DOPO IL TAGLIO

Alberi a Pescara, 7 da abbattere e altri 12 da salvare

Resa nota la relazione del tecnico Luigi Sani

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PESCARA. Ieri mattina il Comune di Pescara con il consulente Luigi Sani e il vicesindaco Blasioli, ha illustrato ai partecipanti al Tavolo del Verde i risultati delle prove di trazione su 19 piante che erano state selezionate per effettuare verifiche strumentali.

I risultati dell'approfondito e corposo studio, commissionato dal Comune a seguito delle proteste di cittadini ed associazioni, sono stati riassunti dal consulente in una tabella finale in cui si evidenziano, sulle 19 piante esaminate ci sono7 alberi da abbattere, 4 alberi con criticità importanti ma che, con un intervento di mitigazione del rischio, possono essere mantenuti in vita, 8 alberi con criticità di vario genere e importanza che possono essere mantenuti, molti dei quali con alcune attività di manutenzione.

«Bisogna evidenziare», spiega il Forum dell’Acqua, «che la stragrande maggioranza delle criticità riscontrate non riguarda la tenuta della zolla (cioè molte delle piante valutate sono risultate stabili da questo punto di vista; non vi è pericolo di ribaltamento, insomma) ma le parti aeree (rami; tronco). Rispetto a questa situazione per le situazioni appare evidente che gli interventi non corretti effettuati nel passato, soprattutto con potature scriteriate, hanno progressivamente creato molti dei problemi che oggi sono arrivati al pettine».

Le associazioni presenti all'incontro hanno intanto espresso soddisfazione per l'approccio metodologico a cui si è pervenuti, con l'uso delle migliori tecnologie da applicare ai contesti più delicati e di maggior pregio della città, come era stato chiesto dal Coordinamento da subito prima dell'avvio dell'operazione di taglio partito sulla base dell'analisi visiva.

Rispetto ai risultati hanno ribadito l'opportunità, anche in considerazione dell'intervento molto invasivo ormai già effettuato con il taglio di numerose piante, di provvedere agli interventi di manutenzione sugli alberi in categoria "gialla" e "bianca" che potranno mantenere in vita queste piante, alcune delle quali monumentali, per un tempo variabile.

«In questo modo si potranno contemperare le esigenze di tutela della pubblica incolumità con quelle della salvaguardia del patrimonio paesaggistico e del verde della città, soprattutto nelle aree vincolate», sottolinea il Forum.

Le associazioni hanno fatto presente che alcuni interventi di mitigazione del rischio, come potature e tiranti, sono da considerarsi quali attività di normale gestione ordinaria del verde pubblico, visibili nei centri urbani di tante città italiane.

Lo stesso rappresentante dei Carabinieri-Forestali ha ribadito l'importanza di prevenire le situazioni di rischio e anche di conflitto attraverso adeguate risorse economiche da destinare in bilancio per le attività di gestione e manutenzione ordinaria delle piante esistenti, oltre che sulle ripiantumazioni.

Si è concordato quindi di procedere con l'abbattimento delle piante in categoria "rossa" non gestibili altrimenti e richiedere agli uffici comunali un preventivo dei costi da affrontare per le prescrizioni suggerite dal tecnico Sani nel suo studio, sia per gli interventi immediati sia per le spese di monitoraggio negli anni a venire.

La prossima settimana ci sarà un nuovo incontro per la valutazione della fattibilità degli interventi, anche a seguito di una valutazione da parte della Giunta Comunale.

Le associazioni hanno inoltre colto l'occasione per chiedere al comune lo stato dell'arte circa la nomina della Consulta del Verde prevista dal Regolamento del Verde comunale ricevendo assicurazione di una celere risoluzione della pratica.


VALUTAZIONE DEI COSTI

«Gli alberi», ha spiegato il vicesindaco Antonio Blasioli, «restano tutti e 19 pericolosi, questo il tecnico lo ha detto chiaramente, illustrandone anche le ragioni a tutti gli intervenuti. Gli alberi su cui è necessario intervenire subito con l’abbattimento sono 9, perché rappresentano un rischio per la pubblica incolumità a causa dello stato in cui si trovano. Sugli altri sarà nostra cura valutare la situazione, cioè se l’intervento economicamente e agronomicamente vale, questo in quanto tutti gli altri sono comunque minati da problemi che non li rendono durevoli e per mantenerli è necessaria un’analisi di costi e benefici che l’Amministrazione deve fare, al fine di trovare le risorse per intervenire e usarle al meglio per un intervento che comunque non è destinato a durare. In pratica dobbiamo fare una valutazione dei costi che ci consenta di capire se è più utile procedere con un intervento che può durare uno o due anni e che va costantemente monitorato, perché il rischio non scompare o fare una ripiantumazione al fine di conservare il filare che è la cosa importante, come ha dichiarato lo stesso Sani. Per cui va valutato bene da parte dell'Amministrazione l'aspetto della sicurezza. Una volta fatte queste deduzioni le riproporremo al Tavolo verde, che ieri ha manifestato grande sintonia per il metodo intrapreso, per prendere una decisione che solo allora sarà ufficiale».