SANITA'

Ospedale Popoli, nuova mobilitazione per salvare il nosocomio

Chiesto anche un incontro con il presidente D’Alfonso

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Ospedale Popoli, nuova mobilitazione per salvare il nosocomio

Ospedale di Popoli

POPOLI. Venerdì 31 marzo dalle ore 10 si svolgerà una manifestazione con un corteo di cittadini e sindaci del territorio per chiedere la salvaguardia dell’ospedale di Popoli.

I manifestanti hanno anche chiesto un incontro con il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso perché ritengono «irrinunciabile» il suo coinvolgimento «dalla cui unica volontà politica può venire un impegno formale per restituire all'Ospedale di Popoli la dignità di Presidio Ospedaliero».

Nonostante lo stop dato al cronoprogramma sul riordino del sistema sanitario regionale, «la giunta sta procedendo alla spoliazione di risorse umane e strutturali del nostro presidio».

Intanto nei giorni scorsi proprio la Asl di Pescara ha autorizzato il progetto esecutivo per i lavori di miglioramento sismico del corpo C2.

I sondaggi tecnici hanno rilevato la presenza di «calcestruzzo di media resistenza».

È stata rilevata la carenza «piuttosto diffusa» ai nodi d'angolo «per assenza di ancoraggio delle barre e di una corretta posa delle stesse, dovute anche all'assenza di adeguata staffatura».

Il tecnico che ha effettuato i sondaggi ha scoperto anche che nella zona delle fondazioni del lato corto sono stati effettuati dei lavori già negli anni 2000.

Lavori che sarebbero stati eseguiti a causa di un cedimento in atto che poi è stato superato.

Per tutto il resto la struttura non ha dato segnali di movimento in corso.

Per il momento si è costituito un coordinamento con i sindaci per rendere più efficace le iniziative volte alle problematiche del Centro Abruzzo: «quella dell’ospedale è la più urgente ma già, oltre a quelle note, si affaccia all’orizzonte il problema del Distretto Sanitario di Scafa che rischia anch’esso quantomeno di essere fortemente ridimensionato e il problema degli Ambiti Sociali fatti ricadere nei Distretti, questo appalesa un disegno politico che, sicuramente non favorevole per i Cittadini, porterà allo svuotamento di tali strutture».

E’ stata stigmatizzata inoltre, nonostante la deliberazione di 22 Comuni, l’assenza di sindaci di Comuni, soprattutto della Val Pescara come Tocco da Casauria, Caramanico, San Valentino, Lettomanoppello, Manoppello: non sono scesi a difesa della Sanità territoriale nonostante oltre che amministratori debbano essere considerati custodi dei beni dei territori da loro amministrati».
E’ stata accolta con soddisfazione la notizia della proroga di tre anni che si sta ottenendo in sede parlamentare rimarcando però che sarà un utile strumento solo se si continuerà a lavorare ancora di più, senza mollare e ponendo attenzione ai programmi elettorali dei futuri amministratori.
Nel ribadire come la legge Lorenzin in maniera chiara e inequivocabile consenta alle regioni di salvaguardare strutture come quella di Popoli i portavoce ed i sindaci si sono dati appuntamento per stilare il documento da porre alla attenzione del Governatore Luciano D’Alfonso a cui rinnova l’invito a formalizzare l’incontro richiesto per il 31 Marzo.