ECCO PERCHE'

Ospedale Pescara elisuperficie inservibile: servono lavori da 500mila euro e molti anni

Lo conferma il manager della Asl Armando Mancini

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Mancini

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PESCARA. «La soluzione attuale, di transfert dall’aeroporto di Pescara con ambulanza, con equipe multidisciplinare, è una soluzione temporanea ed è la modalità attualmente seguita presso molti ospedali, ad esempio L’Aquila  in cui l’elicottero atterra all’aeroporto di Preturo, con trasferimento  al Presidio Ospedaliero dell’Aquila con ambulanza».

Lo dice oggi il manager della Asl, Armando Mancini, cercando di spiegare il perché dello «scadimento» di un servizio che prima aveva una qualità indubbiamente maggiore poiché l’elisoccorso atterrava esattamente sopra l’ospedale con risparmio di tempo e imprevisti.

Se si considera che la «soluzione temporanea» poi è frutto di una valutazione poco tempestiva e meticolosa seguita all’appalto (nessuno se ne era accorto prima di avviare la procedura?) il quadro è completo. L’elisoccorso oggi deve attraversare mezza città tra traffico, cantieri, imprevisti e doppi trasferimenti del ferito gravissimo.

«La Asl era ed è del tutto consapevole che l’ elicottero del 118 acquisito, di nuova tecnologia, irrinunciabile, avrebbe richiesto un adeguamento della piazzola dell’elisuperficie, a causa del maggior peso», conferma Mancini, «il nuovo velivolo, peraltro, ha una più elevata operatività rispetto al precedente: è più potente , ha maggiore autonomia di volo , consente il volo notturno. Per tempo è stata richiesta ed ottenuta una verifica dell’Enav  di valutazione. Per tempo è stato commissionato ed acquisito il progetto di ristrutturazione dell’intero immobile,  ove è ubicata l’elisuperficie , lastrico  di un edificio a più piani, adibito a parcheggio, in considerazione della intervenuta normativa antisismica. Tale progetto prevede lavori di consolidamento , adeguando al maggior peso del nuovo vettore, per un importo di circa 500.000 euro».

Difficile comprendere il concetto di tempismo in questo caso visto che le verifiche Enav ed il progetto rimangono sulla carta e non sono serviti ad evitare conseguenze peggiorative del servizio.

 Tra le altre cose i lavori non sembrano poca cosa.

«L’adeguamento», aggiunge Mancini, «dovrà riguardare tutti i pilastri che sorreggono l’edificio, rinforzandoli. Il problema (datato da decenni e finora irrisolto) di chi sia il proprietario dell’immobile, la ASL o il Comune di Pescara è approdato da anni sui tavoli giudiziari, con alterni esiti. Non potendo ovviamente attendere l’esito definitivo», aggiunge Mancini, «abbiamo avviato lo strumento della Conferenza di Servizi con il Comune di Pescara al fine di poter avere la necessaria autorizzazione al consolidamento strutturale. Senza dubbio, si poteva avere un migliore coordinamento nei tempi. Ma il problema verrà risolto».

Le parole del manager Mancini di fatto certificano tutto il caos che vive da sempre (e non per colpa sua) sanità e Asl pescarese, un caos fatto di superficialità, eterni rimandi e tempi bibblici, incompetenze e reazioni a catena che si pagano solo dopo anni, visto che da «decenni» l’ente pubblico non riesce nemmeno a sapere di chi sia l’immobile, il che fa come minimo presupporre pasticci di carte stratificati.

Le parole del manager certificano anche quali siano le priorità e a quale prezzo: era urgente e prioritario espletare l’appalto per il nuovo servizio avendo così, da una parte, un velivolo nuovo e più efficiente ma se deve atterrare a 5 chilometri di distanza molti dei benefici evaporano in un attimo.

Anche se Mancini cerca di far passare la cosa come la più normale delle soluzioni, non fa che confermare non solo lo scadimento ma, parlando di «soluzione temporanea» e poi fornendo gli ulteriori particolari della vicenda non poco intricata, riesce a dare anche la dimensione di quanto lunga possa essere la soluzione definitiva all’orizzonte.

Anni. Cinque, dieci chissà.

Prima si dovrà chiarire di chi sia l’immobile e poi bisognerà effettuare i lavori per 500mila euro.

Così è deciso.


FEBBO: «GESTIONE SCANDALOSA»

«Assistiamo ad una gestione scandalosa (eufemismo) dell’elisoccorso 118», commenta ancora oggi Mauro Febbo che un paio di settimane fa aveva notato la strana permanenza dell’elicottero nell’hangar. Lo stesso giorno della denuncia invece il velivolo ha iniziato a volare e prestare servizio dando seguito ad un appalto che ha fatto già molto discutere per modalità e costi.

«Un pasticcio costato ben 26 milioni di euro come denunciato in una mia recente conferenza stampa. Oggi, a conferma della mia denuncia, la vicenda si arricchisce di un’altra pagina vergognosa che grida vendetta. In un Paese normale o in un’altra Regione avremmo assistito a delle dimissioni o scuse da parte di qualcuno, invece in Abruzzo ad un errore cosi grave, scandaloso e vergognoso leggiamo solo delle formali dichiarazioni del responsabile Asl di Pescara».

Ma Febbo smentisce Mancini anche su altri punti: «Non mi risulta che soluzione di transfert, utilizzata oggi dall’aeroporto di Pescara all’ospedale, venga utilizzata né al nosocomio de L’Aquila  né in nessun presidio abruzzese. Pertanto invito il manager Mancini a documentarsi meglio prima di rilasciare certe dichiarazioni. Infatti  vorremmo saper come sia possibile adeguare la staticità dell’elisuperficie con solo sei mesi di tempo. Esiste già un progetto? Dove sono e in che capitolo di spesa vengono trovati i 500.000 euro indicati dal manager di Pescara? Sono fondi regionali o della stessa Asl? Chi o quale Ente ha seguito le idoneità delle procedure? Infine, sarei curioso di conoscere la motivazione per cui su l’elisoccorso ancora non viene montato il ‘verricello’ come previsto da capitolato, uno strumento essenziale  per il primo intervento  soprattutto nelle zone montane e per certi particolari casi di intervento».