DOMANDE "SENZA RETE"

D’Alfonso e Milia, silenzi del politico ed i misteri del suo difensore-imprenditore

La passione per i centri commerciali e l’edilizia che incrociano l’attività amministrativa

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D’Alfonso e Milia, silenzi del politico ed i misteri del suo difensore-imprenditore

Il cantiere di PescaraPorto srl

 

ABRUZZO. Tutti sanno che Giuliano Milia è l’avvocato di fiducia storico di Luciano D’Alfonso ancora prima dell’arresto del  15 dicembre 2008.

Un rapporto stretto, anzi strettissimo, che nessuno ha mai osato scandagliare abbastanza essendo entrambi circondati da una aurea di timore reverenziale favorito da diversi fattori ambientali.

E così per D’Alfonso oggi si festeggiano i 30 anni di attività amministrativa densa di successi anche giudiziari; per Milia, 77 anni, sono molto  di più quelli di carriera effettiva volti a presidiare il tribunale di Pescara fin dalla fine degli anni ‘80 e dentro i processi più importanti della Regione, scaturiti dagli scandali politici che questa terra ha saputo produrre.

Eppure c’è molto ancora da sapere ed oggi diventa una necessità viste le ultime notizie che emergono dalle indagini non solo di Pescara. Per il politico, per esempio, spuntano di tanto in tanto contatti più o meno istituzionali e canali diretti o preferenziali volti a raggiungere gli obiettivi della sua azione politica (non passa giorno che non si crogiuoli in autoelogi sulla facilità di farsi ascoltare dai più alti vertici del governo e ad ottenere finanziamenti dagli enti più disparati). Non si schernisce quando lo indicano come ‘l’uomo che tutto puo’', ed infatti bastano telefonate e tutti scattano sull'attenti.



LA MAGISTRATURA

Di tanto in tanto emergono anche contatti (magari meno opportuni ma frequenti) con parte della magistratura come racconta lo stesso presidente in occasioni pubbliche. Di recente D’Alfonso avrebbe avuto un incontro con il presidente del Tar di L’Aquila e siccome non era calendarizzato sulla sua agenda pubblica ha fatto allarmare qualcuno.

Così come non c’era l’appuntamento con il presidente del Tar di Pescara tra dicembre e gli inizi di gennaio.

Siccome non crediamo ad incontri segreti sarebbe il caso di spiegare le ragioni di tali eventuali contatti e gli argomenti trattati. Così come sarebbe il caso di spiegare invece quell’altro incontro alla Corte dei Conti inerente l’appalto di Bussi con qualche problema ma spinto avanti ugualmente.

Contatti extra anche nel caso del processo di Bussi quando D’Alfonso partecipò ad una cene a casa di un ex politico amico per interloquire con il giudice che di lì ad un mese avrebbe emesso una sentenza, verdetto che gli sarebbe stato anticipato. Da oltre un anno le nostre domande giacciono senza risposta da parte del massimo esponente della Regione (e degli altri personaggi della storia).

Misteri e ombre che hanno da sempre contribuito ad aumentare fascino e potere.



L’AVVOCATO IMPRENDITORE

 Di Milia si scopre, invece, una massiccia e fervida attività imprenditoriale che è difficile credere non intersechi proprio mai l’azione amministrativa pubblica. Ma gli affari non sono pubblici e spesso rimangono celati dietro nomi di decine di società tutte più o meno legate alla famiglia Milia o  ai suoi soci.

Ora sulle cronache campeggia l’ultima inchiesta “scoperta”, quella che riguarda il Waterfront (progetto Silex) di PescaraPorto ma le inchieste aperte sulla attività della “Regione veloce” targata D’Alfonso sono tante, forse sette a L’Aquila, forse più di una decina se si contano anche le altre procure.

D’Alfonso in maniera chiara ha spiegato di non aver avvantaggiato Milia nell’affare PescaraPorto, la speculazione edilizia sul mare avvolta dal 2012 da strani ‘fenomeni paranormali’ che sembrano aver folgorato sulla via di Damasco certi amministratori comunali.

L’ipotesi investigativa (in qualche modo confermata almeno da un testimone ed indagato, Claudio Ruffini ex segretario particolare del presidente di Regione) è che D’Alfonso potrebbe essere il mandante di alcuni emissari presso lo studio legale per risolvere di volta in volta ostacoli che si parano lungo la strada della speculazione edilizia sul mare. Sta di fatto che non solo le procure legano il politico all’avvocato, persino gli imprenditori “amici”, quelli che parlano al telefono vedono legami stretti tra i due e possibilità di influenzare l’azione politica.

Poi in una intercettazione del 2016 D’Alfonso ordina a Ruffini di andare a parlare con l’avvocato, in altre sembrerebbe che Ruffini sia piuttosto seccato della pressione del Presidente sull’argomento e gli investigatori sobbalzano.

Ma D’Alfonso dice di non aver avvantaggiato mai Milia.

 

MILIA, PRESTAZIONI GRATIS PER D’ALFONSO

Milia, invece, ha di certo avvantaggiato D’Alfonso.

In molte occasioni pubbliche è lo stesso ex sindaco di Pescara a raccontare che il suo avvocato lo difende gratis aggiungendo di essere uscito indenne per 53 volte da inchieste a suo carico (anche con qualche prescrizione). Siccome è quasi sempre stato difeso da Giuliano Milia si capisce che l’impegno del legale non è marginale.

Considerato lo spessore professionale, la storia, il prestigio dello studio legale si tratta di un vantaggio non da poco e valutabile in qualche milione di euro che D’Alfonso ha potuto risparmiarsi, cifra che del resto non avrebbe potuto pagare con i suoi guadagni ed il suo patrimonio.

Perchè Milia lo difende gratis?

Per stima e amicizia, così ha spiegato almeno due volte D’Alfonso in consiglio regionale, aggiungendo che non è l’unico avvocato a volerlo difendere gratis.

Una stima che si può dire certamente disinteressata e senza contropartita: nessuno della famiglia Milia, per esempio, ha mai avuto incarichi pubblici di nessun genere.

Differente sorte, invece, per altri avvocati di cui pure D’Alfonso si è servito come Carla Tiboni, figlia del più noto Edoardo fondatore del Premio Flaiano,  che pure a detta del presidente lo difende gratis ma che a differenza di Milia ha avuto incarichi pubblici al Comune di Pescara dal 2003 ed oggi è nel nuovo cda dell’ente manifestazioni, oltre che essere stata sua mandataria elettorale nel 2014.

Incarico di peso anche per Daniela Valenza che ha collaborato strettamente con lo studio Milia nella efficace difesa nel processo Housework. Lei è stata nominata prima all’Ersi e poi addirittura segretaria della giunta regionale. Anche Valenza avrebbe prestato la sua opera professionale difensiva gratuitamente.

Almeno dalle dichiarazioni pubbliche sull’argomento non risulta che D’Alfonso abbia mai pagato i suoi legali. Se lo ha fatto sarebbe interessante sapere chi abbia preteso la parcella, del resto saranno anche fatti privati ma siccome intersecano troppe volte il pubblico sarebbe dovere del politico chiarire e spiegare.

 

 

 

CHI COMANDA?

E sono molte le domande non secondarie che sorgono volendo scandagliare tutta l’attività amministrativa dalfonsiana.

Per esempio chi comanda: Milia o D’Alfonso?

Quando D’Alfonso dice a Ruffini «parla con l’avvocato»  lo dice perchè è lui che ha deciso chi deve fare cosa o lo manda lì perchè il vero ‘presidente ombra’ è Giuliano Milia?

Secondo le intercettazioni nell’ambito dell’inchiesta “Terre d’oro” alcuni indagati intercettati sostengono che sia Milia a “dettare legge” esplicando, in realtà, il concetto con metafore colorite non equivoche.

Sarebbe utile conoscere come stanno le cose ma in una commistione così stretta tra pubblico e privato non è cosa facile.

 


IKEA: UNA LEGGENDA CHE COMPIE 10 ANNI

Sulla costruzione del centro commerciale Ikea le leggende connesse festeggiano i 10 anni e nessuno è mai stato in grado di illustrare, spiegare, sfatare il mito.

Non ce n’è mai stato bisogno: nessuno si è mai fatto domande.

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SAN GIOVANNI TEATINO. Colazione svedese a base di vodka, salmone e aringhe per l’inaugurazione dell’Ikea.

Si è sempre preferito far finta di nulla nonostante ciclicamente qualche volantino anonimo abbia creato brevi e circoscritti imbarazzi.

La leggenda vuole che i terreni (la famosa collina spianata) sui quali è stato costruito nel 2011 Ikea sono stati venduti, qualche anno prima, da una società riconducibile a Milia. Lo dice persino Enzo Perilli in alcune intercettazioni telefoniche. Un’altra leggenda narra, invece, che la documentazione sia stata visionata o addirittura sequestrata nell’ambito di inchieste di 8 anni fa ma nessuno ha mai posto particolare attenzione a quell’affare immobiliare valutato (sempre dalla leggenda) qualche decina di milioni di euro.

 

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SAN GIOVANNI TEATINO. Il gruppo Unione per San Giovanni Teatino dei consiglieri Sandro Paludi e Alessandro Feragalli è imbufalito. «A San Giovanni Teatino è l’Ikea che comanda», hanno tuonato ieri.

Il centro commerciale svedese è stato inaugurato il 29 agosto 2012 ed Ikea ha dichiarato di aver investito 42 mln di euro tra incarichi professionali, appalti (il 93%) e servizi, per un totale di 400 persone coinvolte pari a 99 imprese (il 65% è stato fatturato ad imprese abruzzesi).

Sempre Ikea ha dichiarato che in totale (compreso l’investimento immobiliare) la cifra investita è di circa 70mln di euro.

A fare il colpaccio una società anonima (ma solo nel senso che non ha lasciato quasi tracce) la Sbm srl che possiede troppi lati in comune con la Silex costruzioni, società che fa capo sempre a Milia e Mammarella, proprio la stessa che sta costruendo nell'area dell'ex Cofa.

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SAN GIOVANNI TEATINO. Il primo Ikea d'Abruzzo aprirà i battenti il prossimo 29 agosto.

Una società molto simile, la Sbm2, ha poi costruito anche Decathlon pochi metri più in su sulla collina e creando non pochi problemi ai fornitori.

Curioso che negli anni ‘90 la stessa famiglia Mammarella fosse già interessata a fare affari costruendo il primo centro commerciale abruzzese proprio a San Giovanni Teatino, una brutta storia dalla quale scaturì l’omicidio di Fabrizio Fabrizi, il potente avvocato di allora.

 

Sarebbe importante sapere se la famiglia del difensore storico del presidente della Regione (e di tantissimi politici e imprenditori) abbia venduto o meno il terreno dove il Comune di San Giovanni Teatino (allora guidato da Verino Caldarelli) ha deciso di costruire Ikea, dopo averlo strappato a Chieti (fino al 2006 doveva nascere di fronte al Megalò, persino secondo il suo progettista Domenico Merlino).



UBALDO DE VINCENTIIS

E a proposito di centri commerciali e Megalò 3, Perilli, che ha frequentazioni assidue con Milia, tra le altre cose parla spesso con «l’amico» Ubaldo De Vincentiis, un nome che non dice molto quaggiù facendo un grave torto ad un personaggio invece molto famoso.

Secondo un articolo de Il Fatto Quotidiano Ubaldo De Vincentiis ha alle sue spalle 30 anni di attività è stato uno dei clienti più affezionati di Banca Etruria, la quale gli ha prestato i milioni per costruire outlet in giro per l’Italia tra cui anche quello di Città Sant’Angelo. Il business degli outlet dopo il fallimento della banca è oggetto di indagine.

De Vincentiis possiede la  Europ Invest management: il 10% delle quote appartiene ad Alessandro Facchini, persona molto vicina a Matteo Renzi al punto da risiedere nella stessa via a Pontassieve e avrebbe avuto anche rapporti con il padre di Maria Elena Boschi.

Secondo il giornale avrebbe avuto rapporti con moltissimi personaggi della prima e della seconda repubblica.

Per l’avventura abruzzese nel 2009 sono stati dichiarati 110 mln di investimenti e De Vincentiis amministratore dell'impresa costruttrice Castelnuovese, si è fatto consigliare i migliori professionisti e imprese locali per il Village.

 

PESCARAPORTO ED I PASTICCI DEL COMUNE

Mentre D’Alfonso promette su Facebook «un contraddittorio con domande e risposte “senza rete”» (nel caso una utile novità), sarebbe interessante anche conoscere se per caso D’Alfonso  abbia parlato dell’affare sul mare di Milia e Mammarella con qualcuno della giunta Alessandrini, magari consigliando strategie.

Per esempio come e perchè è nata la breve storia triste della consulenza legale per capire se il cambio di destinazione d’uso dovesse o meno essere discusso in consiglio comunale?

Chi, per esempio, ha deciso di interpellare proprio il professionista scelto, pagato oltre 8mila euro per fornire un parere che poi l’amministrazione ha persino disatteso?

Anche il ruolo di Dezio sarebbe da inquadrare meglio visto che pur essendo dirigente non è però quello competente alle pratiche edilizie.
Chi lo ha mandato da Milia?

Chi del Comune gli ha detto di interessarsi alla pratica?

Lo faceva nel tempo libero o durante l’orario di lavoro?

 

 



MASCIARELLI SOCIO?

Quando si parla di Milia e D’Alfonso le favole si sprecano ma ce ne sono alcune che ritornano ciclicamente.

Anche quella di Giancarlo Masciarelli collaboratore e/o socio dello studio ha compiuto 10 anni senza che nessuno si sia interessato alle sporadiche apparizioni dell’ex  ‘prodigio’ della Fira in ambito sanità, terremoto, appalti.

L’inventore delle cartolarizzazioni, l’uomo che scelse la Deutsche Bank per l’operazione finanziaria della Regione da oltre 700mln di euro e che dalla banca ebbe un incarico di consulenza, l’uomo che patteggiò poco più di tre anni per gli scandali Fira e Sanitopoli uscendo per primo di scena, che aveva contatti con Berlusconi e Dell’Utri, ha coronato il suo sogno di inabissarsi e scomparire per continuare a lavorare, anche se nullatenente non ha potuto pagare la cifra che il tribunale gli ha inflitto come pena. Sono poi arrivate le condanne anche della Corte dei Conti, chissà se qualcuno si è almeno ricordato di richiedere quelle somme.

 Che rapporti ci sono tra Milia e Masciarelli? E tra D'Alfonso e Masciarelli?



D’ALFONSO PROPONENTE   

Il presidente della Regione tuttavia di una cosa potrà sempre essere certo: nessuno lo accuserà mai di essere lento o scansafatiche.

La sua auto macina migliaia di chilometri alla settimana (a proposito non si parla più di multe, ne sono arrivate ancora?), è impegnato costantemente in incontri, abboccamenti, riunioni tecniche e segue personalmente centinaia di vicende.

Come fa a prepararsi e a leggere tutte le carte?

Una persona normale non riuscirebbe eppure D’Alfonso ha annunciato più volte la sua prossima laurea in giurisprudenza.

Chissà come fa: sveli il segreto magari potrà essere utile a molti.

C’è di più; il suo impegno è certificato  anche dal fatto che la grande maggioranza delle delibere di giunta sono proposte dallo stesso D’Alfonso.

Per esempio nel 2016 in totale le delibere sono state 953, nel 2015 di più: 1136. Per essere proponente c’è bisogno di un gran lavoro preparatorio tecnico di decine e decine di ore lavorative. Come fa il presidente a mettere dentro le sue giornate anche questo lavoro immenso?

Per caso lo studio Milia lo supporta in qualche modo?



E se non c’è nulla di male nel farsi aiutare dal proprio difensore nonchè imprenditore di certo non può essere peccato fare domande.



a.b.