FORTE IRRIGAZIONE

Giochetti e bugie dietro i consorzi di bonifica per fare cassa

Diminuzioni canoni? Anzi no

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Consorzio Bonifica Sud, Febbo presenta denuncia alla Corte dei Conti




ABRUZZO. Il Commissario del Consorzio di bonifica sud, Franco Amicone, conferma che, «così come promesso nei mesi scorsi, i canoni saranno ridotti dal 2017 del 70% in due anni, al termine dei quali verificata l’attuazione del piano di risanamento in via di elaborazione sarà valutata congiuntamente la possibilità di ulteriore riduzione».

Mauro Febbo (Fi) lo smentisce: «Il Commissario del Consorzio di Bonifica Sud di Vasto, Franco Amicone, parla di ‘promesse mantenute’ relativamente ai ruoli di bonifica dell’anno 2017 ma sa benissimo che i conti e le delibere approvate dimostrano il contrario come dichiarato dallo stesso commissario, poiché anche per quest’anno un agricoltore pagherà in media oltre 80 euro di aumento per ettaro, nonostante le promesse fatte».


A conti fatti i ruoli di contribuenza per il 2017 ammontano a euro 2.800.000 mentre nel 2015, prima degli aumenti, ammontavano a euro 1.970.000.

Quindi anche per l’anno in corso gli agricoltori pagheranno un aumento di euro 830.000.

«Tutto questo nonostante le tante bugie dell’Assessore Regionale Dino Pepe e del Presidente Luciano D’Alfonso e nulla sono servite le dure proteste messe in campo dagli agricoltori lo scorso anno, quando hanno manifestato con i trattori alle porte del Consorzio di Bonifica», ha ricordato Febbo.

Se i numeri sono quelli non possono che dare un significato certo alle parole.

Difficile credere che gli agricoltori non se ne siano accorti o che, confrontando le cartelle ricevute, siano riusciti a credere alle promesse di commissario e giunta regionale.


Del resto non è una situazione isolata e circoscritta al consorzio di bonifica sud.

Agli utenti del Consorzio bonifica centro accade la stessa cosa: i canoni sono aumentati rispetto allo scorso anno raggiungendo costi ormai quantomeno incongruenti.

Almeno nella zona di Cepagatti (ma con buona probabilità anche altrove), per esempio, il costo del servizio per l’erogazione di acqua non potabile per l’irrigazione dei campi è stato maggiorato raggiungendo soglie che quasi eguagliano il servizio all’uso dell’acqua potabile.

Tutto normale?

Ma il Consorzio di bonifica centro ha voluto fare di più.

Le bollette recapitate per posta semplice nelle cassette degli utenti riportano chiaramente anche un costo non giustificato: 5 euro “spese gestioni avvisi”, che è il costo che di solito si paga per la gestione delle cartelle di pagamento inviate per raccomandata.

Niente raccomanda questa volta ma il costo resta.

Che significa?

Che il consorzio ha imposto una tassa occulta e ingiustificata a tutti gli utenti per fare cassa e racimolare qualche economia “imprevista”.

Conferma tutto l’avvocato Alberto Guidoni che mostra le bollette ricevute: «con l’imposizione dei 5 euro non dovuti il contribuente non ha potuto risparmiare i diritti di notifica, altrimenti dovuti con l’invio della cartella di pagamento. La forma di riscossione volontaria mediante avvisi di pagamento che consente al Consorzio di realizzare economie sul costo del servizio, con effetti positivi anche in termini di contenimento dell’importo della quota contributiva, nel caso di specie si è per contro rivelata più onerosa per l’utenza, cui anche quest’anno è stato maggiorato il costo del servizio per l’erogazione di acqua non potabile sicuramente sproporzionato rispetto all’uso dell’acqua potabile».


Nel 2016 il costo per Guidoni è stato di 79 euro, nel 2017 94,09 euro.

Aumenti e tasse occulte tutte da chiarire.