio davanti al pm aveva parlato della necessita' di una cifra tra i 10 e i 70 milioni di euro per realizzare la Clpv, «quando lui stesso ha individuato in complessivi 1.300.000 euro, nella determina poi sottoposta alla Giunta a febbraio, il costo per la realizzazione della carta».

Secondo i tre avvocati, «la verità sta nel fatto che la Regione ha voluto risparmiare sulla prevenzione».

Intanto ieri  è durata circa un'ora l'audizione del funzionario della Regione Abruzzo Antonio Iovino, sempre nell'ambito dell'indagine sull'Hotel Rigopiano di Farindola. Nel corso dell'audizione e' stato trattato proprio il tema della mancata realizzazione, da parte della Protezione civile, della Carta Iovino avrebbe detto di non ricordare nulla in proposito.

 

 

L’INDIGNAZIONE DEI PARENTI DELLE VITTIME

Il "Comitato vittime di Rigopiano" si chiede «come possibile che una università possa dare un titolo di così cattivo gusto ad un convegno, denigrando totalmente il dolore di chi sotto una valanga ha perso tutto. Quale valanga di opportunità possono nascere da un disastro costruito (non una semplice calamità) come quello di Rigopiano? Forse le opportunità che lo Stato avrebbe dovuto offrire ai figli che sono rimasti orfani dei genitori e ai genitori che sono rimasti orfani dei figli? Perché solo adesso tutto questo interesse a parlare di valanghe, perché solo adesso che ci troviamo qui a piangere 29 persone tutti parlano di un problema che in Abruzzo è sempre esistito ma nessuno si è mai preoccupato di affrontare?»

 

Secondo il comitato «non servono convegni in cui chi aveva la possibilità di evitare tutto questo può intervenire riempiendosi la bocca di belle parole per lavarsi la coscienza, disinteressandosi completamente di chi sta soffrendo e ridendo in faccia a chi semplicemente gli chiede: "perchè tutto questo?"


MARCELLO MARANELLA: «IL TITOLO UN ERRORE, CE NE SIAMO ACCORTI POI»  

Marcello Maranella, coordinatore del dibattito e della lunga sessione di lavori del convegno (che pare sia a forte rischio cancellazione) spiega a Primadanoi.it che l’evento ha una finalità importante che è quella di dare risalto allo studio condotto dai forestali dopo il maltempo (calamità) di inizio anno.

«Si tratta di uno studio pregevole e faticosa per certi versi inedito per la nostra zona e la finalità del convegno è quella di illustrare gli esiti di questo studio», dice Maranella.

Giornalista ma anche istruttore amministrativo nel Parco, Maranella è stato anche colui che ha firmato le autorizzazioni per conto del Parco proprio dell’ampliamento dell’Hotel Rigopiano.

 

Ma è venuta a lei l’idea del titolo?

«No io sono stato chiamato a coordinare ma non sono l’organizzatore. Gli organizzatori sono in locandina e mi pare ci sono i loghi. Sono loro che hanno autorizzato tutto»

 

Oltre alla parola valanga messa vicino ad “opportunità” nella locandina vedo anche una foto di una valanga. Sono due forti indizi che portano a pensare alla tragedia di Rigopiano. Poi scopro che lei ha autorizzato i lavori di ampliamento….

Come si fa a non parlare di Rigopiano?

«Sì ho visto... non so chi abbia fatto queste scelte. Può capitare che a livello di comunicazione non si riesca a raggiungere lo scopo ma Rigopiano non c’entra nulla poi se si vuole strumentalizzare…»

 

Ok, ma lei ha firmato l’ampliamento dell’hotel nel 2007 per il Parco…

«Ora non ricordo nello specifico è passato tanto tempo ma ci sono le carte che parlano per me. Posso dire che quando si arriva alla firma, dietro c’è tutto un lavoro di uffici e di tecnici che esprimono pareri e scrivono relazioni che poi arrivano alla loro summa con la firma dell’istruttore tecnico. Ma non è che mi sono svegliato la mattina ed ho detto “firmiamo qui”. Di certo è stato fatto tutto nel rispetto delle leggi e in perfetta buona fede»

 

In questo contesto è difficile sapere persino chi è che coordina l’iniziativa chi decide e mette l’ultima parola.

Sta di fatto che visto il putiferio scoppiato saranno in molti ora  a defilarsi.

Rimarrà la locandina con i loghi dei vari enti pubblici che hanno dato il via libera al convegno con quel titolo e quella foto.

Forse parlare di “opportunità” non è il caso nè ora nè mai dopo una tragedia i cui responsabili sono ancora incerti.   

          

 

IL RETTORE ANNULLA IL CONVEGNO

 

«Nella assoluta certezza che gli organizzatori del convegno mai avrebbero voluto mancare di doveroso rispetto alle vittime dei recenti eventi calamitosi, consapevole che il titolo erroneamente assegnato all’iniziativa lascia spazio a equivoci irriguardosi», ha detto il Rettore D’Amico in una nota, «su richiesta dei responsabili dell’iniziativa, ha disposto l’annullamento della giornata di studi, giornata sin dall’inizio finalizzata esclusivamente alla presentazione di una ricerca sul fenomeno valanghe nell’intera area del Gran Sasso attraverso la mappatura degli eventi verificatisi lo scorso inverno. Lo spirito dell’iniziativa era, per questo motivo, opposto a quello desumibile dalla infelice titolazione, essendo orientato a evitare il ripetersi di eventi calamitosi attraverso una migliore conoscenza del contesto in cui questi possono verificarsi».

In ogni caso, il Rettore,  «alla luce dell’incolpevole equivoco che vede coinvolta suo malgrado l’Università degli Studi di Teramo, si scusa per quanto accaduto».



D’ALFONSO: «LOGO INSERITO IN MANIERA ARBITRARIA»  

 «Il logo della Regione, visibile in locandina, è stato apposto in maniera arbitraria e senza chiedere il permesso di utilizzo, né è stata inoltrata richiesta di patrocinio alla Presidenza dell’ente. Sarebbe bene che un consigliere regionale si informasse prima di diffondere richieste prive di qualsiasi fondamento».

Lo ha precisato poi lo stesso D’Alfonso