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Regione Abruzzo, tutto bene: abbiamo "solo" 770mln di disavanzo

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Regione Abruzzo, tutto bene: abbiamo "solo" 770mln di disavanzo


ABRUZZO. C’è voluta una riunione di commissione per fare il punto e dare numeri certi (peraltro già noti) sul disavanzo della Regione Abruzzo dopo i vari terremoti giudiziari, quelli del commissariamento della sanità e l’ultimo in ordine di tempo della Corte Costituzionale che ha sanzionato pesantemente l’operato dell’ente in tema di bilanci, cassando, oltre al consuntivo 2013, anche diverse leggi regionali.

Si tratta di una serie di leggi di bilancio che negli anni scorsi sono state approvate con lo scopo di aggirare le difficoltà emerse in seguito all’indebitamento e che in sostanza aggiravano i limiti di spesa imposti da leggi nazionali che, viceversa, limitano la spesa (per evitare conseguenze peggiori come il default).  


Ieri mattina, presso la sede del Consiglio regionale di L’Aquila, si è tenuta la Commissione Bilancio, con le audizioni del Dirigente del Servizio Bilancio, Ebron D’Aristotile, e del Responsabile del Servizio dell’Avvocatura regionale, Stefania Valeri, in merito ai contenuti della recente Sentenza della Corte Costituzionale n. 89/2017 ed agli effetti provocati.


Si è dunque preso atto della incostituzionalità delle Leggi regionali n. 2 del 10.01.2013, n. 3 del 10.01.2013 e n. 20 del 16.07.2013 ed i riflessi che detta dichiarazione di incostituzionalità determina nel risultato di amministrazione del 2013.

La cessazione dell’efficacia delle norme impugnate, infatti, comporta un aumento del disavanzo 2013 da € 538 mln a € 770 mln.

Nel corso della riunione è anche emerso che con deliberazione 756/C del 22/11/2016 la Giunta regionale aveva recepito le osservazioni prodotte dalla Corte dei Conti - Sezione regionale di controllo per l’Abruzzo, poi oggetto di impugnativa costituzionale, procedendo alla rettifica del Rendiconto 2013 ed adeguandone i valori finali a quelli che si sarebbero potuti determinare in caso di esito negativo per la Regione nel giudizio costituzionale.

La Legge regionale n. 16 del 7.3.2017, infatti, nell’articolo 12 quantifica il disavanzo di amministrazione in € 770 mln.

Detta Legge risulta ad oggi vigente ed al momento non oggetto di giudizio costituzionale.


«Trattandosi di un giudizio incidentale nell’ambito del giudizio di parifica della Corte dei Conti - Sezione regionale di controllo per l’Abruzzo, si aspetta ora che quest’ultima si esprima al riguardo», ha spiegato Maurizio Di Nicola, presidente della commissione, «si è chiarito, dunque, che procede, senza sosta, il faticoso lavoro finalizzato a risolvere la difficile situazione di bilancio della Regione ereditata dalle passate legislature. L’obiettivo resta il riallineamento dei documenti contabili, secondo le nuove disposizioni normative in materia, per ottenere conti chiari, certi e veritieri che consentano di liberare serenamente risorse economiche per sostenere, con un’azione politico amministrativa sempre crescente, lo sviluppo e gli investimenti per il lavoro e la buona economia al servizio della comunità degli abruzzesi».


Semplificando la situazione potrebbe essere riassunta così: mente prima avevamo solo il problema di diminuire le spese per arrivare ad un pareggio di bilancio (cosa che non è+ riuscita fino ad ora alla giunta D’Alfonso) ora, in aggiunta, abbiamo anche un problema di metodo tecnico, legato alle norme che sono state cancellate che impongono una nuova visione e organizzazione normativa.

Insomma il trucco è stato scoperto, le manovre per far apparire inferiore il debito sono fallite.