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Comune Chieti, i soldi sono finiti: domani si pignora la poltrona del sindaco Di Primio

Pignoramento show per un debito di 90mila euro con una cooperativa sociale

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Comune Chieti, i soldi sono finiti: domani si pignora la poltrona del sindaco Di Primio

La giunta di Primio

CHIETI. Il bilancio «veritiero» testimonierebbe «il buon lavoro svolto dall’amministrazione Di Primo» e questo viene riconosciuto persino dall’opposizione. Eppure lo stesso Comune di Chieti ha qualche milione di debiti da diversi anni e soprattutto una serie di procedure esecutive già avviate che stanno aggredendo il patrimonio pubblico pezzettino dopo pezzettino.

Come mai?

La politica e l’assessore Valentina Luise -che il 24 maggio scorso magnificava il lavoro della giunta sul bilancio di previsione- forse non aveva previsto che in banca l’ente ha ed aveva… zero euro.

Possibile?

Sembrerebbe di sì e la situazione non è nuova perché già altri creditori del Comune hanno battuto cassa ottenendo la stessa risposta.

Come stanno davvero le cose è impossibile saperlo visto che la propaganda sembra prevale sull’obbligo di correttezza della comunicazione istituzionale e alla gente comune arrivano solo rassicurazioni.

Quello che è certo è che giovedì mattina alle 9.15 a Palazzo di città sarà pignorata dall’Ufficiale Giudiziario la “poltrona del Sindaco” di Chieti, forse ancora lontano in viaggio di nozze, per un debito di circa 90mila euro verso la Cooperativa Sociale Girasole, assistita dall’avvocato Luciana Di Nardo che di battaglie legali contro l’Ente ne ha fatto centinaia.

Così il sindaco Umberto Di Primio rischia davvero di perdere la poltrona di sindaco ed assolutamente fuor di metafora perché lo stesso avvocato conferma che la Banca Marche che è incaricata di svolgere il servizio tesoreria ha dichiarato ufficialmente che il Comune di Chieti non ha soldi (certificato il 29 maggio scorso).

Si griderebbe al dissesto o fallimento se si trattasse di una società qualunque ma siccome parliamo di un ente pubblico le cose si aggiustano.

La storia della coop Girasole è solo una delle tante perchè di imprese che attendono soldi per prestazioni rese al Comune.

Nello specifico l’insolvenza pende da oltre un anno ma non è questa la cosa peggiore perché si parla di servizi sanitari di estrema necessità visto che il Girasole gestisce la “Casa di Francesco”, la quale accoglie bambini in gravi difficoltà familiari, affidati dal Tribunale dei Minori ai servizi sociali.

E’ facile immaginare quali disagi vi possano essere a gestire situazioni del genere senza essere pagati dall’ente pubblico che li richiede.

«Siamo al punto che la cooperativa versa in gravissime difficoltà», spiega la titolare Mariacarla Di Renzo, «non abbiamo più denaro per pagare le spese di vitto per i minorenni, tanto che sto provvedendo personalmente, attraverso un autofinanziamento ottenuto, al sostentamento dei minori. Sto pagando di tasca mia anche i miei dipendenti ma sei di questi, per mancato pagamento stipendi, si sono avvalsi del recesso per giusta causa, con vertenze davanti al giudice del lavoro. Oggi si scopre una situazione di tale confusione e inerzia, con rimpallo di responsabilità, del Comune e della ragioneria comunale, la quale ha finanche omesso, in modo grave, di annotare in bilancio le fatture di pagamento pari ad Euro 41.797,29».

La legale rappresentante della coop fa anche sapere che se il Comune non ottempera subito ai propri impegni sarà costretta a chiudere la struttura, con licenziamento di 18 dipendenti, molti dei quali operano come assistenti materiali ai disabili presso altri Enti sul territorio, con l’ovvia conseguenza di citare immediatamente il Comune di Chieti, per la richiesta danni, cui farà seguito la denuncia alla Corte dei Conti di L’Aquila per danno erariale.

«Niente sarà lasciato intentato», spiega l’avvocato Di Nardo, «in quanto viene colpita una società che opera onestamente sul territorio da più di venti anni, che nonostante la crisi economica è riuscita a dar lavoro, fino ad oggi, a 18 dipendenti».

Accuse gravi ed una situazione che andrebbe chiarita immediatamente: il Comune ha i soldi per pagare i debiti maturati, sì o no?

La spesa corrente come sta messa?

Rischiano per caso anche gli stipendi dei dipendenti comunali?

La Corte dei Conti in merito cosa dice, si è fatta una idea precisa sulle cause che hanno prodotto questa situazione?

Meno di un mese fa l’assessore Valentina Luise aveva dichiarato a proposito del bilancio di previsione che si trattava di un «documento coerente, veritiero e rispondente alle esigenze dell’Ente» con il parere favorevole dei Revisori.

A parte la sottolineatura incomprensibile di aver approvato un bilancio veritiero (come se la norma fosse di approvare bilanci falsi..) non si capisce quali siano le «esigenze dell’Ente».

Ad ogni modo veniva riscontrata anche «la bontà del lavoro svolto dall’Amministrazione e dello sforzo profuso, ma soprattutto del percorso virtuoso avviato che, con onestà intellettuale, viene riconosciuto anche da molti Consiglieri di minoranza».

Non che fossero tutte rose e fiori nemmeno per l’assessore che infatti rimarcava anche il permanere «della criticità costituita dalla scarsa capacità di riscossione delle entrate che ha, come corollario, da una parte la tensione finanziaria, dall’altra la sterilizzazione di parte delle entrate nel fondo crediti di dubbia esigibilità. E’ chiaro, infatti, che un recupero di efficienza nella fase della riscossione, oltre a determinare maggiore equità, permetterebbe di liberare risorse da investire per la città».

Insomma problemi storici mai risolti, qualche lentezza di troppo che sembra essere frutto della logica del ‘campa cavallo che l’erba cresce’.

Il punto è che ora oltre la capra anche il cavallo rischia di crepare.