IL PROCESSO

Elettrodotto Terna, guai per un funzionario per un verbale falso

Ma aveva chiesto archiviazione ma gip ha detto no

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Terna, tralicci sorti e carte mai notificate. Attesa sentenza del giudice di Lanciano

LANCIANO. Il giudice Massimo Canosa del Tribunale di Lanciano ha rigettato la richiesta di archiviazione chiesta dal pm nel procedimento a carico del funzionario di Terna, Ferdinando De Luca, e ha disposto la restituzione degli atti all’accusa per l’imputazione del reato di falso ideologico.

L’8 luglio del 2015 De Luca si trovava in Contrada Sant’ Onofrio a Lanciano durante l’immissione in possesso da parte della società Terna del terreno della signora Franca Colanero.

Una giornata difficilissima dove non mancarono anche scontri.

Da un lato c’erano i funzionari ed incaricati della società Terna che cercavano di invadere il ‘terreno di conquista’ per imporre la costruzione sul territorio del famigerato impianto, come di fatto accaduto, dall’altro la signora Colanero che difendeva a denti stretti la sua proprietà con il sostegno di altre persone.

Colanero finì a terra, arrivò anche la polizia e l’immissione in possesso venne interrotta.

Ma a fine 2015, sui terreni della signora l’opera venne comunque realizzata. Solo in seguito si è scoperto che il verbale redatto quel giorno riportava che l’immissione era avvenuta regolarmente.

Ma nel verbale non è stata riportata la presenza della Colanero così come mancano le dichiarazioni rese da quest’ultima in opposizione all’immissione. Anche l’ex procuratore capo della Procura della Repubblica di Lanciano, Francesco Menditto, prima del suo trasferimento per dirigere la Procura della Repubblica di Latina, nella lunga richiesta di archiviazione del 24 maggio 2016 parò di atto falso perché «Colanero era presente per tutto il tempo delle operazioni».

Ma il procedimento è stato poi affidato ad un altro magistrato che successivamente ha chiesto al gip l’archiviazione perché a suo avviso il reato non sussiste.

Il gip Canoca con ordinanza del 16 maggio 2017 ha però rigettato la richiesta di archiviazione del Magistrato precisando che: «gli elementi del reato di falso appaiono senz’altro configurabili in ragione del fatto che nel verbale di immissione in possesso dell’8.7.2015 si dà atto dell’assenza di Colanero Franca e ciò contrariamente al vero, in quanto lo stesso De Luca (nel proprio interrogatorio) dichiara che all’inizio delle operazioni la Colanero aveva dichiarato la propria presenza. Rilevato che le giustificazioni rese dal de Luca (la mancata esibizione di un documento di identità) appaiono piuttosto deboli, sia perché eventualmente della circostanza ben poteva darsi atto nel verbale sia perché la presenza della Colanero viene comunque riportata in altri verbali redatti dalla Terna S.p.a. nello stesso giorno dell’8.7.2015, a dimostrazione del fatto che la Colanero era presente ed era conosciuta a chi procedeva alla verbalizzazione».

«Forse un po’ troppo lentamente», commenta il perito Antonio Di Pasquale, «con enorme dispendio di energie e risorse pubbliche, si conferma così, fra un’udienza e l’altra per le cause civili sempre più l’illegittima ed abusiva costruzione dell’impianto in oggetto con la sua spregiudicata imposizione sul territorio in violazione di Legge e Diritti».