GIUSTIZIA

Si è insediato Francesco Testa, nuovo procuratore capo di Chieti

Ieri il giuramento

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Procura di Chieti, Francesco Testa in pole position al posto di Mennini

CHIETI. Si è insediato ieri Francesco Testa, il nuovo procuratore capo della Repubblica di Chieti, che nell'aula della Corte d'Assise del palazzo di giustizia ha prestato il giuramento davanti al presidente del Tribunale Geremia Spiniello e ai giudici Camillo Romandini, presidente Sezione Civile, e Isabella Alieri, al funzionario giudiziario, Paola Grossi, presenti i magistrati componenti dell'ufficio ovvero i sostituti Lucia Campo, Marika Ponziani, Giuseppe Falasca e Giancarlo Ciani e tutti i giudici del Tribunale teatino unitamente al presidente dell'Ordine degli avvocati Pierluigi Tenaglia, al presidente della Camera Penale Goffredo Tatozzi, al questore Raffaele Palumbo e a i comandanti provinciali di Carabinieri e Finanza, Luciano Calabrò e Serafino Fiore.

Testa ha preso possesso dell'ufficio con qualche giorno di anticipo rispetto alla data del 3 aprile: nato a Catania, 46 anni, sposato, una figlia, prende il posto di Pietro Mennini, diventato procuratore generale della Corte d'appello a L'Aquila.

Il nuovo procuratore di Chieti, che per 14 anni è stato sostituto procuratore a Catania, proviene dalla Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Onu a Vienna, dove è stato esperto giuridico. «'Non speravo in un'accoglienza più calorosa di questa, ve ne sono veramente grato con tutto il mio cuore. Per me inizia un'esperienza importante, anche da parte mia contate sul massimo che potrò far per dare un servizio giustizia efficiente, efficace, tempestivo e al passo con i tempi», ha detto fra l'altro Testa nel suo intervento di saluto.

«Sul piano operativo la mia esperienza nella Procura di Catania mi ha dato modo di capire quanto è importante la collaborazione con le forze dell'Ordine e avere qui i tre massimi rappresentanti della provincia per me è un gesto di grande considerazione e vorrei avere l'occasione di sviluppare al meglio possibile i rapporti con l'ufficio. Un particolare saluto voglio rivolgere ai miei quattro colleghi che mi hanno riservato un'accoglienza formidabile e come loro anche io sono più che sicuro che potremo lavorare bene, potremo dare il massimo delle nostre capacità professionali e intellettuali per far funzionare bene quest'ufficio e per dare un servizio giustizia veramente efficiente e tempestivo».