SANITA'

Vaccini obbligatori: ma le Asl già non ce la fanno così…

File e aspettative di mesi e con i nuovi obblighi si prevede il caos

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Vaccini obbligatori: ma le Asl già non ce la fanno così…



ROMA. Per effetto combinato del nuovo piano vaccinale varato poche settimane fa e del provvedimento che aumenta le vaccinazioni obbligatorie, ci sarà un raddoppio del carico per i centri che dovranno materialmente immunizzare i bambini.

Una sfida che potrebbe essere proibitiva per alcune Regioni, sottolinea Carlo Signorelli, docente di igiene e medicina preventiva dell'università di Parma commentando il decreto approvato oggi.

"Alcune Regioni secondo me sono pronte perchè stavano già facendo i nuovi vaccini del piano - sottolinea Signorelli, che è anche past president della Società Italiana di Igiene - . Altre sono in grave difficoltà e dovranno in questo periodo rinforzare il sistema di erogazione delle vaccinazioni a tutti i livelli, e non sarà operazione facile. Bisognerà valutare se è congruo il personale dei dipartimenti di prevenzione, ricordando che la quantità di vaccinazioni è tra il 50 e il 90% in più rispetto al passato. Laddove le risorse non bastino si faranno nuove esperienze come stanno facendo alcune regioni con delle convenzioni con la medicina di famiglia o con le strutture ospedaliere, ma attenzione perchè comunque la regia deve rimanere alla sanità pubblica". Il provvedimento sull'obbligatorietà era necessario, aggiunge Signorelli.

"Come società scientifica siamo sempre stati per il superamento degli obblighi intesi alla vecchia maniera, ma qui ci troviamo di fronte a un problema serio e contingente di abbassamento delle coperture per cui occorre qualche misura di sanità pubblica coercitiva che è l'eccezione, non deve essere la regola. Al momento l'obbligo è necessario, poi si valuterà, ma il dover iscrivere i figli a scuola potrebbe portare quei genitori che non lo fanno perche' si dimenticano o per pigrizia, a vaccinare i figli. Un provvedimento simile andrebbe valutato per il personale sanitario, che rischia pochissimo per se stesso, ma è molto pericoloso per i pazienti. Il dato che dice che appena il 14% del personale degli ospedali si vaccina è gravissimo".