LA PRIMA REPUBBLICA...

Metà vita in pensione, la storia di un 68enne abruzzese «con le spalle coperte»

Riceve assegno previdenziale da 34 anni grazie a legge 29/79

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Metà vita in pensione, la storia di un 68enne abruzzese «con le spalle coperte»

Mariano Rumor




 

PESCARA, 21 APR - A 68 anni, ha passato ben metà della sua vita in pensione: domani, infatti, festeggerà i 34 anni dal primo assegno previdenziale ricevuto. È la storia di Franco Di Ludovico, residente a Crecchio, nel Chietino. A raccontarla, in una lunga intervista, è il quotidiano abruzzese 'Il Centro'. Di Ludovico lavorò prima nel suo paese versando i contributi come coltivatore diretto, poi si trasferì in Veneto, dove lavorò come postino a Venezia. Nel 1982 scoprì la legge 29/79 - il cosiddetto decreto sulle 'baby pensioni' per i dipendenti pubblici, varato dal Governo all'epoca guidato dal democristiano Mariano Rumor - e presentò le dimissioni con diritto a pensione, con nove anni di contributi versati. Obiettivo della scelta fu quello di vivere una nuova vita professionale, "con passione e spalle coperte".

A quei tempi la pensione ammontava a circa 300mila lire, cioè il 60% dello stipendio. Poi, racconta il pensionato, "mi sono dedicato a un nuovo lavoro. Ho fatto il rappresentante editoriale nella provincia di Venezia. In sostanza vendevo libri. Un impiego che ho portato avanti con gioia fino al 2014. Ho quindi versato altri trentuno anni di contributi, nonostante la mia pensione, per un totale di 51 anni".

Di Ludovico si dice consapevole dell'eccezionalità del suo caso, perché "non è da tutti trascorrere metà della propria esistenza in pensione. D'altronde ho sempre creduto di avere un vero e proprio primato, fino a quando sono venuto a conoscenza del fatto che in realtà esiste qualcuno che mi batte: una donna friulana che è andata in pensione, in quello stesso periodo, all'età di 29 anni e mezzo. Lei è la campionessa mondiale in senso assoluto. Io, però, sono il campione mondiale per la categoria maschile", conclude.

Lui ha potuto avere per una vita le "spalle coperte", in compenso ad essere scoperti sono i conti dello Stato che si è indebitato sempre più grazie ad una classe dirigente che nei decenni ha depauperato risorse in variegati modi.

Era la Prima Repubblica e grazie a quella legge i precari di oggi ed i lavoratori per una vita pagano pensioni ai baby pensionati.

Poi cisono le pensioni d'oro, i debiti dell'Inps e la "necessità" di andare in pensione sempre più tardi perchè i soldi per pagare le pensioni a tutti non ci sono.

E questo accade per puro caso...