LA SENTENZA

Diffamazione, condannato il papà della ‘Lamborghini del mare’

Zarco Catoni presentò a Pescara un bolide da 1600 cavalli con 4 motori

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TRIBUNALE PESCARA

Tribunale di Pescara

 

PESCARA. E’ stato condannato per diffamazione Zarco Catoni di Pescara, negli anni scorsi già al centro di una vendita simulata di una imbarcazione da diporto per la somma di 522 mila euro. Il reato contestato in quel caso era di truffa in concorso.

Gli inquirenti sequestrarono al porto di Pescara il gommone Monster Rib non iscritto in alcun registro imbarcazioni.

Si trattava di un gommone che negli anni passati visse anche il suo momento di celebrità: presentato in pompa magna al porto turistico per fini di vendita con tanto di test con appassionati del genere. Partecipò anche l’assessore allo sviluppo economico, Alfredo Castiglione che parlò di «orgoglio abruzzese».

Un bolide del mare (oltre 1600 cavalli con 4 motori da 300 cavalli che raggiunge una velocità di 60 nodi), un prodotto abruzzese, presentato come «ipertecnologico», come «il gommone delle meraviglie» e «dei primati» «la Lamborghini del mare» ha girato anche in diversi saloni dedicati alla nautica.

Il natante appartiene alla società Monster Rib che aveva sede legale in via Regina Elena, immobile sottoposto ad espropriazione nel 2009 e messo all’asta.

Ad oggi è stato dissequestrato e restituito alla Unicredit leasing  e per Zarco è partito il processo di violazione delle norme di sicurezza.

Un altro gommone, bianco, una sorta di guscio vuoto, al centro di un processo per truffa era ancora sotto sequestro a Soverato nei cantieri di Rancraft di Ranieri Giuseppe.

A presentare la denuncia per diffamazione contro Zarco è stato un suo ex collaboratore, Marco Cotellessa, accusato a sua volta nel 2012 da Zarco di avergli sottratto un gommone «nonostante 25 anni di amicizia e nessun attrito».

Secondo il giudice di pace la diffamazione c’è stata.

Catoni è stato invece assolto dal reato di ingiuria per aver inviato un sms con il testo «verme e morto di fame». Secondo il giudice «il fatto non costituisce reato».

Catoni si è sempre reso irreperibile nonostante il suo avvocato avesse formalmente richiesto l'escussione dell'imputato.

Tra Cotellessa e Catoni da anni è battaglia a suon di denunce e controdenunce tanto che oggi anche Cotellessa ha ancora un procedimento aperto per appropriazione indebita di un gommone Marlin del 99.

Durante il processo il giudice ha ascoltato numerosi testi, che hanno smentito le accuse di Catoni, e già nelle scorse udienze voleva chiudere ma Cotellessa avrebbe dovuto rinunciare all’escussione dei testi. L’imputato non ha acconsentito perché vuole una assoluzione piena.

Zarco ha denunciato Cotellessa anche per appropriazione indebita per aver acquistato il sito Monsterrib, ma il procedimento è stato archiviato.

Tra i due si contano decine e decine di procedimenti Penali che hanno impegnato ormai tutti i magistrati e giudici di Pescara, Chieti e L’Aquila.  Ancora aperti per Zarco 4 procedimenti per diffamazione a mezzo stampa, uno per calunnia e uno per atti persecutori, tutti avviati proprio da Cotellessa.

Nel turbinio di accuse e denunce anche centinaia di post su Facebook che hanno tirato dentro oltre magistratie ed inquirenti anche PrimaDaNoi.it che aveva dato notizia dell’inchiesta e del sequestro non in modo corretto secondo l’indagato.