NUOVA EMERGENZA

L’acqua del Gran Sasso non è potabile, 32 comuni a secco

Lo dicono le ultime analisi dell’Arta. Che cosa è successo ancora sotto il Gran Sasso?

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

23834

L’acqua del Gran Sasso non è potabile, 32 comuni a secco

TERAMO. «Non conforme». Odore e sapore sono inaccettabili. Più che scrutare col microscopio sembra siano bastate poche sniffate per capire che l’acqua potabile proprio non andava.

Così con una nota diramata alle 18.30 di oggi la Asl di Teramo certifica seri problemi per 32 comuni del Teramano.

Dal documento ufficiale della Asl si evince che le analisi sono state consegnate dall'Arta alle 13 di oggi.



Non si può bere acqua nei comuni di

  • ALBA ADRIATICA
  • ANCARANO
  • BASCIANO
  • BELLANTE
  • CAMPLI
  • CANZANO
  • CASTELLALTO
  • CASTELLI
  • CIVITELLA DEL TRONTO
  • COLLEDARA
  • COLONNELLA
  • CONTROGUERRA
  • CORROPOLI
  • GIULIANOVA
  • MARTINSICURO
  • MONTORIO AL VOMANO
  • MORRO D'ORO
  • MOSCIANO
  • NERETO
  • NOTARESCO
  • PENNA S'ANDREA (Val Vomano)
  • ROSETO
  • SANT'OMERO
  • SANT'EGIDIO
  • TERAMO
  • TORANO NUOVO
  • TORRICELLA SICURA (Capoluogo e Bivio S.Chiara)
  • TORTORETO
  • TOSSICIA
  • VALLE CASTELLANA
  • ISOLA DEL GRAN SASSO
  • PINETO




Attualmente, e a fini preventivi di tutela della salute pubblica, l’utilizzo dell’acqua di rete -dice la Asl- è limitato ai soli usi igienici, poiché le analisi eseguite dall’ARTA su campioni prelevati dalla ASL di Teramo in data 8.5.2017, hanno rilevato una non conformità dell’acqua per “odore e sapore non accettabile”.

«I risultati delle analisi sui campioni ripetuti in data odierna, sia al mattino che al pomeriggio, saranno disponibili nella giornata di domani e – a seguito di questi – verranno adottate e immediatamente comunicate ulteriori decisioni sull’utilizzo dell’acqua», dice la Asl.



CHE COSA E' FINITO NELL'ACQUA POTABILE?

I prelievi sono stati effettuati presso Casale San Nicola e Fano a Corno nel Comune di Isola del Gran Sasso.

Le analisi dell’Arta più che una vera e propria analisi chimica sembra si sia fermata all’odore e al sapore senza peraltro approfondire ipotesi sull’origine della contaminazione.

Si è appreso in seguito che l'acqua contaminata è quella proveniente dallo sbarramento destra e sinistra dei Laboratori di Fisica Nucleare e messa poi a scarico (non fatta confluire nell'acquedotto). Questo dettaglio avvalore fortemente l'ennesima contaminazione in seguito a qualcosa che è avvenuto nei laboratori.

La Asl di Teramo peraltro non ha diffuso ulteriori dettagli circa l’origine e la tipologia della contaminazione.

Nei giorni scorsi si sono svolti di sicuro lavori proprio nel traforo autostradale anche se tutto farebbe pensare che qualcosa ancora è accaduto nei laoratori del Gran Sasso dove già in passato si sono registrate numerose contaminazioni accertate.

Notizie non confermate (gli enti interessati non stanno facendo la corsa diramare informazioni) parlerebbero del Toluene come sostanza che avrebbe causato la contaminazione.

Non sappiamo se la sostanza è stata utilizzata nei lavori da Strada dei Parchi ma di certo è una tra le sostanze pericolose stoccate nei laboratori.



Del resto l’ultima risale ad agosto 2016 ma diffusa solo a dicembre dello scorso anno.

Da allora si è scoperto che, nonostante oltre 85mln di euro spesi tra il 2004 ed il 2009 dal commissario governativo Angelo Balducci per mettere in sicurezza le falde e l’acquedotto, la rete idrica è ancora a rischio contaminazione praticamente da sempre (quando durante la costruzione dei laboratori a fine anni ‘70 si decise di recuperare l’acqua che si trovò scavando e interferendo con le molte falde).








EMERGENZA SOCIALE

Ed è subito scattata la corsa all'approvvigionamento. A Teramo città sono stati presi d'assalto i supermercati dove gli scaffali dell'acqua minerale sono rimasti vuoti in pochi minuti.

Intanto i sindaci dei Comuni interessati stanno predisponendo le ordinanze di non potabilità.

Tra i primi a firmarle quelli di Giulianova e di Roseto degli Abruzzi. Il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, si dichiara preoccupato della possibile disalimentazione delle utenze annunciata dalla Ruzzo Reti.

«Sarebbe un problema serio per l'intera area servita dall'acquedotto».



VERSANTE AQUILANO, PER LA GRAN SASSO ACQUA «E’ POTABILE… SOLO CATTIVO ODORE»

«L'acqua a L'Aquila è potabile. Ci sono ancora segnalazioni di cattivo odore e mi rendo conto che non sia piacevole, possiamo consigliare di non berla, però i nostri strumenti dicono che è potabile». Così Aurelio Melaragni, il direttore tecnico della Gran Sasso Acqua, società idrica del capoluogo e di 35 Comuni del comprensorio, fa il punto qualche giorno dopo le numerose segnalazioni di acqua che emanava cattivo odore (ma non sapore) in città e nei dintorni. Dopo le prime analisi di laboratorio immediate, che hanno confermato la potabilità indicata dagli strumenti in tempo reale, si attendono ora i risultati di quelle «sulle sostanze volatili che ci confermeranno se è vera l'ipotesi che ci siamo fatti, ossia che ci siano state interferenze durante lavori stradali. Per ora, lo ribadisco - continua Melaragni - è solo un'ipotesi».

Come confermato dal direttore, segnalazioni sono pervenute in particolare dalla zona di Ocre.



Il Forum H2O che ha contribuito a far emergere documenti e notizie dice che «poi si dovrà ribadire che con l'acqua potabile si deve fare prevenzione e non inseguire criticità».

«Si conferma quello che diciamo da tempo», ha commentato Augusto De Sanctis, «le norme relative alle acque potabili puntano sulla prevenzione, non sull'inseguire le criticità. Non appena sarà terminata questa ennesima fase di emergenza sarà obbligatorio per gli enti dare risposte a tutte le problematiche che abbiamo sollevato nel nostro esposto di due mesi fa relativo all'intero sistema idrico del Gran Sasso su entrambi i versanti».


Riccardo Mercante (M5s) dice: «Quello che mi lascia davvero senza parole non è soltanto il comportamento del gestore che evidentemente non è assolutamente in grado di garantire ai cittadini un’acqua quantitativamente e qualitativamente eccellente, ma soprattutto la superficialità con la quale il Governo regionale, che pur dovrebbe farsi garante del buon operato della Ruzzo reti, ha affrontato la questione. Mi riferisco, in particolare, alla risposta evasiva data alla interrogazione con cui, lo scorso mese di dicembre, avevo affrontato il tema chiedendo alla Giunta di spiegare una volta per tutte se vi fossero stati effettivamente sversamenti di inquinanti, quale fosse la qualità delle acque e quali i rischi per cittadini costretti, per di più, a pagare bollette sempre più esose. Insomma, quello che chiedevo al Governo regionale era di controllare e verificare quanto era accaduto e quanto stava ancora accadendo alla sorgente del Gran Sasso».



«La prima denuncia del WWF sui problemi dell'acqua del Gran Sasso risale al 2002. Quindici anni e milioni di euro per non trovare una soluzione. Da oggi di nuovo vietato l’uso potabile in attesa dei risultati delle analisi di controllo», non può che essere duro il commento del Wwf : «dal 2002 sono stati spesi milioni di euro, sono state diffuse centinaia di rassicurazioni, presentati decine di esposti, ci sono stati un processo e un commissariamento… Evidentemente con ben pochi risultati se si continuano a verificare problemi. Devono spiegarci cosa è successo, ma bisogna anche imporre un cambio radicale della gestione di una risorsa così importante e assurdamente non adeguatamente gestita».

SCUOLE CHIUSE A TERAMO

E domani scuole chiuse a Teramo. Il sindaco ha disposto così per tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio.

Rimarrà chiusa anch ela mensa universitaria.




ORE 2, LE ANALISI ORDINATE IN TUTTA FRETTA DANNO ESITO NEGATIVO


Nel corso della notte, durante un tavolo permanente della crisi aperto alla Prefettura di Teramo, verso le ore 2:00, sono arrivati i risultati ordinati all’Arta  ieri sera intorno alle ore 20 a crisi scoppiata.

I risultati chimici sull'acqua prelevata dei sei campioni ha dato «esito negativo» e, dunque, «piena conformità alla normativa vigente».

In seguito a queste nuove analisi la Asl ha  informato (la Prefettura) che è stata revocata la disposizione sulla non potabilità dell'acqua ed assicura che «continuerà il monitoraggio con l'esecuzione dei prelievi in rete e alle opere di captazione».




VERGOGNA SENZA FINE DA 15 ANNI

Si tratta comunque di una brutta pagina che rimarrà nella altrettanto indegna storia delle emergenze del Gran Sasso.

Se formalmente la crisi è già terminata con una azione fulminea del “tavolo della crisi” e grazie alla velocità dell’Arta (che ha stabilito un record) fornendo come mai risultati in una manciata di ore, alla fine resta un enorme disagio alla popolazione (che è stata avvisata almeno 6 ore dopo).

Resteranno gli assalti ai supermercati.

Resteranno la credibilità a zero delle istituzioni e dei gestori del servizio.

Resterà la mancanza di assistenza da parte degli enti pubblici alla popolazione in piena crisi anch edi nervi (qualcuno ha distribuito casse di acqua alle famiglie?).

Soprattutto resterà, dopo 15 anni, l’assunzione del rischio imposta alla popolazione che continuerà a dover rimanere all’erta e attenta a non bere acqua contaminata a causa di enti, amministratori  e giustizia che non hanno saputo mettere al centro in questo tempo la salute e l’interesse pubblico.

La procura ha aperto una nuova inchiesta oltre che sulla contaminazione di agosto 2016 anche su quella più recente di ieri.