IL FATTO

D’Alfonso contro volontario della Protezione Civile : «sei sgradito»

Coisp: «stesso copione come contro la polizia. Gabrielli non lo avrebbe mai permesso»

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D’Alfonso contro volontario della Protezione Civile : «sei sgradito»

 

ABRUZZO. Preso di mira dal governatore della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, che lo ha additato in pubblico come «sgradito», il volontario della Protezione Civile, Valerio Simeone, ha lasciato l’associazione che in nessun modo lo ha difeso.

Non è una storia qualunque perché il protagonista principale non è certo una persona qualunque ma la massima carica della Regione, cioè un pubblico ufficiale e rappresentante di una istituzione pubblica.

Una storia nata probabilmente alla fine del 2016 ed esplosa il 18 febbraio scorso quando c’è stato il faccia a faccia tra governatore e volontario.

I due si conoscevano già in quanto Simeone è anche un fotogiornalista con una lunga esperienza lavorativa al Centro.

A febbraio scorso, nel pieno dell’emergenza maltempo, il volontario si trovava a Campli per agevolare i sopralluoghi e dare il suo contributo come tanti altri.

D’Alfonso arrivò sul posto per monitorare la frana che, in località Castelnuovo, aveva costretto cento persone ad abbandonare le case.

D’Alfonso quando ha visto Simeone ha chiesto che venisse allontanato «perché sgradito».

Il volontario è rimasto impietrito e non ha capito a cosa si riferisse il presidente. Pochi minuti dopo un altro faccia a faccia.

Tornato dal sopralluogo e pronto a lasciare il paese della provincia di Teramo, D’Alfonso ha chiesto che Simeone non scattasse foto «perché altrimenti chissà dove vanno a finire».

Le foto erano destinate al sindaco, il volontario è rimasto nuovamente di sasso e qualche ora dopo è stato pure costretto a contattare il primo cittadino e confermare la regolarità di quanto sempre fatto con le sue fotografie.

«Sono stato messo in difficoltà davanti agli altri presenti ledendo la mia dignità di persona, di volontario di Protezione Civile e di giornalista», aveva denunciato subito dopo i fatti su Facebook.


«Dal presidente della MIA regione mi attendo una pacca sulla spalla per il LAVORO che stiamo facendo con giornate intere negate alla nostra attività e alla nostra famiglia, cioé SOSTITUENDO in buona parte ciò che dovrebbe fare lo STATO, invece di sentirmi dire che sono "un inseminatore di odio" e per tanto non "posso" fare Protezione Civile».

 

Ma perché questo astio?

Simeone non ha risposte, ha pure provato a chiamare il governatore: zero risposte ma un sms con il quale è stato additato come «seminatore d’odio e rancore sociale».

Ma perché?

A questo punto il volontario ha pensato che il motivo di tanto astio potesse risalire alla fine di dicembre quando su Facebook aveva pubblicato un post critico (taggando anche D’Alfonso) sui tagli alla sanità raccontando le sue personali peripezia per assicurare cure al figlio di appena 30 giorni, colpito da polmonite e impossibilitato a trovare un posto nell’ospedale- strapieno- di Pescara.

Alla fine venne ricoverato ad Atri per 10 giorni.

Mezz’ora dopo la pubblicazione di quel post D’Alfonso telefonò a Simeone che però non rispose.



L’ESPOSTO E IL NULLA DI FATTO

Dopo il faccia a faccia a Campli Simeone ha firmato un esposto alla Protezione Civile che ha aperto un’istruttoria sul caso.

Ma la storia non è una storia qualunque.

Così Simeone è stato chiamato a riferire i fatti ma il tutto è finito nel nulla a dimostrazione che certi principi e certi diritti possono cedere il passo… ubi maior...

Secondo i vertici regionali che tanto vanto si fanno grazie al lavoro dei volontari si tratta solo di uno screzio privato tra privati.

Motivazioni più che deboli e tremolanti visto che il personaggio è pubblico, avvenuto in pubblico, davanti ad altre persone ed il volontario offeso era in divisa e rappresentava una istituzione pubblica.  


«Siete in 7.000 mila volontari e non possiamo occuparci delle beghe di tutti», si è sentito rispondere Simeone che qualche giorno fa ha deciso di riconsegnare la sua divisa raccontando ancora una volta su Facebook:


«E con oggi si chiude la mia esperienza in Protezione Civile. Un macchinario bellissimo ma che ha ancora tanto bisogno di crescere, dal rispetto delle persone fino alla formazione, tanto pubblicizzata ma poi inconsistente. Persone che hanno paura della politica e accettano tutto, anche di farsi umiliare in servizio facendo finta di nulla. “Devi ingoiare il rospo”, non invece cercare la soluzione e farti sentire. Per questo da oggi la PC non mi rappresenta più. Ha vinto la politica? No, ha perso un sistema di persone che deve ancora crescere e imparare a camminare a testa alta».



SINDACATO: «VECCHIO COPIONE PER D’ALFONSO»

Sul caso interviene in queste ore anche il sindacato di polizia Coisp secondo cui «è il copione di un film già visto».

Il riferimento è all’episodio della violenta invettiva in Consiglio regionale  del Governatore contro la Polizia di Stato di Pescara, contro la Squadra Mobile ed in particolare contro l’investigatore, Giancarlo Pavone.

 


«Noi non vogliamo entrare nel merito della questione», dice il sindacato di Polizia, «ma  Simeone in quel momento rappresentava la parte migliore della nostra Italia, quella del volontariato e il Governatore, da uomo delle Istituzioni, avrebbe dovuto scegliere un altro momento per le sue rimostranze personali, perchè in quell'occasione particolare, indossando una divisa, il Simeone non era il Valerio Simeone, ma era la Protezione Civile che stava lavorando in quei territori che hanno subito gravi danni, forse anche per colpa di una politica di gestione del territorio tutta sbagliata».


L’attuale capo della polizia Franco Gabrielli è stato capo del Dipartimento della
Protezione Civile e il Coisp assicura: «sotto la sua guida nessun politico si sarebbe potuto permettere di offendere un suo uomo, ma soprattutto ciò che rappresentava, di questo ne siamo più che certi».


Una brutta storia non proprio come le altre che colpisce chi ritiene ancora di avere libertà di parola e magari persino di critica.

Tutti gli altri chiedono favori e a loro va meglio.