LA SENTENZA

Azienda teramana fallita risarcita da Unicredit con 90 mila euro

La banca aveva respinto richiesta transattiva facendo fallire la società

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Azienda teramana fallita risarcita da Unicredit con 90 mila euro

NERETO. Una azienda di Nereto è stata risarcita di oltre 90.000 da banca Unicredit con sentenza del Tribunale di Ascoli Piceno dopo che l’istituto di credito aveva respinto una richiesta transattiva facendo così fallire la società ex correntista.

La vicenda giudiziaria è cominciata nel 2013 per un ormai ex imprenditore teramano difeso dall’avvocato Emanuele Argento e con il supporto della Sos Utenti, di cui è presidente onorario Gennaro Baccile.

La sentenza pubblicata il 16 maggio scorso ed emessa dal Tribunale di Ascoli Piceno ha riconosciuto all’impresa oltre 90.000 euro tra sorte capitale, interessi legali e spese processuali.



CONTO CORRENTE APERTO NEGLI ANNI ‘90.

La società teramana era stata dichiarata fallita nel 2015 e la Curatela si era attivata per proseguire il giudizio nei confronti della banca in modo da coltivare le buone ragione creditorie della società ex correntista.

Nelle more della causa non era stato possibile definire transattivamente il giudizio, con il versamento di una somma di denaro da parte della Banca, che, forse, avrebbe potuto evitare il successivo fallimento della società.

Secondo la società tutti i contratti e documenti di apertura di conte corrente, affidamenti e finanziamenti stipulati tra le parti non prevedevano in modo corretto i tassi d’interesse, ed erano state applicate, senza un valido titolo, le commissioni di massimo scoperto, le valute e le spese.

In pratica la società aveva calcolato un credito di 147.927 euro.

Il Tribunale ha condiviso le eccezioni formulate dall'avvocato Emanuele Argento di non accogliere le istanze della difesa della Banca volte a far considerare prescritte le richieste restitutorie oltre il decennio dalla chiusura del conto corrente oggetto di causa.

Il tribunale Il Tribunale, lette le difese delle parti ha accolto quella dell’Equipe Giurimetrica Sos Utenti stilata dall’avvocato Emanuele Argento.

«Quale credibilità», chiede Baccile, Presidente Onorario, Fondatore della SOS UTENTI e del Laboratorio Giurimetrico, «hanno i Bilanci delle Banche, specialmente quelle di grandi dimensioni e quotate in Borsa, quando poi nascondono illegittimità incamerate nel corso degli anni e che se citati in giudizio debbono restituirle con l’aggiunta di interessi Legali e rivalutazioni monetarie oltre che delle conseguenti spese Legali e processuali? Gli NPL (crediti classificati deteriorati) dichiarati sono veri oppure suscettibili di macroscopici incrementi tali da vanificare qualsiasi intervento Pubblico? Purtroppo», sottolinea ancora Baccile, «in alcuni ambienti giudiziari la "moral suation" costantemente alimentata da esponenti del sistema Bancario spesso condizionata anche la mentalizzazione del potere giudiziario. In Abruzzo, come in alcuni altri Ambienti Giudiziari, si assiste ad una graduale inclinazione giurisprudenziale che danneggia fortemente la clientela bancaria, specialmente in primo grado, capovolgendo, in molti casi, direttrici giurisprudenziali che si erano consolidate con forte equilibrio.

Si riscontra spesso che il Giudice accerta la pattuizione usuraria ma non applica la sanzione prevista dalla legge, costringendo la vittima a ricorsi in Appello e, si spera di no, in Cassazione dove l'esito appare scontato a favore del cliente».

Si sfoga Baccile per i suoi 50.000 associati alla SOS UTENTI: «le Banche possono tranquillamente addebitare e pretendere con azioni esecutive, devastanti per le imprese e famiglie, interessi Usurari che vanno ad alimentare i loro bilanci e nessuno ne risponde».

«A tutto Dicembre 2016, in Abruzzo, ben 30.769 Utenti Bancari risultavano segnalati a sofferenza presso la centrale Rischi, con il cappio scorsoio del Fallimento, senza alcuna possibilità di accesso al credito Legale», continua Baccile. «E ciò a carico di ben 30.669 utenti creditizi e per un importo di ben 4.267 milioni di € a fronte di un importo complessivo di credito in essere pari ad 24.403 milioni di euro (ivi compresi 1.175 milioni erogati alla Pubblica Amministrazione). Quindi, raffrontando il Credito classificato Sofferenza con il credito in essere alle Attività private, si ha una incidenza del 17,48% di sofferenze creditizie rispetto al credito Erogato».