LA SENTENZA

Discarica Bussi, Tar rigetta il ricorso della Toto: «tardivo e infondato»

Duro colpo per la società che nel 2016 aveva presentato un maxi progetto di reindustrializzazione

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Discarica Bussi, Tar rigetta il ricorso della Toto: «tardivo e infondato»

BUSSI. Il ricorso al Tar del Lazio della Toto Holding con il quale si chiedeva l’annullamento del bando di gara per la bonifica di una parte della discarica di Bussi è stato dichiarato in parte irricevibile, in parte inammissibile e in parte infondato.

Duro colpo, dunque, per la società di Chieti che sperava, rivolgendosi al tribunale amministrativo, di riuscire a bloccare la gara in atto che comunque da molti mesi è in fase di stallo.

La società contestava il fatto che la gestione commissariale fosse cessata tecnicamente nel 2012 ma nonostante questo l’ex commissario avesse bandita una gara.

In pratica secondo quanto sostenuto dalla Toto Holding dopo il 2012 Goio avrebbe potuto solo portare a termine le azioni già avviate e non cominciarne di nuove, come avviare l’appalto da 45mln di euro. Quasi tutti gli argomenti del merito però non sono stati affrontati fermandosi alle eccezioni preliminari.

I giudici hanno accolto prima di tutto l’eccezione di irricevibilità delle controparti per tardività della presentazione: il ricorso, infatti, andava firmato entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando contestato. Nei fatti è stato presentato un anno e 15 giorni dopo (il bando è del 19 dicembre 2015 mentre il ricorso del 30 dicembre 2016).

I giudici sottolineano inoltre che «non sono oggettivamente riscontrabili, anche sulla base di un’attenta valutazione di quanto rappresentato dalla ricorrente nella memoria di replica depositata in data 3 marzo 2017, elementi validi a ricondurre la portata lesiva del bando ad un momento successivo a quello della data di pubblicazione dello stesso».

Ma Toto aveva anche impugnato il diniego del Ministero alla proposta presentata il 12 luglio 2016 per la realizzazione, nel sito industriale di Bussi, di un impianto industriale di ultimissima generazione per la produzione di cemento.

Si contestava anche il fatto che gli enti avessero dato l’ok per mettere a bando una bonifica parziale del sito accollandosi il rischio di spendere risorse pubbliche (45 mln di euro) dopo aver scartato (ma senza fornire motivazioni scritte) una proposta privata che dunque avrebbe potuto far risparmiare fondi pubblico e raggiungere comunque un obiettivo di interesse pubblico.

«Tale impugnativa», scrivono i giudici, «deve essere dichiarata inammissibile in ragione dell’oggettiva impossibilità di rilevare l’effettiva sussistenza del provvedimento gravato».

Per i Ministeri, infatti, la proposta della società era una mera «manifestazione di interesse», nata da «una autonoma ed unilaterale iniziativa di Toto Hoding s.p.a. rimasta priva di un formale riscontro».

Ritenuta infondata, invece, l’impugnazione del verbale della conferenza di servizi finale e del decreto del 23 dicembre 2016. La disamina del verbale, secondo i giudici del Tar, ha fatto emergere che la lamentata suddivisione tra le attività di bonifica e quelle di reindustrializzazione «non è stata attuata nel corso di tale conferenza di servizi (bensì è da ricondurre a provvedimenti adottati nel passato, oltre che riproposta nel bando impugnato)».

Inoltre la Toto è stata invitata e, quindi, ha partecipato alla conferenza «non perché autrice della proposta del 12 luglio 2016, bensì in quanto società in posizione di controllo rispetto alla Strada dei Parchi s.p.a., proprietaria di aree sì “ricadenti all’interno del perimetro del SIN e non ancora caratterizzate” ma differenti da quelle oggetto del bando».

Non sono stati invece affrontati nel ricorso, che si è fermato alle eccezioni preliminari, i vizi di incompetenza del commissario ‘scaduto’.

La società è stata condannata a pagare le spese di giudizio: 1.500 euro a favore del Ministero dell’Ambiente, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dello Sviluppo Economico e della Regione Abruzzo, e 1.500 euro a favore del Comune di Bussi sul Tirino.

a.l.