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La Corte dei Conti boccia nuovamente il Comune di Teramo

M5S: «Brucchi ha svuotato le casse comunali»

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Comune di Teramo

TERAMO. La Corte dei Conti ha nuovamente bocciato la gestione finanziaria del 2014 del Comune di Teramo così come fece per quella del 2013.

Nonostante l’Organo di revisione comunale abbia certificato di non aver rilevato gravi irregolarità la Sezione di Controllo ha tuttavia ritenuto opportuno sottoporre ad analisi la gestione finanziaria dell’Ente, in una prospettiva triennale, per individuare eventuali fattori di criticità.

Durissimo il commento del Movimento 5 Stelle secondo cui il sindaco Brucchi avrebbe «svuotato le casse comunali»

Sul versante dell’anticipazione di cassa si è accertato che l’entità dell’anticipazione di tesoreria corrisposta (ossia i soldi chiesti in prestito alla Tercas) ammonta a 32.024.442 euro e questa è stata rimborsata al 31/12/2014 alla Banca solo per l’importo di euro 27.736.200,41.

A tal proposito la Corte dei Conti afferma che «tale circostanza denota una sostanziale difficoltà nella gestione dei flussi di cassa, con evidenti riflessi sul bilancio dell’Ente, per i costi connessi all’esposizione bancaria e con preoccupanti rischi per la tenuta finanziaria dell’Ente. Il ricorso a tale forma di finanziamento, soprattutto se reiterata nel tempo e protratta per gran parte dell’esercizio, desta forti perplessità; essa, infatti, oltre a produrre un aggravio finanziario per l’Ente potrebbe costituire il sintomo di latenti squilibri nella gestione di competenza e, nei casi più gravi, configurare una violazione del disposto dell'art. 119 Cost. che consente di ricorrere al debito solo per finanziarie spese di investimento. Pertanto, per quanto evidenziato, la fattispecie merita di essere segnalata all’attenzione del Consiglio comunale, nel quadro del ripristino di una sana gestione finanziaria».

La Corte certifica, inoltre, che la capacità di riscossione delle entrate correnti appare positiva rispetto al dato medio regionale per tutto il triennio in esame (71%, 74% e 74%). Tali percentuali, comunque, non possono essere lette positivamente, per la situazione specifica del Comune di Teramo (TE) «non risultano, infatti, sufficienti a garantire una situazione di cassa accettabile».

Al riguardo si sottolinea anche presenza rilevante di somme iscritte a ruolo all’1 gennaio 2014, provenienti da esercizi ante-2010 iscritte in bilancio per l’importo di 2.546.251 euro, riscosse nell’esercizio per euro 120.036,32, eliminate per sgravi richiesti per euro 241.926,63 e conservate al 31 dicembre 2014 per euro 2.184.288,38. La Corte esprime seri dubbi in relazione all’attendibilità di tali poste. Trattasi di irregolarità analoga a quelle già segnalate con delibera del 25 agosto 2015, n. 204/2015/VSGF (questionario al rendiconto 2013).

Alla luce di tale situazione, pertanto, la Corte richiama l’attenzione dell’Ente sul fatto che nonostante la gestione abbia chiuso dal punto di vista contabile con un saldo formalmente positivo, tale avanzo non risulta sufficiente a ricostituire i fondi vincolati, per cui il risultato di amministrazione è sostanzialmente negativo.

Appare, pertanto, necessario che il Comune di Teramo (TE) effettui un’attività di attento monitoraggio della generale gestione di cassa, limitando l’utilizzo per cassa delle entrate a destinazione vincolata entro i parametri previsti dalla legge, in particolare evidenziando tutti i relativi movimenti nelle proprie scritture contabili e di bilancio.

Lo studio effettuato ha mostrato che, del totale degli accertamenti e impegni di parte corrente assunti nell’anno 2013, a fine 2014, risultava ancora da riscuotere e da pagare rispettivamente il 13% e il 4%.

Tali dati, rappresentano per il Comune di Teramo (TE), risultati negativi sia sul fronte dell’entrata che della spesa, soprattutto alla luce della difficile situazione di liquidità in cui verte l’Ente.

La Corte dei Conti, infine, non solo ha ritenuto non esaustiva la specifica delle tipologie di spesa, fornita alla voce “altri rimborsi” per l’importo di € 124.021,23 (sulla quale il Movimento 5 Stelle annuncia un’attenta indagine) ma ha sottolineato incompleta trasmissione alla Sezione dei chiarimenti sulle osservazioni al questionario al rendiconto 2013 formulate con deliberazione del 25 agosto 2015, n. 204/2015/VSGF. Si rileva che i chiarimenti sono stati forniti dall’Ente con nota del Sindaco, anziché con delibera di Consiglio comunale.

«Appare imbarazzate e sconcertante il fatto che né il sindaco né il presidente del Consiglio», commenta il consigliere comunale Fabio Berardini, «abbiamo provveduto ad inoltrare tempestivamente ai componenti del Consiglio la Delibera datata 23 febbraio 2017. È necessario condannare la disinvoltura gli organi di vertice nel trascurare un elementare principio di partecipazione e consapevolezza del ruolo istituzionale dei componenti del massimo Organo deliberante del Comune che, come noto, è demandato al fondamentale ruolo di indirizzo e di formazione di quella che è destinata ad essere la politica gestionale dell’ente locale».