LA TRAGEDIA

Il 2 giugno in tv: "C'e' qualcuno", documentario di Michele Santoro su Rigopiano

Con le immagini dei vigili del fuoco

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ROMA.  Le immagini sono quelle degli stessi vigili del fuoco impegnati nelle ricerche e soccorsi a Rigopiano, poi ci ha pensato Michele Santoro a mettere tutto insieme, a dare una sorta di ordine televisivo e documentaristico.

Il risultato e' "C'e' qualcuno", il documentario scritto dal popolare conduttore con Alessandro Renna e realizzato interamente con filmati originali dei vigili del fuoco girati con i loro mezzi - dalle piccole telecamerine GoPro montate sui caschi da soccorso alle riprese immediate con i telefonini e alle telecamere vere e proprie - durante i soccorsi all'Hotel Rigopiano di Farindola nel gennaio scorso. Andra' in onda domani alle 21.05 su Rai2. La voce narrante e' di Alessandro Haber e le musiche di Nicola Piovani. Il titolo ha un significato ben preciso legato a quella tragedia: "C'e' qualcuno" e' infatti l'urlo costante che accompagna le fotoelettriche e le torce che si fanno strada nel freddo e nel buio delle macerie dell'albergo sepolto dalla valanga. E con queste immagini, per la prima volta trasmesse in tv, e con il loro racconto vivo, come una diretta sul campo, e' come se i vigili del fuoco ci portassero all'interno di quelle macerie a condividere fatica, disperazione, tenacia, gioia, commozione, speranza.

 

Secondo gli autori “C'e' qualcuno" diventa una testimonianza priva di qualsiasi retorica dell'eroismo civile di cui sanno essere capaci gli italiani piu' semplici, infilandosi in impressionanti cunicoli mentre incombe sulla loro testa il rischio di una nuova valanga o di ulteriori scosse di terremoto.

Uomini e donne che si sono distinti per "la grande capacita' di organizzazione, di tecnica e soprattutto la generosa abnegazione", come ha avuto modo di sottolineare di recente il presidente della Repubblica. E non a caso la Rai ha deciso di trasmetterlo il 2 giugno, giorno della Festa della Repubblica, come omaggio a loro, all'Italia migliore.

Fino a oggi, uno straordinario documento televisivo sul racconto in diretta di una tragedia era quello di Vermicino, ovvero la morte di un bambino.

Rigopiano sara' ricordato invece perche' quattro bambini erano tra i tanti da salvare, e i quattro bambini sono stati tutti estratti vivi.

"Un bambino salvato diventa, in quei momenti, tuo figlio. Un adulto morto e' un parente che ti lascia", raccontano i vigili protagonisti dei soccorsi. I familiari delle 29 vittime inizialmente avevano protestato per questo progetto, poi l'altro giorno in Rai hanno visto in anteprima il film riconoscendone il valore e il senso del lavoro. "Non deve accadere che la 'retorica sui valorosi soccorritori' cancelli i morti, la sofferenza dei sopravvissuti e la ricerca e l'accertamento di eventuali responsabilita'", ha detto Michele Santoro. "Questo nostro film non celebra ne' il potere costituito ne' gli eroi, celebra i non eroi: i vigili del fuoco che si sono infilati in quei buchi, i sopravvissuti che si preoccupavano piu' della salvezza degli altri che di loro stessi, e quei bambini che hanno resistito nel buio tenendosi per mano".