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Cercasi case per terremotati, ecco il bando. Venditori incensurati e case mai abitate

C’è tempo fino al 29 maggio per proporre gli immobili

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Cercasi case per terremotati, ecco il bando. Venditori incensurati e case mai abitate

 

ABRUZZO. Immobili nuovi, tra i 30 e i 95 metri quadrati, mai abitati ma pronti immediatamente ad esserlo e che si trovino nei comuni che hanno registrato danni per il sisma del 24 agosto scorso.

E’ questa l’identikit degli appartamenti che la Regione Abruzzo si appresta ad acquistare per mettere dentro i terremotati (con case danneggiate o distrutte).

Dunque a questo giro niente case di legno o casette di Berlusconi da tirare su in tempi record (con champagne nel frigo). Stop anche ai cas, celebri contributi di autonoma sistemazione. Niente hotel: si cambia e l’emergenza terremoto diventa anche investimento immobiliare per l’ente pubblico.

L’iniziativa era stata annunciata nei giorni scorsi dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso e adesso è stato pubblicato il bando ufficiale. Per presentare le offerte (possono farlo privati, società o cooperative) c’è tempo fino al prossimo 29 maggio.  

Secondo le stime della Regione al momento ci sono richieste per 339 strutture abitative provvisorie, per un costo di 36 milioni e mezzo di euro. A queste se ne dovrebbero aggiungere  altre 200 nel territorio comunale di Teramo, per altri 20 milioni di investimento. Si tratta di ingenti risorse che la Regione, su impulso del Governo Gentiloni, ha deciso di spostare alla voce acquisti.

Dunque alloggi nuovi e definitivi: appartamenti che, una volta conclusa la ricostruzione, confluiranno nei patrimoni edilizi delle Ater o dei Comuni.



LE CARATTERISTICHE

Le unità immobiliari si devono trovare nel territorio dei comuni della regione Abruzzo che hanno avuto edifici distrutti o danneggiati dagli eventi sismici a partire dal 24 agosto 2016. Devono appartenere alle categorie catastali A2 (abitazione civile), A3 (abitazione di tipo economico) o A4 (popolare) non superiore a 95 mq e non inferiore a 30 mq e con una altezza interna conforme alle norme igienico-sanitarie vigenti.

E’ prevista una «assegnabilità immediata» questo vuol dire che gli immobili non devono avere necessità di interventi di completamento sostanziali, né barriere architettoniche che non siano «adattabili».

La classificazione energetica non deve essere inferiore a B. Le offerte potranno riguardare anche alloggi in immobili in corso di realizzazione, a condizione che l’offerta riguardi un gruppo di alloggi compresi nello stesso stabile e che questi vengano ultimati e resi disponibili entro 3 mesi dalla data di acquisto. Inoltre le abitazioni non devono  essere stati acquistati, costruiti o recuperati con contributi o finanziamenti pubblici.

Nel caso l’offerta provenga da una società intermediaria o da una agenzia immobiliare non è prevista provvigione da parte della Regione.



I VENDITORI

Se i venditori sono persone fisiche non devo essere stati interdetti o inabilitati o falliti (pure con procedure in corso). Non devono aver avuto condanne penali con sentenza passata in giudicato per reati di partecipazione a un’organizzazione criminale, corruzione, frode, riciclaggio. Non devono avere nemmeno procedimenti penali in corso.

Nel caso in cui a vendere sia una società questa non deve trovarsi in stato di fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo, amministrazione controllata, commissariamento.

I titolari non devono aver avuto condanne penali con sentenza passata in giudicato con pene che comportano la perdita o la sospensione della capacità di contrarre con la Pubblica Amministrazione. Tutti gli amministratori e i soci non devono aver riportato condanne con sentenza passata in giudicato «per reati che incidono sulla moralità professionale o per delitti finanziari» né per corruzione, frode, riciclaggio.


L’ANALISI DELLE OFFERTE

La valutazione delle proposte sarà affidata ad una Commissione giudicatrice che dovrà accertare la rispondenza tecnica delle offerte. La graduatoria sarà stilata sulla base del prezzo più basso offerto e sarà definitiva solo dopo il sopralluogo degli alloggi da parte di tecnici incaricati per verificare sul posto la veridicità della proposta e lo stato effettivo degli alloggi.

Nell’ipotesi di ritardata consegna, rispetto ai tempi indicati, può scattare una penale nella misura dell’1 per mille dell’importo offerto, per ogni quindici giorni di ritardo. Trascorso un periodo massimo di 90 giorni c’è il rischio della risoluzione del contratto.