MISTERI E VELENI

Acqua dal Gran Sasso, ancora tracce di veleni di provenienza ignota

Toluene e trimetilbenzene ma molte sostanze non vengono cercate

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Acqua dal Gran Sasso, ancora tracce di veleni  di provenienza ignota


TERAMO. Tracce di Toluene sono state riscontrate anche a L'Aquila nei campioni di acqua del 5 e dell'8 maggio. Inoltre nelle acque dei laboratori INFN, a scarico, il 12 maggio è ricomparso in tracce anche l'1,2,4 trimetilbenzene.

Il Forum H2O con la SOA ha attivato un accesso agli atti visto che molti enti continuano a non pubblicare i referti online sui siti istituzionali come previsto da anni dalla normativa (D.lgs.195/2005).

I documenti arrivati, dopo Pec e telefonate di sollecito, -spiega oggi il Forum- aggiungono ulteriori informazioni sull'Aquilano, dove dal 5 maggio diversi cittadini avevano segnalato cattivo odore nell'acqua ai rubinetti.


Intanto la Asl di L'Aquila, al contrario di quanto avvenuto nel Teramano, non pare aver attivato un controllo specifico e rafforzato sul Gran Sasso, nonostante fosse noto l'avvio dei cantieri di verniciatura nei tunnel.

Non ha fatto prelievi specifici neanche il 5 o il 6 maggio quando ormai vi erano plurime segnalazioni di cattivi odori pubblicate anche dalla stampa.

«Gli unici cinque prelievi», si legge nella nota del Forum, «sono relativi all'8 maggio e solo su uno di questi è stata fatta una ricerca allargata ad alcune altre sostanze rilevando tracce di toluene (0,2 microgrammi/litro nel campione 2284 raccolto a Bagno grande). Nessun campione è stato raccolto alla sorgente».


Invece la Gran Sasso Acque risulta aver svolto due campionamenti il giorno 5 maggio alla Sorgente del Gran Sasso.

«Uno con pochissimi parametri ricercati, l'altro con un numero maggiore e in cui è stata riscontrata la presenza di Toluene a 0,66 microgrammi/litro», spiega il Forum, «valori bassi, ben sotto i limiti sia per la potabilità sia per gli aspetti ambientali, che però testimoniano la pervasività a livello dell'intero Gran Sasso dei rischi che corre la risorsa acqua. Invece l'ARTA ha pubblicato sul suo sito i risultati dei campionamenti del 12 maggio relativi al versante teramano. Ebbene, a parte tracce residue di Toluene su alcuni campioni, si evidenzia nel campione raccolto presso i Laboratori INFN, con le acque a scarico per i lavori in corso, la presenza in tracce (0,2 microgrammi/litro) di 1,2,4 trimetilbenzene, una delle sostanze usate in grande quantità (1250 tonnellate) nei laboratori nell'esperimento Borexino. Con tutta evidenza permangono problemi nell'uso delle sostanze per gli esperimenti. Sempre ieri abbiamo scritto una nuova nota agli enti per ribadire che, considerata anche la via di contaminazione che si è avuta con il Toluene, le sostanze potenzialmente rischiose presenti nei tunnel potrebbero essere centinaia, la stragrande parte delle quali non monitorata».


Il punto per il Forum però è il numero delle sostanze che dovrebbero essere ricercate.

«A tal proposito», spiega Augusto De Sanctis, «abbiamo citato nella lettera recentissime ricerche pubblicate sulle migliori riviste scientifiche mondiali che evidenziano la presenza in tunnel stradali di sostanze di ogni tipo, dagli Idrocarburi Policiclici Aromatici (trovate 50 sostanze solo di questo gruppo, e l'ARTA non le ha cercate almeno negli ultimi mesi) agli ftalati, molte delle quali rilevabili solo con ricerche particolari. Consigliamo caldamente di leggere l'abstract della ricerca qui allegato per comprendere la delicatezza della situazione.  La nota è stata inviata urgentemente in considerazione dei documenti e delle informazioni raccolte finora, riservandoci comunque di tornare sulla vicenda con un esposto molto più dettagliato non appena gli enti ci avranno fornito tutta la documentazione sul caso. Nella lettera inviata ieri abbiamo ribadito con forza l'opportunità di pubblicare tutte le banche dati delle analisi svolte negli anni per ricostruire nei dettagli: a)cosa è stato cercato; b)cosa è stato trovato e in quali quantità. Serve anche pubblicare tutta la documentazione progettuale degli interventi svolti nel Gran Sasso e la corrispondenza tra gli enti».


Secondo l’associazione per poter individuare le sorgenti contaminanti bisognerebbe ricostruire tutti i passaggi per avere un quadro esaustivo per poi giungere ad un sistema di prevenzione efficace che non sia «il precario "inseguimento" delle contaminazioni».