CARROZZONI

Ruzzo, mezzo milione in consulenze: avvocati di grido, un sottosegretario e pure l’agenzia investigativa

Ben 113 incarichi esterni in un anno e mezzo. Carrozzone e spese senza curarsi di mettere in sicurezza l'acquedotto

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Ruzzo, mezzo milione in consulenze: avvocati di grido, un sottosegretario e pure l’agenzia  investigativa

Antonio Forlini

 

TERAMO. Una montagna (e non è il Gran Sasso) di consulenze esterne per la Ruzzo Reti: 88 incarichi in tutto il 2016 per una cifra che supera addirittura il mezzo milione di euro.

 

Una vera e propria emorragia di fondi che scorrono via, soprattutto a causa di contenziosi legali e laute parcelle ad avvocati più o meno noti, abruzzesi ma non solo.

Nulla di nuovo sotto il sole ma tutti questi soldi non servono a garantire sicurezza e salute pubblica o per garantire un’acqua incontaminata, sempre.

Scorrendo la lunghissima lista si scorgono praticamente sempre i soliti nomi, scelti la maggior parte delle volte in maniera diretta derogando ad un principio di rotazione che sarebbe pure previsto.

Si parla di 635.353 euro usciti dalla casse della società che fornisce acqua ai 40 Comuni teramani che fanno parte dell’Ato in appena 12 mesi: una media di più di 7 ‘chiamate’ esterne ogni mese per una cifra che supera i 50 mila euro ogni 30 giorni.

Si è avviato ad un buon ritmo anche il 2017: nei primi 5 mesi ben 25 incarichi (praticamente 1 ogni 6 giorni) per una cifra che arriva ai 133 mila euro. E siamo solo a metà anno.

Non male per l’azienda che nel suo organigramma conta 209 dipendenti, tra i quali 3 dirigenti e 8 quadri. Gli altri sono tutti tecnici, ispettori, fontanier incamerati tra polemiche infinite.

Sempre dall’organigramma si scopre che l’azienda è dotato sì di un ufficio legale ma al suo interno ci sarebbe solo una unità.

Decisamente poco.

La carenza, come detto, viene certificata anche dalla lunghissima sfilza di incarichi diretti esterni che impoveriscono le casse della società e portano introiti ai professionisti del settore.

Sui benefici di queste consulenze è praticamente impossibile dire perchè le carte non ci sono e non si capisce effettivamente il merito del lavoro da svolgere.

Ma i contenziosi da risolvere ci sono e sono veramente tantissimi: da Enel a Strada dei parchi, Ato, Comuni passando per quelli con privati cittadini.

Su 113 incarichi assegnati ben 50 sono per sciogliere contenziosi (che fagocitano comunque oltre la metà di tutta la spesa), altri 9 per affidamenti di tipo legale, altri 2 per assistenza giuridica (insomma sempre lo stesso tema), 3 per ricognizione del personale (incarichi affidati sempre ad avvocati), appena 3 per collaudi tecnici (per un totale di 150 mila euro) e 6 per la nomina di commissioni di gara (80 mila euro), appena 2 per il potenziamento dell’acquedotto (fattibile evidentemente la maggior parte delle volte con risorse interne) e 2 per ufficio stampa (11 mila euro in totale a Nicola Catenaro già passato alla Provincia di Teramo, Cna, Consorzio agrario provinciale).

 

I NOMI

L’avvocato di Roseto Andrea De Lauretis nel 2017 ha avuto diversi incarichi per un totale di 9.255 euro, l’avvocato romano Piergiuseppe  Venturella 33.031 euro ed uno in particolare da  19.186 mila euro (sempre con affidamento diretto) per risolvere  un contenzioso con il «Consorzio Stabile Abbruzzese Innovazione e Restauro» (scritto proprio con due ‘b’ sul documento di sintesi sul sito di Ruzzo) .

Venturella, si scopre dal suo curriculum, collabora anche con un altro avvocato romano Carlo Malinconico, anche lui chiamato nei mesi scorsi dal Ruzzo per un incarico da  7.295 per la ricognizione del personale e adeguamenti statutari.

Non proprio un avvocato di provincia: Malinconico è stato sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri quando al governo c’era Mario Monti, professore universitario, con oltre mille giudizi patrocinati davanti alla giustizia civile e amministrativa. Venne coinvolto erroneamente nell’inchiesta Sistri perchè la sua posizione poi venne archiviata ma emersero chiari legami con la cricca di Finmeccanica, Selex, gli abruzzesi Stornelli e i legami con il brevetto segreto sul tracciamento dei rifiuti.

Con la Ruzzo incarico per Malinconico da 7.295 euro.

Tutto sommato poco per un principe del foro come lui, soprattutto se paragonato ad esempio con il collega teramano Carlo Torto che nel 2016 con un totale di 4 incarichi ha ricevuto ben 100.365 euro. Anche lui professore universitario con un  passato in politica: consigliere comunale dal 1999 al 2004, per anni ha fornito assistenza giudiziale al Comune di Giulianova, alla Asl di Teramo, Anas.

Cassazionista, curatore fallimentare, commissario giudiziale e liquidatore in procedure particolarmente importanti.

Anche a Marco Giardetti, come a Malinconico, è stato affidato (per 4.787 euro) un incarico per la ricognizione del personale: lui nei primi mesi di quest’anno ha già collezionato consulenze esterne dalla Ruzzo per un totale di 21.573 euro.

Andando a ritroso nel 2016 appare che i nomi alla fine siano sempre gli stessi.

Per dire quelli già citati: Venturella nel 2016 ha ricevuto 9 incarichi per un totale di 75.463 euro, Giardetti 5 incarichi per 31.200 euro, Formisani 8 incarichi per 40 mila euro. Poi c’è lo studio Pelillo con 26 mila euro e 4 incarichi, Anna Di Russo, 8 incarichi per 20 mila euro.

 

ACCORDI STRAGIUDIZIALI

C’è da dire che anche quando la Ruzzo non arriva al contenzioso ma si ferma all’accordo stragiudiziale finisce per pagare un bel po’ di soldi.

Basta guardare il rendiconto dei primi 5 mesi dell’anno in corso: 20 accordi per una spesa totale a carico dell’ente di 50 mila euro.

 

L’INVESTIGATORE PRIVATO

Ma tra le consulenze esterne ne spiccano due  particolarmente misteriose. Nel 2016, infatti, per ben due volte (a gennaio ed aprile) la Ruzzo ha fatto ricorso ad una agenzia investigativa di San Giovanni Teatino per un totale di 14 mila euro (la prima fattura è di 5.612 euro e la seconda di 8.930 euro).

La scelta è stata motivata con la dicitura «professionalita' non presente nell'organico dell'ente» (cioè nella Ruzzo non ci sono investigatori privati….) ma a cosa sia servita è un mistero.

La società nella lettera di presentazione si definisce «particolarmente specializzata» in verifiche per violazione del patto di non concorrenza, assenteismo, falsa malattia, personale infedele, bonifiche ambientali.

Si sa solo che nel secondo caso l’agenzia ha lavorato per 27 giorni (con un compenso di 300 euro al giorno) percorrendo 2.850 km e spendendo 145 euro di autostrada. E’ stato pure applicato uno sconto di 3.980 euro con la motivazione ‘clienti particolari’.

 Per l’altro caso di utilizzo degli investigatori, invece, non c’è on line il dettaglio del servizio reso. Ma la Ruzzo deve essere stata comunque soddisfatta dal momento che 4 mesi dopo ha alzato nuovamente il telefono e chiesto una nuova consulenza.

Ora sappiamo anche che la Ruzzo spia.

Ma chi spia la Ruzzo?

 

Alessandra Lotti